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Red Border – Recensione

Presentatoci attraverso il Free Comic Book Day Italia dello scorso anno, Red Border è il nuovo titolo Astra pubblicato da Edizioni Star Comics.
Pubblicato in patria dalla AWA Studios, il volume è un thriller adrenalinico realizzato dallo scrittore americano Jason Starr. Diversi suoi lavori sono stati vincitori di importanti premi come diversi Anthony Awards e Barry Award. Oltre ad essere autore di romanzi gialli e polizieschi, Jason Starr ha collaborato anche con le due major supereroistiche. Per la Marvel ha realizzato un libro su Ant-man (Ant-man: Natural enemy), mentre per la DC un prequel alla serie televisiva Gotham (City of Monsters). Ad accompagnare l’autore ai disegni troviamo invece Will Conrad. Già vincitore di un premio Hugo per la miglior storia disegnata, Conrad ha realizzato diverse storie Marvel da X-23, figlia di Logan, agli Avengers, collaborando anche alla creazione di alcune storie legate alla Firefly e all’equipaggio della Serenity.

Non solo immigrazione…

“Quando una giovane coppia messicana proveniente dalla classe media viene presa di mira dal cartello Juarez, si trova costretta a fuggire attraverso il confine in Texas. Un viaggio che li porterà a orrori che superano la più fervida immaginazione, fino al salvataggio da parte di una misteriosa persona del luogo, che li porta al sicuro nel ranch della sua famiglia. Una volta arrivata, la coppia si rende presto conto che i loro ospiti hanno molto più che “scheletri” nei loro armadi, e l’esercito di assassini sulle loro tracce potrebbe essere l’ultimo dei loro problemi. Un thriller pulp che catapulta il lettore all’interno della pagina, al fianco dei protagonisti, tra le traiettorie dei proiettili e l’oscurità sospesa del deserto. In un attimo il contesto viene scavalcato dall’azione e dai personaggi, dalla violenza dei cartelli messicani e dagli scheletri nell’armadio di un ranch texano a poche miglia dal confine.”

Il silenzio non è mai un’opzione

Red Border è letteralmente una lettura al cardiopalma. In un’ambientazione fatta di ingiustizie, di violenza, discriminazione, in cui predomina la legge del più forte, prende vita una fuga per la sopravvivenza. Approfittando di muovere un’importante critica sociale, a causa della vergognosa situazione che si vive nel confine tra Messico e Stati Uniti, Jason Starr realizza una storia che attinge dall’attualità.

Una tranquilla cena tra amici viene bruscamente interrotta dall’irruzione del cartello Juarez a caccia di Karina. Non è stata in silenzio di fronte agli sbirri. Ha parlato quando non avrebbe dovuto farlo. Ha osato ribellarsi ad un sistema marcio e corrotto ed ora ne paga le conseguenze. Da questo frangente inizia una discesa all’inferno in una corsa sfrenata per sperare di poter vedere l’alba del giorno seguente.

Red Border non consente un minimo di tregua, anche quella apparente cela qualcosa nell’ombra. L’atmosfera ricorda in parte quella vissuta attraverso la visione del film di Jordan Peele, Get Out – Scappa (2017). La tensione è alle stelle e non sai quel che potrà accadere. Si percepisce che aleggia qualcosa di sbagliato nell’aria, ma non sai cosa questo possa essere. Puoi solo provare ad immaginare che la fuga da morte certa dal cartello abbia portato ad una sorte forse peggiore.

Dalla Battaglia di Alamo al muro

Si tratta certamente di una lettura cruda, matura, adatta ad un pubblico formato e che apprezzi il genere. Boss senza scrupoli, donne utilizzate come oggetti di piacere, sadismo. Red Border attinge anche dalla storia dei due Paesi in gioco, il Messico ed il Texas, passando per la Battaglia di Alamo, un evento storico fondamentale di quel che fu la rivoluzione texana.

Viene descritta inoltre, l’ormai nota, antiquata e perversa mentalità razzista e discriminatoria dei paesi del sud degli Stati Uniti d’America. Una popolazione rimasta, purtroppo, indietro e che tutt’ora continua a osannare le proprie idee estremamente discutibili, portate recentemente alla Casa Bianca dall’ex Presidente Donald Trump.

La sceneggiatura non lascia spazio a sbavature, non ne avrebbe nemmeno il tempo. Coinvolge verso un finale in parte scontato e prevedibile già dalla metà, ma che lascia aperta la porta per il prossimo volume. Ti domandi cosa potrebbe accadere di peggio, ma poi volgendo lo sguardo verso quei territori immagini come potrebbe volgere la situazione. Una storia, quindi, che intrattiene e che punta a dar voce alla discriminazione all’interno di uno degli Stati americani più pericolosi. Il Texas.

Una lettura così reale…

Red Border appare come una lettura reale, non solo dal lato della sceneggiatura, ma anche di quello tecnico, con veri e propri disegni che sembrano bramare di uscire dalle pagine. Il realismo è notevole sia nella rappresentazione dei personaggi che nell’ambientazione. I dettagli non mancano ed i colori di Ivan Nunes esaltano la potenza delle tavole. Una colorazione che marca il gioco di ombre, come se fosse un fotogramma catturato dal vivo, evidenziando anche i riflessi attraverso il vetro, o gli occhiali.

Consigliamo il volume a tutti gli appassionati di thriller, di storie violente che si ispirano alla reale situazione che si respira nel mondo.

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