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Relay – Realtà negata – recensione

Relay – Realtà Negata

I fumetti di fantascienza hanno spesso il problema di non essere originali, di riflettere troppo gli archetipi classici del genere, che ormai da molti anni entusiasmano tantissimi fedeli e reclutano nuovi appassionati. Relay – Realtà Negata è un fumetto uscito qualche tempo fa per la linea AfterShock, portata in Italia da Saldapress ed ha il grande pregio di distaccarsi dalla massa dei prodotti sci-fi in modo intelligente.

L’idea della serie è di Donny Cates, diventato ormai una superstar del fumetto statunitense. Conosciuto soprattutto per le sue run marvelliane su “Venom”, “Guardiani della Galassia” e “Thor”, ma anche per i lavori su “God Country” o “Redneck” . Cates viene qui coadiuvato da quello che è poi lo sceneggiatore vero e proprio della storia, ovvero Zac Thompson (“Cable”, “X-Men: Black”, “Yondu”).

UMANITÁ DEL FUTURO

In un futuro lontano un monolito nero, il Galactic Relay, diventa la struttura attraverso cui una sorta di Dio unifica i mondi, portando benessere e uniformità in tutta la galassia. L’agente Jad Carter, appartenente alla forza di pace del Relay, viaggia nell’universo per portare ad altre civiltà il progresso offerto dal monolito nero. Ma la libertà e lo stesso concetto di umanità vengono messi a repentaglio da un sistema che non è del tutto accettabile ne concepibile. Il progresso viene proposto oppure imposto? L’uniformità è un bene, oppure un male accettabile per un fine superiore? Il racconto vi metterà di fronte a molte domande etiche, a cui seguiranno diverse ed inaspettate risposte.

“Accendere una candela significa gettare un’ombra” diceva Ursula K. Le Guin.

La storia che si dipana da queste premesse è molto interessante e scava in profondità nei concetti della morale umana, esplorando pensieri altissimi e complicati, ma mostrando allo stesso tempo la vita semplice di molte culture diverse. Questo fumetto è figlio di una grande conoscenza del mondo fantascientifico e le citazioni racchiuse nel racconto sono tante. Alcune trovano posto nella prima pagina di ogni capitolo e riportano le parole di grandi personaggi del secolo scorso o di antiche figure del passato, come ad esempio Platone.

Il punto focale della storia sembra essere la ricerca di Hank Donaldson, il leggendario creatore del Relay, tuttavia la verità che si cela dietro al mito di Donaldson è ben diversa da come la gente immagina. Il bene va ben presto a confondersi col male, fino quasi a far perdere i propri contorni e lasciando interdetto il lettore. Chi è davvero Hank Donaldson?

VISIONI DEL FUTURO

Il fumetto è pregno di elementi fantascientifici, conditi qua e là da tavole horror e sequenze oniriche, quasi psichedeliche, rese molto bene dai disegni eccellenti di Andy Clarke. L’artista britannico, che per AfterShock aveva già disegnato “Replica”, ci mostra un tratto iper dettagliato e molto realistico, alternando fitte tavole di dialogo a splash page di grande impatto visivo, davvero piacevoli da ammirare. La sceneggiatura di Thompson è solida ma tutt’altro che semplice, sicuramente non adatta a chi ricerca un puro e semplice divertimento fatto di azione e battute.

Il finale è sia una perfetta conclusione per questo primo volume, che un possibile apripista per un sequel, che speriamo presto di poter leggere. Le vicende sono infatti ben lontane dal trovare una risoluzione finale, lasciando presagire un potente secondo episodio.

CONCLUSIONI

Relay – Realtà Negata è una storia pensata e realizzata per gli amanti della fantascienza con la F maiuscola, ideata da una delle menti fumettistiche più apprezzate degli ultimi anni e disegnata in modo magistrale da un bravissimo artista. Non una semplice ed agile lettura per far passare un’oretta in tranquillità, ma un volume destinato a far riflettere e a far lavorare i neuroni di noi lettori.

E ricordate, come diceva il grande Ray Bradbury “La follia è relativa. Dipende da chi rinchiude chi e in quale gabbia”

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By Simo "controluce" Serafini

Nerd da sempre, revisionante, critico, valutatore approssimativo, comics addicted, collector. Il tutto a tempo perso.

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