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Ruby Falls – Recensione

Ruby Falls

Quando una fumettista americana, stimata nel mondo Marvel e DC Comics, incontra una fumettista italiana all’apice del suo successo creativo, il risultato non può che essere qualcosa di sensazionale! Nasce così Ruby Falls, un progetto italo-americano scritto da Ann Nocenti e disegnato da Flavia Biondi. In Italia, la graphic novel è uscita a giugno 2020 per la casa editrice Bao Publishing con una copertina esclusiva.

Il mistero di Ruby Falls

Ruby Falls è una piccola cittadina americana dove le giornate scorrono sempre uguali da generazioni. I giovani crescono o accontentandosi di una vita tranquilla o desiderando di scappare per realizzarsi nelle grandi città; Lana appartiene a questa seconda categoria. Troppe cose, però, la tengono ancora inchiodata a Ruby Falls: una nonna che sta perdendo la memoria in una casa di riposo, due genitori separati che non si sopportano nonostante siano vicini di casa e condividano una corda per stendere e, soprattutto, il fatto che Lana non sappia ancora che cosa voglia fare nella vita.

Ad allietare le giornate monotone, è solo la presenza della dolce Blair che, con i suoi nastri, volteggia in un night club assicurandosi i soldi per mantenere un alloggio ad entrambe. Un giorno la nonna Clara, in un momento di scarsa lucidità, rivela alla nipote i dettagli di un delitto a cui aveva assistito da bambina e che ha tenuto segreto per anni. Lana inizia così ad indagare sulla vicenda di Betty, rispolverando verità che erano rimaste nascoste per troppo tempo…

“Non sarebbe dovuta entrare nel bar. Era tutta colpa sua. Doveva sparire”

Principali protagoniste di questa graphic novel sono le donne. In poco più di 100 pagine ne troviamo ben cinque che, con il rispettivo carattere, danno forza alla storia.

La prima è Lana, la nostra protagonista principale. Lana è una ragazza che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo, ha cambiato già tanti lavori e Ruby Falls le sta decisamente stretta. Non per questo si lascia abbattere, buttandosi a capofitto in nuove avventure non appena se ne presenta l’occasione. Come dice sua nonna Clara “Se le dici di non fare qualcosa, lei risponde “perché no?”. Questa sua impulsività la porta a mettersi in situazioni di pericolo ma grazie alla sua determinazione riesce sempre a venirne fuori.

A sostenere Lana, nonostante lei voglia mostrarsi più indipendente di quanto in realtà sia, è la sua compagna Blair. Blair è riuscita a conciliare la sua passione con il lavoro ma si trova su quel sottilissimo confine che potrebbe portarla a cadere nella morsa dello sfruttamento. Non è facile lavorare in un night club evitando che i clienti allunghino le mani. Si sa: più sei vestita succinta e ti mostri accondiscendente, più il cliente è disposto a elargire una bella mancia.

Salendo di una generazione, troviamo Greta, la mamma di Lana. Greta è una donna dall’animo scontroso che ha ereditato la gestione del pub di famiglia. In perenne contrasto con la figlia e l’ex marito, quello che ottiene è di alimentare lo spirito ribelle di Lana che di conseguenza tende ad allontanarsi da lei preferendo il conforto e la gentilezza del padre.

Altro grande affetto per Lana è sua nonna Clara, che invecchiando nella casa di riposo sta iniziando a perdere la memoria. Tuttavia, la mente umana è qualcosa di incredibile e, proprio quando sembra smettere di funzionare, ti stupisce facendo riaffiorare quei ricordi che con grande sforzo si era deciso di chiudere a chiave nei meandri più profondi. Ecco così che una vecchia e tenace signora si ritrova a ripercorrere i propri ricordi per dare giustizia a una verità che da bambina non avrebbe mai potuto rivelare.

“Il ricordo è come una pietra che ti rigiri tra le mani fino a privarla di tutti gli spigoli. Non puoi distorcere un ricordo per adattarlo a chi pensi di essere, altrimenti dimentichi chi sei veramente”

Infine c’è Betty, che aleggia nella storia come una sorta di leggenda. Betty era una donna emancipata quando dalle donne ci si aspettava che il loro unico obiettivo fosse il matrimonio. Una donna scomparsa nel nulla, in circostanze misteriose. Quando si parla di Betty si dice che era una “dissoluta” e che di conseguenza quanto le era capitato fosse colpa sua. “Se fosse stata al suo posto“: questo è il messaggio che passa. Betty diventa un esempio di quello che le donne non devono fare, tanto che a Ruby Falls nasce il monito “non fare la Betty”. Betty diventa però anche un simbolo per tutte quelle donne che vogliono trovare la propria strada lontano dai propri uomini e da Ruby Falls. La ammirano in segreto senza però trovare il coraggio di essere come lei, almeno fino alla generazione di Lana che darà finalmente riscatto a questa figura avvolta nel mistero.

Tre talenti che si incontrano

Quando Ann Nocenti ha visto i bozzetti di Flavia Biondi ha capito subito quanto fosse brava nel dare vita attraverso il disegno alle dinamiche interpersonali. In Italia abbiamo avuto modo di apprezzare questa sua caratteristica già dagli esordi con Renbooks e successivamente con le sue opere La generazione e La giusta mezura, edite Bao Publishing.

Non servono le parole per far capire al lettore il carattere dei suoi personaggi. Nel caso in particolare di Ruby Falls, vedi Lana, Clara, Blair e ti sei già fatto un’idea di quello che potresti aspettarti da loro, senza avergli ancora dato voce. Aggiungi una sceneggiatura interessante e coinvolgente scritta da chi da quarant’anni è abituata a parlare di supereroi e il gioco è fatto.

Ad esaltare ulteriormente il lavoro di Ann e Flavia, non si può non menzionare il colorista Lee Loughridge. I colori dominanti sono quelli dell’autunno, gli stessi che meglio rappresentano i colori della terra. Arancione, giallo, rosso e marrone sono i principali protagonisti dando la sensazione che le vicende si svolgano principalmente all’alba o al tramonto. Il rosso, inoltre, è rappresentativo della città di Ruby Falls, le cascate rubino, dove l’acqua divenne di quel colore per il costante scavare nelle miniere ricche di ferro. Il rosso è anche il colore del sangue che scorre proprio come una cascata.

Altri colori dominanti sono l’azzurro, il blu e il fucsia, legati principalmente alle scene notturne e del passato. I toni freddi usati per il passato danno proprio l’idea dei ricordi congelati nella mente, fragili come pezzi di ghiaccio.

Una gita a Ruby Falls

Se siete amanti del mistero e vi piacciono le storie con al centro donne tenaci e indipendenti, Ruby Falls è quello che fa per voi. Insieme a Lana cercherete di scoprire la verità che ruota attorno alla scomparsa di una donna che ha osato troppo in una società maschilista.

Una storia di riscatto e di emancipazione dove il passato è di insegnamento per il presente. Una protagonista sopra le righe che potreste amare o trovare fin troppo esuberante ma che vi guiderà attraverso i luoghi caratteristici del paese.

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By Agnese Lancella

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