Il nostro sito utilizza i cookies per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di utilizzo. Il nostro sito potrebbe anche contenere cookies di terze parti, quali Google Adsense, Google Analytics e Youtube. Accettando di utilizzare il sito e di fruire dei suoi contenuti, aconsentite all'utilizzo dei cookies. Abbiamo aggiornato la nostra Privacy Policy.  Cliccate sul bottone per legegrla.

Rusty Brown – Recensione

Rusty Brown promette di stupire. Chris Ware, autore di questo singolare romanzo a fumetti, si appresta a lasciare tutti col fiato sospeso. L’opera è curata e distribuita in Italia da Coconino Press, che offrirà ai suoi lettori un vero e proprio viaggio attraverso la bellezza di un’edizione imperdibile.

Può il racconto di più vite, essere condensato in 352 pagine di pura narrazione non convenzionale? La risposta è, senza dubbi, affermativa. Il percorso ha un inizio, uno sviluppo e… un “intervallo”. Sì, avete capito bene. Del resto un po’ come la vita lascia davanti all’ignoto e alle sue molteplici possibilità; Ware, nei panni del “deus- ex- machina” della sua creazione, fa la medesima cosa. Risultato? Il lettore è spiazzato, conquistato, sorpreso tra il desiderio di capire e la consapevolezza che, probabilmente, tutto sia già a posto così. Ben conscio di trovarsi immerso in un storia dai risvolti potenzialmente infiniti. Dopotutto, stiamo parlando di Ware. Il suo essere non convenzionale, è un marchio di fabbrica che ben gli appartiene.

Chi è Rusty Brown? Rusty Brown è un bambino solitario, in bilico tra il mondo reale e quello alienante della propria immaginazione. Diviso tra l’ombra concreta del bullismo e il desiderio di fuggire da una realtà che fatica a comprendere. Rusty riesce a trovare una dimensione, alimentando la sua sfrenata fantasia. Non a caso è affascinato dai super-eroi, in particolare da Supergirl di cui è innamorato. Scopre, inoltre, di essere dotato di poteri speciali (il super udito). Da qui l’esigenza di costruirsi un’identità fittizia (Ear-man), sarà poi una naturale conseguenza. Ware sottolinea il disagio, man mano che procede nel racconto.

Fa apparire ancora più preoccupante il senso di straniamento che Rusty Brown alimenta in sé. La palese non accettazione, unita all’essere preso di mira in modo umiliante (tra l’indifferenza degli adulti), lo conducono a trovare sempre meno affinità con la realtà che lo circonda. L’ambientazione appare perfetta. Si parla del freddo Nebraska, in particolare, Omaha città natale dello stesso Ware. Un luogo apparentemente immobile, ovattato dal suono afono dalla neve. L’incipit dedicato ai fiocchi che imbiancano la cittadina, colpisce l’immaginario del lettore. Questi cristalli di ghiaccio hanno una vita indipendente nello spazio che gli si dedica, che poi è il tempo che impiegano a cadere. Li potrete ammirare tutti diversi per forma e dimensione, ognuno dotato della propria consistenza.

Insieme, però, danno vita a una massa comune, che li definisce nella loro genericità. È indubbio che, ogni fiocco, fino all’istante prima di depositarsi sull’asfalto, abbia una propria identità. Esso è una singola, meravigliosa diversità. La metafora è dietro l’angolo. Proprio come la neve, anche l’uomo ha una forma comune che parte proprio dalla singolarità individuale. Ciò, valido per concetto, in particolare, lo sarà ancora di più per i soggetti narrativi. Uno di questi fiocchi, è proprio Rusty Brown. Il romanzo a fumetti di Ware, unisce le solitudini dei suoi personaggi. Nella parte inferiore della pagina, seguono le vicende di Chalky White, coetaneo di Rusty, e di sua sorella Alice.

Chalky ed Alice vivono con la nonna, accompagnati da un senso della famiglia quasi inesistente. Il rapporto indagato, però, non è quello con l’ingombrante assenza genitoriale. È, piuttosto, l’individualità dei ragazzi nella situazione particolare in cui la loro specifica identità prende forma: la scuola. La scuola è, infatti, un microcosmo chiuso. Esso è un luogo quasi asfittico, che ricalca i rapporti sociali che, probabilmente, verranno. In questo contesto gli stessi insegnanti scompaiono nel ruolo impostogli per dovere, alimentando quei mostri personali che si trovano alla base dell’infelicità.

Le difficoltà di ognuno stazionano a livello di coscienza. La scelta su come affrontare le problematiche, sarà tutta personale e non esente da errori. Tra gli insegnanti: William Brown, padre di Rusty, miss Joanna Cole, insegnante di Rusty e Chalky. Per concludere, in un cammeo delizioso e inatteso ritroverete lo stesso Mr. Ware, incline a una condotta irriverente. Gli adulti di Rusty Brown sono il risultato dei colpi inferti dall’esistenza. Essi sono il riassunto di tutto ciò che la vita può togliere, in termini di sogni e aspirazioni. In bilico tra frustrazione e un senso di empatia, messo a tacere come anestetizzato. I personaggi di questa varietà umana, sono come i fiocchi di neve che ricoprono Omaha. Ne scopriamo l’identità precisa e le peculiarità nel tempo che precede la rovinosa caduta.

Una menzione a parte merita Jason Lint, il bullo che tormenta Rusty Brown. Jason è il personaggio in cui la solitudine radica un senso di collera molto profondo. Esso sfocia, poi, in una rabbia tracimante che coinvolge tutti. La vita di Lint è l’apologia perfetta di un’esistenza che si trascina, senza avere un senso vero e proprio, verso la sua conclusione. Dal punto di vista artistico in Rusty Brown emerge uno stile originale, in linea con la personalità eccentrica del suo autore. La singolarità sta nell’analisi di tematiche di isolamento sociale, con modalità inusuali e meticolose. Abbondante, inoltre, la dovizia di particolari, attraverso l’utilizzo di una vivacità cromatica che cattura subito.

A uno sguardo immediato l’arte di Ware potrebbe sembrare quasi fredda e asettica. Questo è un “limite” che, in realtà, è figlio della visione che l’artista ha della vita in genere. Esso, però, non appartiene alla sua arte, bensì all’occhio di chi lo recepisce. Lo stile serve all’arista a raccontare le sue storie in modo onesto o per lo meno, nel modo in cui per lui sia più sincero possibile. Ciò che a un primo acchito è “asettico”, dunque, non è nient’altro che la visione dell’artista del mondo degli adulti. Ware in un’intervista ha detto, effettivamente: Non “vediamo” più veramente dopo una certa età, passiamo il nostro tempo a nominare e categorizzare, identificare e capire che tutto combacia.

La sua arte si rifà allo stile tipicamente americano di design grafico degli inizi del XX secolo. Le influenze stilistiche  includono Winsor McCay, Frank King, Charles  Schulz (Peanuts). Dal punto di vista narrativo il romanzo a fumetti di Rusty Brown procede seguendo un ordine vario (non lineare). Questo tratto dona all’opera, insieme alle altre componenti, il fascino dell’unicità. Le griglie in cui la narrazione si dispiega, sono chiare. Il lettore potrà, così, immergersi nel mondo atipico che Ware ha disposto per lui. Al fondo della rappresentazione principale, l’artista inserisce l’introduzione di un altro personaggio. Continuando a raccontare in questa “narrazione a due”, come se ci fosse una sorta di “sotto-storia” in corso.

Ciò almeno fino a quando i tempi e la velocità rallentata del ritmo, non metteranno in relazione i personaggi. Man mano che si procederà, la pagina si riempirà di vignette: ogni spazio è sfruttato. La narrazione si arricchisce di particolari e di nuovi protagonisti, tutti elaborati attraverso l’occhio oggettivo dell’artista. Ware stesso sembra sdoppiarsi nel narratore esterno alle vicende e il Mr. Ware, personaggio ben rappresentativo del disagio degli adulti di Rusty Brown. L’edizione portata in Italia da Coconino Press è pregevole: cartonato di 352 pagine, formato 16:9. Esso non potrà, certamente, mancare nella libreria di ogni appassionato.

Rusty Brown è una vera e propria antologia della vita. Il racconto non lascerà deluso il lettore, piuttosto, lo renderà partecipe di una visione globale onesta (quella del suo autore) e, con ogni probabilità, anche condivisa. Rusty Brown è una sorta di riflessione pronunciata a  voce alta, in cui tutti siamo coinvolti. L’opera conduce alla comprensione, senza dire apparentemente, senza voler “insegnare” nulla.

Quali adulti siamo? Quali adulti diventeremo? Che bambini siamo stati? Tutte domande certamente un po’ scomode, alla quale chissà se avremo mai il coraggio di rispondere. Rusty Brown, in conclusione, potrebbe essere il romanzo della vita di ognuno. Esso è una sorta di “vademecum” dal quale trarre le proprie conclusioni e, forse, utile per guardare noi stessi con occhi e cuore differenti.  

Continuate a seguire le nostre news, sulle pagine Social Facebook Instagram e Telegram per non perdervi mai nulla! Playhero

By Ilaria Inglese

Potrebbe piacerti anche...