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Ride your Wave- Recensione

Ride your Wave è un film d’animazione giapponese del 2019, che ha ispirato l’omonimo manga scritto e disegnato da Machi Kiachi, sempre dello stesso anno. La distribuzione italiana, sia per l’anime che per il manga, è stata curata da Dynit. L’opera è categorizzata come uno “slice of life”, d’impronta shoujo, variamente composita, che spazia dal genere drammatico e sentimentale, a quello soprannaturale. La trama poggia su una successione di eventi semplice, lineare che fa dell’elemento emotivo la base essenziale dello sviluppo.

Hinako Mukaimizu si trasferisce a Chiba, sua città d’origine, per frequentare l’università e dedicarsi al surf. In seguito a un incendio, che vede coinvolta la sua abitazione, Hinako viene salvata dal vigile del fuoco Minato Higaneshi. Inizierà tra i due una frequentazione prima e una vera storia d’amore poi, interrotta, bruscamente, dall’improvvisa morte del giovane. Il senso di colpa di Hinako è lacerante poiché si sente responsabile per aver spinto, inavvertitamente, Minato a cavalcare, con il suo surf, un’onda pericolosa. Inizia per la ragazza un forte periodo di sofferenza. Un giorno, però, Hinako, scopre che dopo aver intonato “Brand new story” (canzone molto significativa per lei e Minato) può, come per miracolo, rivedere nell’acqua il ragazzo.

L’elemento che colpisce di Ride your Wave è senza dubbio la costruzione della storia. È un intreccio capace di parlare, in modo leggero e popolare ma non meno importante, di tematiche come: l’assenza, il ricordo, il rimpianto, annessi al tema della morte. Essa colpisce nel fiore degli anni e per ciò, ancora più inaccettabile. E’ improvvisa, dunque, troppo definitiva e crudele per darle un senso. A ciò si aggiunge, di conseguenza, il sentirsi defraudati dalla vita. Questo sentimento accompagnerà la protagonista, in tutto il processo dell’elaborazione del lutto. Il dolore è, inizialmente rifiutato e avvertito come un fardello inesplicabile. L’assenza della persona amata pesa: ha il sapore della nostalgia del passato, del rimpianto per le cose che non è più possibile fare.

Nonostante l’importanza del tema l’opera parla al pubblico con naturalezza, senza indugiare più del dovuto sull’elemento tragico. Ride your Wave poggia il suo leitmotiv sul lutto ma è capace, di divertire e coinvolgere il lettore, farlo sognare. In modo sapiente, la narrazione accosta drammaticità e leggerezza. Sebbene siano posizioni antitetiche esse convivono agevolmente, poiché coesistono nella nostra protagonista. È una lettura che vi toccherà, ponendovi interessantissimi spunti riflessivi ma, senza tristezza. Non è una lettura triste, piuttosto, malinconica. Parliamo, però, di quella malinconia che si trasforma, pian piano, in voglia di andare avanti.

Il messaggio di fondo è fortemente positivo ed esplode nella giovialità di Hinako. A dispetto del desiderio di riavere Minato con sé, la ragazza apprenderà che restare legati al passato equivale a non vivere. Se ciò è chiaro sin dal principio, elaborarlo e interiorizzarlo non sarà così semplice. La storia poggia, proprio, su questa difficoltà di adattamento alle circostanze senza, però, essere pesante. Altro aspetto interessante è l’impianto spirituale che viene citato, sovente, quando Hinako matura, consapevolmente, di doversi slegare dal ricordo di Minato. Restare in terra, in forma non corporea, per il ragazzo, significherebbe non procedere. Significa, in concreto, occludersi in una sorta di limbo, senza possibilità di ascesa e non poter, così, mai raggiungere il nirvana (il fine ultimo della vita).

Il manga si suddivide in due parti. Nella prima sono raccontati gli eventi principali. La seconda è focalizzata, proprio, sullo slice of life in cui vedrete nascere e crescere l’amore tra Hinako e Minato. Questa seconda parte è una sorta di “bonus” che l’anime per ragioni oggettive di durata, velocizza. Viene saltato, difatti, qualche passaggio simpatico dove la protagonista è preda di dubbi e incertezze. I personaggi principali sono trattati in modo profondo. Accanto alla caratterizzazione generale il manga vi accompagnerà alla scoperta di un sentimento d’amore genuino, che  vi lascerà disarmati. Hinako e Minato sono agli antipodi.

Lei è dinamica, coinvolgente nonostante si senta, sempre, un passo indietro rispetto a Minato (che eccelle in qualsiasi cosa faccia). La vera bellezza di Hinako, sta nell’essere un tipo di persona dal carattere magnetico. Lui è, di contro, più pacato. Ha un fortissimo senso della giustizia e del dovere, che l’hanno spinto ad abbracciare il suo lavoro come se fosse una vera e propria missione. Minato è la forza degli ideali che resistono al tempo: non si logorano e, soprattutto, non muoiono mai. Sebbene agli occhi di Hinako, Minato sia “perfetto”, si scoprirà, successivamente, quanto lui abbia faticato a costruire gli obiettivi raggiunti.

Minato è un po’ vittima di quei pregiudizi generali secondo la quale è dato pensare che dietro al risultato colto, non ci sia fatica e lavoro. Hinako resterà sorpresa dall’impegno profuso dal ragazzo, “umanizzandolo” ai suoi occhi. Se, però, lui rivela di essere la persona fantastica che appare, è così perché qualcuno lo ha spinto in questa direzione. Solo alla fine e quando Minato non ci sarà più, conoscerete tutto ciò che lo riguarda. Sarete al fianco di Hinako nella sua scoperta a posteriori. Vi stupirete e commuoverete con lei. La presenza del ragazzo, sarà ancora più forte nella sua assenza.

Dal punto di vista artistico, le tavole di Ride your Wave fanno dei toni chiari l’elemento principe. Il disegno è particolare nelle anatomie e, probabilmente, dovrete abituarvi e “fare l’occhio” allo stile di Kiachi. Hinako è esteticamente una protagonista atipica. La pelle diafana, che caratterizza il modello di bellezza nipponico femminile, lascia il posto a una leggera abbronzatura. Ciò è una particolarità che rende il personaggio aderente al contesto. Sarebbe stato, infatti, impensabile concepire diversamente la sua resa artistica. Sebbene si tratti solo di una minuzia, quest’aspetto rende l’arte di Kiachi puntuale e particolareggiata.

Ride your Wave è una lettura soft, ideale per suggellare con romanticismo San Valentino. E’ un manga (brossurato, 192 pagine, 15×21 cm) che si apprezza perché pregno di emozioni. Va da sé che recuperare anche l’anime, sarebbe consigliato. Unito al messaggio globale sull’importanza del saper vivere, talvolta, lasciando andare cose, persone, abbracciando nel calore del ricordo la nostalgia e, persino, parte di sé, l’opera si realizza, in modo composito, nel senso finale di una narrazione che, senza dubbio, vi coinvolgerà. Tra i sorrisi e le lacrime di Hinako e una colonna sonora (Brand new story) che non dimenticherete, quest’opera è adatta a chi crede che l’amore possa, davvero, qualsiasi cosa.

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By Ilaria Inglese

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