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Quando si crea un perfetto e originale universo con un Re Barbaro scritto e disegnato da Dio, lo spin-off è dietro l’angolo. Salomè, edito dalla Levithan Labs, sceneggiata da Barbara Giorgi con i disegni di Nicolò Toffanelli, è la prima opera derivata e sviluppata dalle costole di The Barbarian King (qui la nostra recensione dei primi due volumi)!

La storia ha inizio molti anni prima di The Barbarian King – Le spade spezzate e ha come protagonista la strega Salomè. Dopo aver provato a uccidere la sua sorella gemella, Salomè muore e finisce negli Inferi. Qui la donna incontra il demone Humbaba, traghettatore infernale, che le fa un’allettante proposta: la strega potrà tornare nel regno dei vivi, a patto che faccia nascere il figlio del demone. Disposta a tutto pur di riavere la vita che le è stata tolta, la strega acconsente, ma le conseguenze del patto si riveleranno peggiori di qualsiasi inferno.

Il mondo del Re Barbaro si amplia e ciò che ne viene fuori è qualcosa di terribilmente affascinate. La chiave di quest’altro centro, edito dalla Leviathan Labs che ultimamente sta sfornando perle rare prese da oceani sconosciuti, è stato sicuramente il saper caratterizzare uno degli elementi base di ogni spin-off mantenendo quindi uno stile e uno sfondo simile a quello di The Barbarian King, ma assestante. Cosa assolutamente non semplice infatti, in quanto molti spin-off vivono nell’ombra del filone originale. Bene, addio, recensione finita! Non vi basta questo a spronarvi all’acquisto? Continuiamo!

Senza farvi nessun tipo di spoiler, come nostra abitudine, ci concentriamo su quello che è la creazione dell’opera dal punto di vista tecnico. La sceneggiatura, affidata a Barbara Giorgi, è un’insieme di step che crescono. Infatti, quando inizierete a leggere Salomè, inevitabilmente troverete (e capirete senza ombra alcuna) che tra le mani avrete un testo in chiave filologica dove si varia il tempo della narrazione, che spesso, pagina dopo pagina, si alterne in un presente e un imperfetto.

Questo gioco narrativo, di conseguenza, diventa il perno attraverso il quale ruota l’azione di quest’opera meravigliosa. Del resto con un personaggio che già di suo possiede delle potenti caratteristi peculiari (donna forte, passato violento e un lungo arco di redenzione da compiere) si può solo fare bene. Ma qui, Barbara diventa una vera domatrice di Leoni, dove tra le mani non impugna una frustra, ma solo una penna. God!

I disegni di Nicolò Toffanelli sono da brividi. Annuncio: affidategli un Hellboy a quest’uomo… orgasmo! Non smetterò mai di dirlo, ma il Toffanelli è un mix strepitoso e fresco con un ossatura stilistica ben definita che mi ricorda, tra le tante, anche Todd McFarlane e il suo Spawn. I colori di Angelo Razzano, sono altrettanto incredibili. Una scena che mi ha particolarmente colpito, senza svelarvi troppo, è un inquadratura della nostra strega, in ginocchio che dice “Io sono viva”… colorato divinamente. Giusto ricordare anche L’editing di Massimo Rosi, grafica, lettering e impaginazione impeccabile a cura di Mattia Gentili. Ovviamente non possiamo non citare anche Lucrezia Benvenuti per il logo e l’immancabilmente map design. Levithan Labs sempre il top!

In conclusione, Salomè non è semplicemente un’opera spin-off tratta dal mondo di The Barbariang King. Salomè ha la pretesa – riuscendoci – di ritagliarsi uno spazio tutto suo. Un’opera che non vi chiederà di leggerla, ma sarete voi stessi a sperare di poterlo fare.

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