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Samuel Stern 18 La gabbia – Recensione

Il rosso d’Edimburgo, con Samuel Stern 18 – Nella gabbia, espande ancora una volta il proprio universo narrativo cercando sempre di innovarsi e di dilettarsi attraverso più generi, tutti uniti da un unico filo conduttore.
La trama creata con il primo numero dai padri di Stern, Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, continua ad essere presente, albo dopo albo. Nonostante questo diciottesimo numero guardi al passato di uno dei comprimari della testata, la serie pubblicata da Bugs Comics ci rimembra sempre che la minaccia è presente. Questa si sta preparando e l’avversario non proviene solo da Legione, come già abbiamo potuto constatare.

“Per una promessa fatta ad un vecchio amico, Duncan affronterà un incubo che ritorna dal passato. Un incubo che lo obbligherà, assieme a Samuel, a scommettere la propria vita sul ring.”

Samuel Stern 18 – Nella gabbia vede l’esordio di un nuovo autore alla sceneggiatura Marco Scali, cresciuto all’interno di Bugs, lavorando nelle storie brevi di Mostri, Alieni e Gangster, insieme allo stesso Fumasoli, ma come altri autori che già hanno avuto modi di metter mano sul librario.
Ai disegni invece, alla seconda apparizione, ritorna Ludovica Ceregatti che ha già adoperato la propria matita nella testata la prima volta nella quarta uscita, L’isola dei perduti.

Può essere la vostra battaglia, ma è la mia guerra!

Samuel Stern 18 ripercorre il triste viale dei ricordi di Padre Duncan. Questi ultimi numeri hanno scavato molto nel passato dei nostri protagonisti ed era per certi versi positivamente scontato ripercorrere le origini del prete. La storia ha inizio in una notte temporalesca ed alla porta della spalla di Samuel Stern bussa una vecchia conoscenza. Giunge così il momento di tenere fede ad una promessa pronunciata di diversi anni prima.

Questo numero ci permette di avvicinarci ancora una volta, ancora di più, di conoscere ancora più profondamente i due protagonisti. Prima di tutto seguiremo il buon vecchio Duncan, anzi è lui in un certo senso colui che regge la storia, nel momento in cui, dall’Irlanda, mise piede in Scozia per svolgere il proprio ruolo di Padre nella nuova diocesi affidatagli. Qui sorge l’inevitabile difficoltà di farsi accettare dai cittadini. Straniero in una terra che non ammette estranei. Fino al momento in cui un uomo porgerà, per certi versi, la propria mano in suo aiuto. Da questo momento ha inizio un legame, un aiuto reciproco, che porterà a migliorare la città che li ospita. Ma non è solo Duncan. Viene scorto quel che era Samuel prima di divenire un librario. Le radici di Samuel Stern si fanno sempre più profonde.

Il primo nemico dell’uomo è la propria carne

Il primo lavoro sul Rosso di Scali porta una storia di vendetta che ha come campo di battaglia, questa volta, le corde di un ring. Un racconto che prende dal passato per narrare il presente in una serie di avvenimenti che arricchiscono l’arazzo che si sta costruendo attorno a questa serie. Le citazioni ai must del genere di pugilato erano d’obbligo, quindi ecco che il primo lavoro di Scali non si smentisce.

Nella storia del personaggio che cerca la propria vendetta si intravede in parte un personaggio della Casa delle Idee. O meglio un genitore. Ci stiamo riferendo a “Battlin” Jack Murdock, il genitore di quel che divenne Daredevil. La personalità, la morale la si ritrova anche nel padre di questo personaggio, che non cede alle tentazioni della malavita e, da solo, mantiene il proprio figlio.

Il lavoro grafico di Ceregatti, infine, è notevole. I suoi disegni sono estremamente curati, dettagliati e dinamici, enfatizzati dal tratto fine della sua matita. Già nel numero quattro aveva dato prova di sé, ma in questi mesi è cresciuta molto e questo lo si può apprezzare. Accostando i due numeri, della stessa artista, è inevitabile notare tale crescita in cui, oltre ai lineamenti, l’uso delle sfumature è molto più evidente.

In conclusione, Samuel Stern 18 – Nella gabbia amplia la narrazione della serie, ponendo le possessioni sotto una nuova lente d’ingrandimento. Queste possono darti la forza di cui hai bisogno, possono fornirti l’arma per divenire chi tu vuoi, ma alla fine, nella strada che si percorrerà, perderai qualcosa. E quella cosa è l’umanità.

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