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Samuel Stern 7: L’Agenzia – Recensione

Continuano le avventure di Samuel Stern, il demonologo che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi grazie alle storie edite dalla Bugs Comics.

Arriviamo infatti al settimo numero di questa serie, che presenterà anche una variante con White Cover in tiratura limitata, che potrete trovare in edicola, in uscita ieri 30 Maggio.

Questo settimo numero vede un poker di autori alla base della sua creazione. Infatti, dopo la parentesi con Luca Benglino, tornano i creatori Massimiliano Filadoro e Gianmarco Fumasoli, che vengono affiancati in questo numero da Marco Savengnago. La parte artistica dell’opera viene lasciata a Paolo Antiga.

La Bugs Comics ci presenta questo numero cosi:

“Samuel Stern è davvero l’unico baluardo tra il nostro mondo e quello che c’è là fuori? E se l’Ombra, alla fine, avesse altri avversari tra gli esseri umani?”

Prima di cominciare con la recensione vi consigliamo di andare a recuperare le recensioni precedenti, cliccando QUI.

Come annunciato dalla casa editrice questa è una domanda lecita: Samuel Stern può essere l’unico che riesce a vedere e che prova a sconfiggere i demoni?

Ebbene, no. In questa storia ci spostiamo a Uddingston, dove qualcosa di molto simile ad una malattia infettiva, sta avvolgendo la cittadina con tutti i suoi abitati. Vengono convocati da un vecchio amico di padre Duncan, Mason. Questa chiamata risulterà essere un pretesto per degli uomini in nero – alla Men In Black, per intenderci – per poter conoscere il famoso Samuel Stern. Questi due uomini sono Gillian e Ross, che fanno parte di Singularity, o come piace chiamarla a loro; l’Agenzia. Questo ente si occupa i “proteggere” la popolazione mondiale dai demoni, usandoli e sfruttandoli per avere informazioni da poter utilizzare.

Come accoglierà la metodologia dell’Agenzia, Samuel? Per ovvie ragioni non vogliamo dirvi altro e vi rimandiamo alla lettura del fumetto.

Come detto poco fa, ritroviamo alla scrittura i due creatori, che riescono anche in questo episodio, a creare una storia avvincente sulla scia del precedente numero. Due numeri che sono diversi tra di loro, ma che non peccano di qualità e creatività. Tornando a questo numero, ci troviamo davanti una storia avvincente. L’aggiunta di altri personaggi – che forse ritroveremo più avanti – amplia la possibilità per gli autori di avere più spazio di manovra, creando delle storie pi dinamiche senza mai ricadere nel ridicolo, dando al contempo, più freschezza alla storia. Non mancano anche i cenni sul passato di padre Duncan, che riesce ad aiutare il lettore, dandogli un’ idea su quale sia il suo trascorso, di cui sappiamo poco fino ad ora.

La parte artistica non è da meno. Paolo Antiga, crea delle tavole complete in ogni loro forma: ricche di dettagli e con una colorazione davvero eccellente. Ci troviamo davanti ad un tratto ben definito e marcato. In questo numero non mancano scene inquietanti e ricche di demoni, degne di essere trovate all’interno di una serie come quella di Samuel Stern.

Complessivamente è un opera che funziona, che getta realmente le basi a qualcosa di più grande e che se viene unito insieme a tutto il resto, da davvero ampio margine di manovra agli autori per creare una narrazione davvero ben strutturata e appassionante.

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