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Samuel Stern 17 Il Regno – Recensione

Samuel Stern 17 Il Regno

Dopo il tanto atteso Processo Stern, del numero precedente, che è andato ad approfondire il passato del rosso, Samuel Stern 17 Il Regno, pubblicato da Bugs Comics, come di consueto analizza gli inferni personali che ci portiamo appresso. Questa volta però sceglie di rivelare gli inferni che noi ci costruiamo e scegliamo, luoghi nei quali preferiamo rifugiarci per isolarci dal mondo. Non soffermandosi solo a ciò che potrebbe nascere dalla situazione che si vive.

Prendendo sempre alla cornice l’aspetto del demonio, fulcro perenne della trama la quale si arricchisce attraverso l’aspetto umano, Samuel Stern si ispira costantemente a tematiche delicate, parlandone con una personale originalità. In tal modo consente al lettore una sorta di confronto, soprattutto se ci si sente presi in causa attraverso questo tipo di storie. Non una cosa facile, ma che il team di sceneggiatori, che rivede ai testi uno dei due creatori, riesce ad infondere alla perfezione.

Alla storia troviamo, quindi, Massimiliano Filadoro accompagnato dall’ormai già noto Marco Savegnago. Ai disegni, estremamente dettagliati, Vincenzo Acunzo.

Noi stessi siamo i Re del nostro mondo infernale

L’umanità ha la possibilità di scegliere come spendere il proprio tempo. Passeggiando tra le innumerevoli storie imprigionate tra le pagine di un libro, vivendo più vite, conoscendo più luoghi. Luoghi mentali, nati dalla propria immaginazione e non obbligatoriamente percepibili al tatto ed alla vista. Passando per posti narrati nei secoli passati e che al giorno d’oggi non accettiamo più o non ne comprendiamo il senso. Ma noi tutti, alla fine, abbiamo preferito un’altra via, abbandonandoci alle false promesse arrivate col nuovo millennio. Lasciandoci alle spalle il Regno. Ma non è detto che questo lo farà anche con noi.
Con queste premesse si apre Samuel Stern 17 Il Regno, che va ad incidere un ulteriore tema che può senz’altro coniugare, senza sforzo alcuno, un eventuale demone ai prodotti del 21° secolo. La tecnologia, internet, il dark web.

“Qualcuno ha perso l’anima nel proprio inferno personale. Riuscirà Samuel a ritrovarla, sopravvivendo alla terribile desolazione spirituale del Regno?”

Una anticipazione che sembra ricollegarsi alla precedente uscita ci presenta quest’ultimo numero.

Demoni e cinema

Questo mese Samuel Stern inserisce nella propria storia qualcosa a cui sicuramente abbiamo pensato e che avremmo voluto approfondire all’interno della serie. Quasi come se i creatori leggessero nelle nostre menti siamo stati, quindi, accontentati.

“Ma in fondo, è veramente così strana l’idea che qualcosa di diverso possa essere impresso su una pellicola o su un supporto digitale?”

Nel corso del nostro passato sono stati scritti diversi libri maledetti. Sono stati realizzati oggetti a cui successivamente è stata affibbiata l’etichetta di essere infestati. Col progredire delle conoscenze, con la nascita del cinema, queste si sono trasferite nelle nuove forme d’arte. Il male è qualcosa che infetta cose e persone, quindi i video ed i film non dovrebbero esserne esenti. A ciò il tutto viene arricchito con fatti e citazioni reali, per rendere il tutto più concreto, apprezzabile e reale. Per esempio, si parla di “Return to Babylon” film del 2013, incentrato su dei personaggi del cinema muto degli anni ‘20, ritenuto essere maledetto, dopo dei fatti avvenuti in sala di montaggio.

Ciò per farci capire che il nostro protagonista cammina per le strade del nostro mondo e non in un universo di fantasia. Ciò dovrebbe aumentarne la paura, la tensione e funziona. Funziona anche grazie all’utilizzo di un linguaggio e di una terminologia che si sono andati ad affermare soprattutto nell’ultimo periodo che stiamo vivendo.

“Voi… voi non sapete nulla sepolti nella vostra caverna a guardare il vostro spettacolo di ombre”

Per questa indagine l’esorcista di Edimburgo sarà accostato dall’agente Foster Cranna il quale non apprezza del tutto la compagnia del protagonista. I due, pur collaborando, saranno protagonisti di un costante battibecco che va a sottolineare la loro alleanza forzata. Un rapporto che rende la narrazione più leggera, che va ad attenuare la cupa atmosfera con della comicità. Un legame, tra i due, quasi complice che sicuramente evolverà nel futuro, come già abbiamo in parte potuto apprezzare in questo albo. Per fare un paragone semplicistico, come Dylan Dog e l’ispettore Carpenter, personaggio nato nel nuovo ciclo di storie di Roberto Recchioni.

Qui l’agente Cranna, già visto nel numero 12, La casa delle farfalle, è al lavoro in un caso che vede una ragazza scampata da uno Snuff Movie. O almeno così sembrerebbe. La sceneggiatura saprà poi escogitare molteplici sorprese, regalandoci, soprattutto sotto l’aspetto grafico, uno dei migliori numeri dello scozzese.
I disegni, infatti, sono estremamente curati, fondendosi alla perfezione col tema del racconto fino a divenire qualcosa di trascendentale, toccando il divino, andando a ricordare i quadri della pellicola di Robert Eggers, The Lighthouse (2019).

Mese dopo mese la storia sembra accelerare sempre più, stringendosi in una trama orizzontale sempre più serrata, con un progredire di riferimenti ai numeri chiave dell’opera, come Legione. Il tutto per preparare il terreno al cambiamento. All’invasione del nostro piano terreno.

Un ennesimo numero riuscito che ci parla di come le persone più deboli e fragili vengono adescate, persuase e fatte cadere in tentazione da chi se ne vuole approfittare, finendo ad abboccare attraverso l’amo più pericoloso. I social.

“La domanda crea l’offerta. Per un motivo o l’altro, il mondo chiede inferni. E qualcuno ha cominciato a costruirli.”

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By Davide Zanella

Giovane appassionato del mondo nerd, ho iniziato ad immergermi in questo mondo un po' come tutti quelli della mia generazione. Catturato dai film Marvel dello scorso decennio sono passato alla controparte cartacea, finendo ad espandermi in altre realtà. Ora provo a far conoscere a più persone possibili la mia passione cercando di parlarne al meglio. Mi potete trovare anche su instagram in @riccidanerd

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