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Samuel Stern presenta: Racconti dal Derryleng 2

Quasi in concomitanza con la festività pagana di Samhain, erroneamente conosciuto come Halloween, arriva negli scaffali delle nostre edicole l’appuntamento con Racconti dal Derryleng 2. Si tratta di una raccolta di brevi storie horror scritte da autori che hanno collaborato con la realtà editoriale di Bugs Comics. Dopo lo speciale per il secondo anno del rosso si chiude alla perfezione questo traguardo con un nuovo volume da incubo.

“Cari amici, è con rinnovato entusiasmo che vi do il benvenuto, ancora una volta, al Circolo Le Horla, il cenacolo dei racconti delle ombre!”

Come il precedente, Racconti dal Derryleng 2 si apre con Angus, il misterioso librario e datore di lavoro di Samuel Stern, a dare il benvenuto ai suoi ospiti, ai suoi ormai affezionati e, rompendo la quarta parete, anche ai nuovi lettori. Angus Derryleng ci tranquillizza: non importa aver presenziato allo scorso appuntamento. Questa è un’avventura da brivido che può partire anche da qui, un viaggio tra i racconti di paura. Una raccolta delle migliori storie pubblicate antecedentemente su Mostri.

“Chi è il vero autore delle storie? Lo scrittore che le ha scritte? O il lettore che le ha ospitate nel suo animo, allestendo per loro la necessaria coreografia?”

Basta divagare, con questa citazione filosofica non ci resta che immergerci nelle profondità di noi stessi, nei nostri incubi.

We’re a Zombie family

La prima storia di Racconti dal Derryleng 2 si apre in un cimitero durante una notte buia e tempestosa, un cliché tipico di questi racconti, divenuto un simbolo. La sceneggiatura di Gianmarco Fumasoli, accompagnato dai disegni di Andrea Olimpieri, ci fa vagare attraverso la nuova (non)vita di una famiglia risorta dai vermi e dalla nuda terra. Fumasoli, nelle pagine a disposizione, crea, rimanendo nel gioco di parole, qualcosa di geniale. La famiglia vuole continuare la propria routine, ma ovviamente non tutto andrà secondo i loro buoni propositi. Il tratto di Olimpieri, ad un primo impatto, ricorda Charlie Adlard nel capolavoro di Robert Kirkman, The Walking Dead. Ma qui i ruoli da protagonista sono invertiti.

“Non mi capacito come si continui a credere che siano le religioni a creare la fede, quando invece è esattamente il contrario.”

I figli di San Grimorio

Ad aprire il secondo racconto è l’altro padre di Samuel Stern, ovvero Massimiliano Filadoro, che ci accompagna in una storia di fede. Quanto questa può divenire nociva e pericolosa per la mente dei fanatici? In un piccolo paesino viene inviato un prete per indagare sulla manifestazione di molteplici miracoli. Filadoro intesse una trama da brividi che può ricordare The Wicker Man di Robin Hardy, pellicola del 1973. Il tutto poi va oltre, regalando al lettore una terrificante sorpresa sostenuta dalla fede di quel piccolo paesino.
Antonio De Luca al disegno imprime con forza l’orrore provato dal malcapitato protagonista, attraverso la rappresentazione grottesca del prete della cittadina e dei corpi di chi vi vive. Filadoro qui esprime sì il modo il cui la fede può far compiere gesti estremi, ma tocca un tema delicato. Il corpo, o meglio, la paura del corpo e il non accettarsi in questo.

Con il sorriso sulle labbra

Cosa siete disposti ad accettare in cambio della felicità? Questa è la domanda che ci vuole porre Marco Scali, visto in Samuel Stern 18 – Nella gabbia, il suo racconto. Una storia opprimente che può essere vista come una metafora della solitudine e della depressione. Colui che vive tale situazione osservando il sorriso di coloro che gli camminano attorno potrebbe vederci finzione e vuoto, per meglio accettare sé stesso. Ma se quella felicità fosse veramente uno stato di oblio? E quella persona fosse l’unica capace di andare avanti fino alla fine? Pierluigi Minotti ai disegni è dettagliato e mostruoso nella raffigurazione di sguardi inesistenti dietro ad un terrificante e finto sorriso di un’apparente felicità.

“Il vostro domani è finto! Niente figli, speranze o paure. Siete miliardi, ma siete soli…”

The greatest show on heart

Vi piace il circo? Molti di voi risponderanno con un cenno d’assenso, altrettanti si gireranno dall’altra parte. In fondo il circo potrebbe celare orrori. Chi sa dietro quelle facce sorridenti, cosa accade quando si chiude il sipario? Gianmarco Fumasoli ripesca i freaks, esseri umani deformi o scherzi della natura sfruttati nei circoli circensi per far ridere la gente. Ma cosa c’è da ridere poi, guardando in quei volti di estrema sofferenza? E da dove vengono i freak? Fumasoli risponderà a questa domanda in un racconto che si apre con un briciolo di speranza per concludersi in un modo drammaticamente tragico. È Giancarlo Caracuzzo a doversi occupare nel portare su carta questa storia. Partendo da una predominanza di bianco nello sfondo, man mano che prosegue il colore viene rimpiazzato dal nero, rendendo il tutto più triste e senza speranza.

Krum & Kubrat

Si rimane in tema di freak e circo anche nel racconto seguente, sceneggiato da Luca Ruocco ed illustrato magistralmente da Francesco Dossena. Il circo, però, è solo il punto di partenza per qualcosa che prende una piega intrigante. La storia mostra un fatto di cui, probabilmente, nessuno si era mai posto veramente il problema. Cosa accade se uno di due fratelli siamesi finisce a miglior vita? Il tutto condensato da un tratto che rappresenta i personaggi in modo spigoloso, attraverso figure geometriche, ma che sa imprimere le emozioni dei personaggi.

Il custode

Dopo “con il sorriso sulle labbra“, Marco Scali ci presenta le conseguenze di quando teniamo tutto dentro, attraverso la metafora di una porta che deve rimanere chiusa ed un costante sacrificio di sangue. Quando non si può condividere un peso, per non condannare ulteriori persone nella propria sofferenza, questo diventa qualcosa di insostenibile. Qualcosa che altri non potrebbero capire. Ai disegni ritroviamo Antonio De Luca, che si è occupato anche de I figli di San Grimorio.

Condominium

L’inferno sono gli altri? Ma se sono gli altri, costoro potrebbero pensare la stessa cosa di noi, no?

“…ci porta a pensare, alla fine, che tutti noi diamo un contributo per costruire il nostro inferno multipiano.”

È qui che Filadoro rappresenta, forse, uno dei veri incubi dell’età moderna. I condomini che vivono affianco al nostro pianerottolo, sopra e sotto il nostro piano. Persone, famiglie, tutte così diverse, il cui incubo è non andare mai d’accordo, uscire pazzi, e a pezzi, dalle assemblee. Alessio Maruccia rappresenta alla perfezione, attraverso i suoi disegni, questo condominio da incubo, trasmettendo il senso d’oppressione del malcapitato protagonista.

“Sono qui per vedere un appartamento. Questo non è un film horror. È solo un banalissimo condominio di una grande città. E io sono solo una persona… una persona normale… io sono…”

Le esequie durature

Giuseppe Congedo ci presenta una storia più allegra, quasi spensierata, ripercorrendo la vita dopo la morte. Un po’ di sollievo dopo un susseguirsi di storie in parte pesanti come tematiche. Riccardo Frezza rende, col suo tratto, la storia ancora più leggera, facendo anch’esso sorridere il lettore. Lettore che si trova sorpreso per il risvolto inaspettato della vicenda.

Maledetta

In Racconti dal Derryleng 2 non potevano mancare le tragedie scaturite da luoghi maledetti, ed è proprio l’ultima storia ad occuparsi di ciò. Andrea Cavaletto realizza in poche pagine un racconto in grado di capovolgere quel poco che era stato mostrato poc’anzi. Una storia classica, ma che funziona. Questo grazie anche allo stile dettagliato di Marcelo Mangiantini.

Racconti dal Derryleng 2 è una metafora a noi stessi

Racconti dal Derryleng 2 è un insieme di storie che non sono altro che lo specchio di quello che viviamo, una metafora della nostra quotidianità e delle nostre paure. Questa serie di racconti raccolti in questi volumi sembrano apparire come una sorta di collante alle storie dei partecipanti che compongono il circolo di lettura di Angus. Questo secondo volume, più del primo, rafforza il rapporto tra i presenti, che crescono ed evolvono racconto dopo racconto. Questo progetto ideato da Bugs Comics è funzionale. Raccoglie le migliori storie dei suoi artisti, pubblicati su Mostri, per creare una nuova trama.

“Sono le nostre storie. In qualche modo le abbiamo sognate noi. Per questo continuavi a chiederci delle nostre paure.”

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By Davide Zanella

Giovane appassionato del mondo nerd, ho iniziato ad immergermi in questo mondo un po' come tutti quelli della mia generazione. Catturato dai film Marvel dello scorso decennio sono passato alla controparte cartacea, finendo ad espandermi in altre realtà. Ora provo a far conoscere a più persone possibili la mia passione cercando di parlarne al meglio. Mi potete trovare anche su instagram in @riccidanerd

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