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Savage Season 1- Recensione

Quali devono essere le qualità di un titolo, capace di calamitare l’attenzione del pubblico? Intrattenere, interessare, intrigare.
Savage Season, primo e nuovo manga originale della sensei Mari Okada (sceneggiatrice di Ano Hana, Toradora) e disegni di Nao Emoto, promette davvero molto bene sotto questo punto di vista. Edito da Edizioni Star Comics, è un’opera che si avvale di un linguaggio chiaro per arrivare all’immaginario del lettore. Se di primo acchito potrebbe sembrare un “romantico disimpegno”, ovviamente non è così. Dietro gli sguardi, a metà tra languore e pudicizia delle protagoniste, si cela il bisogno di assecondare, in parte, i turbamenti che l’adolescenza si porta dietro.

Divise tra imbarazzo e un corpo che cambia, le ragazze di Savage Season, inaugurano l’adolescenza con la precisa esigenza di tirare fuori l’argomento “scottante” che le tormenta. Poter parlare di sesso senza il timore del giudizio altrui e la durezza del proprio, frutto di condizionamenti esterni, sarebbe davvero una conquista. Del resto è il confronto che aiuta a sentirsi meno soli, in un’esperienza quasi del “terzo tipo” che è l’adolescenza. Affrontare tematiche sessuali è ancora oggi, per molti versi, un tabù non scevro da imbarazzi. Affrontare queste tematiche per un’adolescente giapponese, avendo contezza dell’ambiente in cui l’opera è contestualizzata, diventa quasi surreale.

Il manga è classificato come shonen. Una catalogazione limitante, a nostro avviso, per la tipologia di argomenti e di possibilità della stessa trama. L’indicizzazione della categoria, però, non è il riferimento a un target di pubblico preciso. Pubblicato in patria su una rivista shonen, in un gioco di previsione a posteriori, potremmo riferirci a Savage Season come a uno shoujo con interessantissimi riferimenti psicologici. È, in sostanza, una lettura potenzialmente ampia, dallo spettro così variegato, che potrebbe spaziare, persino, ai riferimenti yuri se solo la sensei volesse. Dunque, il nostro consiglio è di slegarvi dalle definizioni di genere e godere la lettura di questo primo volume.

Kazusa e le sue quattro amiche fanno parte del club di letteratura della scuola. Un giorno, mentre discutono animatamente di ciò che vorrebbero fare prima di morire, una di loro si lascia andare e pronuncia la parola “sesso”. Da quel momento nelle ragazze si risveglia un’irriducibile curiosità, che le porterà a spingersi sempre più sulla soglia dell’età adulta, alla scoperta della sessualità e dei suoi turbamenti.

Savage Season stupisce per tessere un rapporto diretto e genuino con il lettore. È un manga che scopre la sessualità, attraverso un approccio delicato. Fanno sorridere teneramente le tavole in cui Kazusa, appare turbata. Il rossore le imporpora il volto, gli occhi si fanno più grandi e cercano di distogliere lo sguardo. In altre occasioni, invece, lo choc sembra quasi sottrarle la percezione del momento. L’effetto generale, è quello di nutrire un forte attaccamento nei suoi confronti. Da donna ad altre donne: tutte siamo state un po’ “Kazusa” nella vita. Tante giovani possono, così, immedesimarsi in lei, senza problemi.

L’importanza dei momenti è la cosa che, insieme al garbo e un buon gusto diffuso, vi faranno apprezzare l’opera. L’incipit ha un che di poetico. Le amiche di Savage Season fanno parte del club di letteratura del liceo. Sarà, dunque, proprio un libro ad avviarle a nuove scoperte, a porsi domande. Oltre a Kazusa Onodera conosceremo Niina Sugawara, dall’aria fragile e malinconica; Momoko Sudo, timida e impacciata; Hitoha Hongo, misteriosa scrittrice che cerca di affinare la propria tecnica con impegno; Rika Sonezaki, presidente del club letterario, pudica e intransigente. Le quattro ragazze rappresentano ciascuna un mondo diverso. Il lettore potrà entrare in connessione con ognuna di loro, in un percorso di crescita che coinvolgerà i più giovani.

Mari Okada ha strutturato una trama che parla di adolescenza, destinata a un pubblico fresco. L’incitamento della sensei è quello di non vergognarsi per le emozioni in contrasto. Non bisogna rigettare le sensazioni provate sulla pelle. Con buona probabilità, Savage Season, parla, però, anche ai “grandi”. Esso è una una sorta di promemoria del passato, dell’adolescenza di tutti. In particolare ci troviamo di fronte a una lettura che è un invito a parlarsi senza filtri. Non bisogna permettere a “gap” generazionali di ostacolare il dialogo perché, tutti possiamo apprendere da tutti. Molto semplicemente si ricopre, perennemente, il ruolo di studente su un banco di prova che crescendo, aumenta in difficoltà. L’età anagrafica, insomma, non ha importanza: i problemi di oggi, sono quelli di ieri.

Savage Season cattura per affrontare l’attualità più spicciola e pratica. I personaggi, poi, colpiscono per essere differenti e meravigliosi. Ciascuno non indossa stereotipi. Rika ha la parte più impopolare: la sua rigidità vi sembrerà irriducibile. La sua percezione sarà amplificata da un disagio latente, che in un primo momento le farà distorcere concetti di base giusti. Sarà proprio il confronto a indurla in riflessione e, quindi, crescere. In realtà tutte le amiche del club di letteratura trovano nel gruppo la forza per sostenersi e andare oltre i limiti imposti dal tessuto culturale di appartenenza.

I disegni sono bellissimi, pieni e rotondi. Il tratto di Nao Emoto è pulito, femminile e rende i turbamenti delle ragazze quasi “reali”. È un disegno giocato molto sull’introspezione psicologica, sul sentimento e sulle sensazioni fisiche che, finanche, un rossore carico d’imbarazzo può procurare. L’edizione curata da Star Comics, disponibile dall’11 novembre in fumetteria, store on-line e libreria, è un volume che ha del potenziale. Formato brossura, 208 pagine, con sovraccoperta: vi emozionerà!

In conclusione Savage Season, è un sì. Un’opera che parte positivamente, destinata a conquistare  lettrici di ogni età. Dedicato a un pubblico femminile, certamente, ma anche indirizzato a chi nutrirà la medesima curiosità delle nostre protagoniste. La curiosità è il motore che muove verso il cambiamento e la crescita. Per questa motivazione il consiglio più sincero che possiamo dare ai giovani lettori è, quindi, quello di agire, scoprire, approfondire per diventare, in futuro, individui a “tutto tondo”. Consigliato!

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