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SEI IL MIO CUCCIOLO – Recensione

Sei il mio cucciolo è l’opera più famosa di Yayoi Ogawa, diventata un vero e proprio cult del suo genere in Giappone e nel mondo, vincitrice nel 2003 dei Kodansha Manga Awards per la categoria shojo.

Vide la luce nel 2000 sulla rivista Kiss, un mensile dedicato agli josei. In Italia fu pubblicata dalla Star Comics nella collana Fan, con periodicità regolare dal 2004 al 2006, mantenendo il formato originale in 14 volumi, con la tradizionale edizione in brossura.

A dimostrazione del grande successo ottenuto, nel 2003 fu realizzato un drama in cui i ruoli dei due protagonisti furono affidati a Koyuki (la fiera vedova ne “L’ultimo Samurai”) e Jun Matsumoto (membro della band dei record Arashi). Seguì un film in Corea del Sud e un altro drama nel 2017.

“Piuttosto che da sola… non pensi che sia meglio sola con un cucciolo? Non è necessario che tu tenga conto di due persone… ma non dire che sei da sola”

Sumire Iwaya è una giornalista sull’orlo dei 30 anni, con un curriculum da capogiro e oltre un metro e settanta di altezza ed eleganza. Nonostante queste doti invidiabili, è una donna molto insicura fin da piccola, quando il suo unico confidente e sostegno era il suo cagnolino Momo, purtroppo morto in un incidente.

Lasciata dal ragazzo perché intimorito dai suoi successi e trasferita in un ufficio meno prestigioso per essersi ribellata al capoufficio, Sumire torna a casa rassegnata alla vita, quando all’improvviso si ritrova davanti un ragazzo ferito, svenuto dentro uno scatolone.

Per solitudine o per la somiglianza tra i capelli arruffati del ragazzo e le orecchie del suo vecchio cagnolino, Sumire decide non solo di dargli soccorso, ma di adottarlo in pianta stabile come suo cucciolo… affibbiandogli il nome Momo! Inizia così una strana convivenza fatta di shampoo rilassanti, gag esilaranti, momenti romantici, bugie e incomprensioni.

Sumire finalmente trova anche il fidanzato ideale, il suo amato senpai Hasumi, un uomo più alto di lei e con un impiego superiore al suo. Sarà finalmente arrivata la felicità per la nostra protagonista? Amici, colleghi, fidanzati, ex, famiglie e cuccioli, le vite di tutti i personaggi s’intrecceranno tra loro, portandoli a scoprire cosa nella vita li rende veramente felici.

“Sei il mio cucciolo” è una commedia apparentemente leggera, con un incipit quasi assurdo ma che, attraverso le vite dei vari personaggi, arriverà ad affrontare temi e criticità di quel momento della vita in cui ci si trova davanti alle scelte più importanti.

I primi volumi entrano presto nel vivo della storia e permettono di affezionarsi da subito ai protagonisti e ai personaggi secondari, che si presentano al lettore ognuno con i propri dubbi e dilemmi, dividendo la narrazione non in semplici capitoli ma in veri e propri capitoli della vita. Protagonista della storia diventa la grande domanda “chi sono io e gli altri chi vogliono che io sia?”

Una donna in carriera decisa e risoluta? Una tenera padroncina? Una brava moglie? Una ragazzina indifesa? Un cucciolo? Un principe azzurro? Un uomo di successo?

Una caratteristica particolare di quest’opera è che pur essendo Sumire la protagonista indiscussa, non sempre è lei la narratrice degli eventi; spesso la telecamera passa a Momo-Takeshi, permettendoci di conoscere ancora meglio entrambi i protagonisti e di avere una visione ancora più realistica e intensa della narrazione.

Con il proseguire della storia i narratori diventano più di uno, il focus si sposta spesso da un personaggio all’altro seguendo i loro turbamenti e le loro domande, che, come per ognuno di noi, nascono costantemente dal confronto con gli altri.

Alla fine (come se fossero diventati dei nostri amici) viene voglia di rispondere a ognuno di loro, quello che si direbbe nella realtà a un proprio caro amico e mai a sé stessi: “Vai avanti per la tua strada, fregatene dell’opinione degli altri, segui i tuoi sentimenti e fa’ quello che ti rende realmente felice”.

Di tutti i narratori, pur essendo il più giovane, Momo-Takeshi è sempre il più lucido e risoluto.  Fin dal primo incontro con Sumire, ha ben chiari i suoi sentimenti e rimane sempre coerente con sé stesso. Guarda questi adulti, che si affaccendano nei loro dilemmi, con condiscendenza senza mai invadere il loro spazio decisionale.

S’impegna nel suo lavoro che è anche la sua più grande passione, la danza, con dedizione e amore, e alla fine tutti gli obiettivi che si prefigge, li raggiunge.

Sottointeso ma prorompente è l’inno alle donne che permea quest’opera. A partire da Sumire, donna in carriera in un Giappone di inizio 2000, che combatte gli stereotipi a colpi di curriculum e karate. Nonostante i suoi successi e la sua forza, è una donna costantemente insicura, ma è grazie a questa sua insicurezza che nasce la sua amicizia con una seconda meravigliosa donna: la sua amica d’infanzia Yuri.

Yuri è quell’amica che voleva sposarsi e avere presto una famiglia e ci è riuscita, che ogni tanto invidi, ma capisci che quello è ciò che lei ha sempre sognato, e non tu, e alla fine sei felice per lei. Tutto ciò se non sei tu stessa la Yuri delle tue amiche. Ma loro non saranno le uniche donne con cui Yayoi Ogawa riuscirà ad abbattere qualsiasi stereotipo e pregiudizio. Non per niente, siamo davanti a un vero e proprio classico josei, opere rivolte appunto a donne e giovani adulte.

“Sei il mio cucciolo” uscì nel periodo di gloria dei manga shojo. Per la Star Comics erano gli anni dei grandi classici ambientati nel mondo della musica di Kazumi Ohya, l’esplosione delle opere di Chiho Saito e l’uscita dei primi smut della collana Amici.

Su questo sfondo, SIMC arrivò silenziosamente inserendosi senza distinzioni nelle librerie dei lettori shojo più accaniti. La scelta della Star Comics di dare spazio a quest’opera fu provvidenziale, forse non ottenne subito il successo che meritava, ma sicuramente aprì le porte al mondo degli josei che, da quegli anni in poi, riuscirono a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel cuore dei lettori di manga (e nel cuore delle case editrici).

 La Ogawa è una maestra dello josei, autrice autoironica e divertente che non manca mai di presentarsi ai lettori con cammei esilaranti e strisce di fine capitolo buffissime. Il suo disegno è morbido e sensuale: sembra quasi di sentire il tocco dei tessuti, il respiro dei personaggi, il profumo dello shampoo.

Le espressioni dei volti sono realistiche e coinvolgenti pur essendo i tratti del viso rappresentati con uno stile molto marcato: occhi grandi e labbra carnose che l’hanno spesso portata a paragone con un’altra regina di questo genere, Moyoco Anno. Ma confrontarle sarebbe limitante per entrambe.

Caratteristica comune delle opere di Yayoi Ogawa è la presenza di personaggi che praticano un’arte sportiva; nel caso di Sei Il mio cucciolo, la danza. Questo consente alla sensei di esprimere al massimo la sua abilità nel disegnare i corpi in movimento.

La stessa mangaka non nasconde lo studio approfondito che dedica allo sport che rappresenta: in particolare nella sua successiva opera, Kiss and Never Cry, edita in Italia da GP Publishing, ha inizio la grande passione dell’autrice per il mondo del pattinaggio su ghiaccio, che ritroveremo ancora nella sua ultima opera Ginban Kishi (ancora inedita in Italia).

“Sei il mio cucciolo” è quindi un’opera di una grande autrice, che con un tono scherzoso riesce a scavare nel cuore dei suoi protagonisti e dei lettori. Qualsiasi sia il momento della vita in cui ci si ritrova a leggere questa serie, non si può che rimanerne segnati, affidandole uno spazio nel proprio cuore manga.

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