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Shaman King Final Edition vol.1 – Recensione

Shaman 1

Si accenderà nel cielo come una promessa vedrai… e la promessa si è accesa davvero! Ritorna in Italia con una nuova veste, uno dei manga shonen più amati dei primi anni 2000: Shaman King di Hiroyuki Takei. In occasione dell’uscita in Giappone del remake dell’anime, Edizioni Star Comics pubblica la SHAMAN KING FINAL EDITION, una vera e propria dedica a quest’opera che già fu pubblicata dall’editore nel 2003 e successivamente nel 2010 con la Perfect Edition.

Questa nuova edizione prevede 35 volumetti a cadenza bimestrale con veste completamente rinnovata. Tavole a colori e doppia sovraccoperta di cui saranno dotati tutti e 35 i volumetti. Quella interna ripropone le vecchie illustrazioni delle cover della prima edizione, mentre quella esterna presenta le illustrazioni inedite realizzate dal maestro Takei con il suo nuovo stile di disegno.

Il primo volume è disponibile dal 31 marzo, acquistabile singolarmente o nel SHAMAN KING FINAL EDITION EARLY PREMIER PACK che comprende i primi due volumi e un set di sticker. Tornano quindi Yoh Asakura e compagni nelle nostre edicole e fumetterie, per la gioia dei vecchi fan e dei nuovi lettori.

“Anime erranti dei defunti, spiriti della natura che dimorano nelle foreste e divinità. Esistono persone in grado di entrare in comunione con tutte queste entità…”

Chi sono gli sciamani? Ne incontreremo insieme a Manta, un ragazzino delle medie, che un giorno, prendendo uno scorciatoia attraverso il cimitero, si imbatte in un misterioso ragazzo seduto a contemplare le stelle in compagnia… degli spiriti dei defunti! Il nuovo arrivato è Yoh Asakura, il suo nuovo compagno di classe. I due fanno presto amicizia e Yoh rivela a Manta di essere uno sciamano, venuto a Tokyo per un addestramento spirituale.

Nel frattempo il cimitero è diventato il covo di un gruppo di bulli guidato da Ryu, che in segno di spregio distrugge la tomba del temibile samurai Amidamaru, detto l’uomo demone. Manta assiste alla scena e finisce per essere pestato dal gruppo.

Yoh decide di vendicare il suo nuovo amico e di combattere sfruttando proprio la tecnica di spada del samurai Amidamaru. I bulli e il loro capo Ryu sono presto sconfitti e torna la serenità tra gli spiriti del cimitero. Yoh finalmente rivela a Manta che il suo vero scopo a Tokyo è quello di trovare degli spiriti abbastanza forti per potere diventare un vero sciamano e per questo farà in modo che il suo primo compagno sia proprio Amidamaru.

Purtroppo esistono però spiriti che compiono azioni malvagie e anche sciamani che sfruttano i loro poteri per approfittare degli spiriti e usarli per fare del male. Chi potrà veramente aspirare a diventare lo Shaman King?

Finalmente è arrivata la nuova edizione di Shaman King, uno degli annunci più sorprendenti e attesi di Lucca Changes 2020. Pubblicato per la prima volta in Italia da Edizioni Star Comics nel 2003, a cui seguì la Perfect Edition nel 2010, ritorna nelle nostre librerie con la SHAMAN KING FINAL EDITION. Ma come si può parlare di Shaman King senza emozionarsi al ricordo dei primi volumetti letti tra i banchi di scuola e dell’anime su Italia 1 all’ora di pranzo, con la sigla più tamarra e indimenticabile della storia dell’animazione giapponese in Italia?

Ed è così che aprendo il primo numero di questa Final Edition si viene subito proiettati nel mondo di Yoh Asakura, dei suoi amici e nemici sciamani e dei temibili e potenti spiriti. Già dal primo capitolo entriamo nel vivo della storia e dopo un’introduzione iniziale, il ritmo diventa presto incalzante e avventuroso, con molti incontri di personaggi che diventeranno protagonisti poi dell’intera opera. Il volume è suddiviso in capitoli principali e capitoli auto-conclusivi connessi tra loro dalla trama di fondo legata al percorso di crescita di Yoh come sciamano.

“Mio nonno diceva sempre… che chi riesce a vedere gli spiriti non può essere una persona cattiva”

Il primo personaggio che ci viene presentato è Manta, il tipico “secondo” che non può mai mancare nei battle shonen. Il suo ruolo è fondamentale perché è quello che permette al lettore di immedesimarsi e di potere partecipare alle vicende come se si entrasse davvero nel mondo di Shaman King. Manta è un po’ maldestro e indeciso, pauroso e buffo. Il suo compito è un po’ quello di mettersi nei guai ma anche quello di tenere a bada i bollenti spiriti del suo amico Yoh che a volte con la sua vulcanica energia e sfrontatezza rischia anche di mettersi in pericolo.

Ecco Yoh, il vero protagonista dell’opera, quello che alla prima occhiata si è già deciso, nel cuore, che sarà lui il futuro Shaman King. Lo incontriamo già dopo solo 2 pagine ma non si può che affezionarsi subito a vedere questo giovane ragazzo incantato a guardare le stelle, che abbraccia con allegria gli spiriti del cimitero e che non ci mette molto a mettersi in gioco per vendicare l’offesa al suo nuovo amico.

Il suo look diventa subito iconico grazie ai suoi segni distintivi: le cuffie, la collana con unghie d’orso e i mitici sandali usati anche per andare a scuola. Può sembrare uno che prende la vita alla leggera, come dice anche Manta “ascolta la musica che gli piace e se ne sta imbambolato a fissare le stelle o il fiume”. In realtà l’amicizia che prova per Manta e Amidamaru, la cura e il rispetto con cui si rivolge agli spiriti e la sua disponibilità verso tutti, dimostrano che Yoh è tutt’altro che uno che prende la vita alla leggera.

“La verità è che anche a me piacerebbe fare come lui”

Già da questo primo volume di Shaman King si inizia a riconoscere quell’anima che guida spesso gli shonen di questo tipo, che diventano quasi romanzi di formazione: crescono i personaggi e, con loro, il lettore. Fin dalle prime dinamiche di incontro tra i protagonisti, il messaggio di questo manga è un messaggio positivo di amicizia e rispetto per gli altri e di impegno e costanza nel percorrere i propri obiettivi.

Lo vediamo in particolare nei capitoli auto-conclusivi, in cui Yoh, grazie ai suoi poteri, permette a uno spirito di completare il lavoro per cui ha perso la vita, o a un giovane allievo di rincontrare il suo maestro e riprendere il suo sogno di diventare un campione di boxe. La profondità di questi insegnamenti, che si nascondono dietro opere apparentemente rivolte a bambini, è il segreto che le rende indimenticabili e amate anche dagli adulti.

“Amidamaru non è una macchina… è mio amico e tu continui a volerlo trattare come uno strumento!”

Il disegno del maestro Hiroyuki Takei è semplice e spigoloso, dalle linee ben definite. Forse proprio grazie a questo stile apparentemente essenziale, le tavole sono sempre molto chiare e comprensibili e anche nelle scene di combattimento ogni movimento è riconoscibile e definito. Non mancano anche scene in versione deformed in particolare nelle espressioni di Manta, con le sue facce costantemente sconvolte.

Ciò che però rimane più impresso, e che poi diventa una caratteristica iconica del mondo di Shaman King, è la rappresentazione degli spiriti in modalità fuoco fatuo: sostanzialmente delle versioni portatili degli spiriti compagni, in grado di trasformarsi in questo modo grazie ai poteri dello sciamano, che può così utilizzare la tecnica di possessione e fusione con lo spirito. Come succede per Amidamaru, che da maestoso e temibile samurai con la sua armatura, la spada e la lunga chioma, si trasforma in un piccolo spiritello con la codina fumosa. Ogni spirito anche nella sua versione in miniatura mantiene caratteristiche riconoscibili.

A queste immagini più divertenti, si contrappone la maestosità delle scene di scontro (bellissimo il primo incontro tra Amidamaru e Bason), e le art di inizio capitolo, come la prima illustrazione che apre il volume, che in questa nuova edizione è a colori insieme all’incipit del primo capitolo.

Infine la vera chicca di questa FINAL EDITION è la doppia cover in cui risalta il contrasto tra quello che era il disegno semplice e con linee decise del maestro Takei nei primi 2000, rispetto invece alle sue nuove illustrazioni, che richiamano un gusto più moderno, con un disegno dai contorni meno definiti, complesso e bellissimo, ma con meno effetto nostalgico. Cambiando la cover sembra proprio di fare un piccolo viaggio nel tempo di una ventina d’anni per poi tornare al 2021 con questa meravigliosa SHAMAN KING FINAL EDITION che rende davvero onore a questo shonen e al suo creatore.

In conclusione questo primo volume ha già tutti gli elementi che permettono di iniziare a conoscere il mondo di Shaman King, e chi ha acquistato l’EARLY PREMIER PACK sicuramente non potrà resistere dal proseguire con la lettura del secondo volume. Una botta di nostalgia mista alla gioia di poter di nuovo tuffarsi in un mondo misterioso e affascinante ma anche allegro e un po’ buffo. Una perfetta occasione per i nuovi lettori di conoscere quest’opera in un’edizione ricca e accattivante.

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