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Omicidio al Diogenes Club – Recensione

Omicidio al Diogenes Club è un intrigante librogame giallo di tipo investigativo. Scritto nel 1987 da Gerald Lientz ed illustrato da Daniel Horne, è arrivato in Italia nel 1990 grazie alla Edizioni E. Elle. È il primo libro di una collana con protagonista il famoso detective Sherlock Holmes. Per la risoluzione degli eventi utilizza il classico sistema del lancio dei dadi a sei facce.

In Omicidio al Diogenes Club vestirete i panni del cugino del dottor John Watson e sarete intenti ad apprendere tutti i segreti sull’investigazione dal suo amico, nonché vostro mentore, Holmes. Sarete inoltre i detective incaricati, proprio da Sherlock Holmes in persona, di risolvere due casi particolari, delicati ed intricati, l’uno scollegato dall’altro. Il primo avrà luogo all’ippodromo, dove durante la corsa dei cavalli vedrete il favorito delle scommesse avanzare arrancando. Il secondo caso sarà ambientato all’interno dell’esclusivo Diogenes Club e vedrà vittima uno dei suoi membri più importanti. In entrambe le occasioni avrete l’aiuto sia di Watson che di Sherlock Holmes ma quest’ultimo, per un motivo o per un altro, non potrà investigare personalmente sugli avvenimenti.

Sarete messi alla prova in svariati momenti, dovrete raccogliere tutti gli indizi possibili e fare le migliori deduzioni per arrivare alla risoluzione dei casi. Spesso una decisione sbagliata o sfortunata può portarvi fuori strada o farvi perdere pezzi importanti per arrivare a formulare il verdetto finale. Ciononostante, grazie al vostro personale intuito da detective, potrete trovare ugualmente la soluzione corretta dei casi. Se così non dovesse essere, beh, anche all’esperto Sherlock Holmes ogni tanto capita di sbagliare, ma non disperate.
La storia, nonostante possa sembrare lineare, presenta delle deviazioni e degli incroci fatti a modo. Nulla è lasciato al caso e grazie a questo sono presenti diversi finali in cui, se non farete la dovuta attenzione, sarà compresa anche la morte.

Il Sistema di Gioco

In Omicidio al Diogenes Club vi sono poche e semplici regole. Il personaggio che andrete ad interpretare avrà delle statistiche leggermente inusuali. Saranno infatti tutte quante incentrate sulle capacità cognitive. Questo perché, da bravi detective, quello che dovrete fare sarà indagare, osservare ciò che vi circonda e capire se i vostri interlocutori vi stanno dicendo il vero o meno. Disporrete quindi di Astuzia, Osservazione, Intuito, Abilità, Carisma e Cultura su cui dovrete basare le vostre iniziali attenzioni. Avrete a disposizione 6 punti da distribuire a vostro piacere tra di esse. Fate attenzione però, non assegnare un punto ad una statistica vi darà una penalità ad essa di -2, quindi potrebbe essere bene scegliere per uno smistamento equilibrato. Questi punteggi, positivi o negativi, vi saranno utili tra un capitolo e l’altro.

Un’altra parte fondamentale del gioco è data dalla ricerca degli Indizi, delle Deduzioni e delle Decisioni. Il successo nelle prove, tra i vari capitoli, vi permetterà di accedere a questi dati che andrete a segnare nell’apposita sezione della scheda del vostro personaggio. Quest’ultima è scarna, presenta solo le statistiche precedentemente citate, il denaro di cui disporrete, l’equipaggiamento e la sezione delle note. Non sempre aver successo in una prova equivale a ricevere le informazioni giuste. Come anche Sherlock Holmes stesso vi suggerisce all’inizio, anche un cane che non abbaia può risultare una prova determinante per la risoluzione di un caso.

L’ambientazione e le Illustrazioni

L’autore vi permette di entrare al meglio nello spirito del giallo con una breve introduzione al mondo di Sherlock Holmes. Non parla soltanto della sua nascita come detective, ma anche della Londra Vittoriana in cui si svolgono gli eventi del racconto. Avere un piccolo promemoria su come fossero quegli anni permette al lettore di immedesimarsi nel personaggio che, nonostante tutto, risulta un po’ anonimo. L’essere soltanto “il cugino di Watson” e un “apprendista del detective” è un piccolo puntino nero in un racconto davvero appassionante. Sarebbe bastata una piccola caratterizzazione in più, forse anche solo un nome, per immedesimarsi davvero nel personaggio.

Un’altra piccola nota dolente è data dalle illustrazioni, che sono poche e per lo più ripetitive. Viene utilizzato un tratto realista ma minimalista al tempo stesso. Nonostante questo la storia è ben articolata, con eventi che si susseguono sensati e mai banali, seppure con qualche presenza di stereotipi di tanto in tanto.

Omicidio al Diogenes Club è un coinvolgente librogame in cui sarete affiancati da Watson ed Holmes che vi daranno aiuto quanto possibile nella risoluzione di due complessi casi. Il sistema di gioco è semplice ed intuitivo ed in assenza di dadi, necessari per risolvere gli eventi, il librogame è provvisto di numeri a piè di pagina o di una griglia numerata. Nel primo caso basterà sfogliare il libro per avere un risultato, nel secondo utilizzerete una matita e, ad occhi chiusi, avrete il vostro lancio di dadi. Il racconto vi introduce bene in questa Londra Vittoriana in cui il detective vive, aprendo la strada agli altri librigame di questa collana. La Edizioni E. Elle mette a disposizione un avvincente racconto per gli appassionati non solo dei librigame ma anche del buon Sherlock.

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By Riccardo Avvenimenti

Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.

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