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Shirayuki dai capelli rossi 1 – Recensione

Shirayuki dai capelli rossi 1

Ogni mondo fantasy che si rispetti ha bisogno dei suoi eroi, e il reame di Tanbarun non fa eccezione. È dunque una fortuna che nel regno ci sia una giovane erborista, protagonista della serie Shirayuki dai capelli rossi, ideata e disegnata da Sorata Akiduki ed edita in Italia da Star Comics. La serie è attualmente in corso in Giappone, e conta 23 volumi pubblicati finora. In Italia è attualmente disponibile il primo volume, acquistabile in fumetteria al prezzo lancio.

In un regno lontano lontano, il principe Raji è alla ricerca di una concubina. Non una qualsiasi, naturalmente: una fanciulla la cui bellezza sia in grado di catturare il suo sguardo, come riferisce al suo informatore. Sembra che una giovane di nome Shirayuki, famosa per il colore dei suoi capelli uguale a quello delle mele rosse,  potrebbe fare al caso suo. Ma la ragazza non si dimostra affatto entusiasta del futuro che la attende. Dopo un secco rifiuto, si taglia la fluente chioma in un atto di ribellione e scappa nel regno vicino, senza guardarsi indietro. Durante la sua fuga, s’imbatte in un ragazzo di nome Zen, che decide di aiutarla. Peccato che il suo sguardo gentile nasconda un segreto…

“Il rosso… dicono che sia il colore del Fato”

Comincia così la serie di avventure che vedono come protagonista una fanciulla decisamente particolare. Molto diversa dalle eroine shoujo a cui siamo abituati, e dalla stessa Yona a cui spesso viene associata, Shirayuki si rivela fin dalle prime pagine una persona forte, tenace, decisa. Consapevole di quale sia il suo posto nel mondo e di cosa possa riservarle il futuro, sceglie di non piegare la testa agli eventi, proponendoci una storia in cui il destino è qualcosa che ci scriviamo da soli.

L’autrice, che si nasconde dietro allo pseudonimo di Sorata Akiduki, ci trasporta senza fatica in un mondo fatto di regni confinanti dai maestosi castelli, delineando con pochi, semplici dettagli una trama fantasy che non ha paura di scivolare nell’universo delle fiabe.

Il nome stesso della protagonista, Shirayuki, significa letteralmente “Biancaneve” e l’immagine di apertura del volume è un ironico riferimento a Cenerentola, con Zen nei panni della Fata Madrina. Il lettore si divertirà a raccogliere i riferimenti alla fiaba classica, tra richiami a specchi magici e mele avvelenate, ma sarà nello stesso tempo trasportato in una realtà molto diversa da quella raccontata dai Fratelli Grimm.

Sin dalle prime pagine, l’opera si discosta dall’immaginario classico delle fiabe. Infatti, il Principe (Azzurro) viene definito come “famoso per la sua stupidità”, presentando uno stereotipo diverso dall’immaginario collettivo. Questa scelta, invita indirettamente il lettore ad un approccio di lettura diverso, accompagnandolo in una realtà in cui le protagoniste non sono necessariamente delle Principesse e un titolo nobiliare non è essenzialmente simbolo di una nobiltà d’animo d’altri tempi.

La mangaka, rivelandosi ai lettori nei free talks sparsi nel volume, considera quest’opera come il suo primo manga ufficiale, e spiega come la base di partenza fosse un one-shot. Dunque, non stupisce la velocità della trama e delle varie situazioni che si intrecciano febbrilmente una dopo l’altra, senza lasciare fiato al lettore di rilassarsi. Shirayuki è un personaggio positivo, ottimista, non si lascia mai andare a momenti di tristezza o accenni di pianto. Va avanti per la sua strada, a fianco di Zen, cercando di costruirsi sempre uno spazio nel mondo, nonostante questo sia in costante evoluzione attraverso cambi di pensiero che, la nostra protagonista vive nel susseguirsi degli eventi. Il ritmo veloce, la narrazione densa di avvenimenti, catapulta il lettore al centro della storia. Nonostante questa possa risultare semplice, Sorata Akiduki, riesce a creare un mondo particolarmente interessante e affine anche ai neofiti del genere.

“Non voglio che la mia storia venga scritta da qualcun altro”

I disegni di Sorata Akiduki sono particolarmente fiabeschi, caratterizzati da line morbide, sottili e da un insieme dolce. La mangaka valorizza soprattutto i dettagli – carichi di attenzione e particolari – delle figure centrali dell’opera (personaggi, abbigliamento, armi, oggetti etc..) limitandosi a creare sfondi poco ricchi, ma puliti e funzionali. Inoltre la sensei, utilizza al minimo il nero, sempre pieno e con poche sfumature. Il risultato finale è quello di un comparto artistico pulito, aggraziato e magico.

E’ giusto ricordare che in Giappone ne è stato tratto anche un adattamento anime composto da 24 episodi. Nel primo volume di Shirayuki dai capelli rossi, alla fine della storia principale è presente anche un racconto breve intitolato: “I colori delle quattro stagioni d’agosto“. Una storia autoconclusiva che narra dell’incontro di due ragazzi che si conosceranno durante il corso di un’estate calda. Una storia carica d’innocenza e candore basata sulla nascita dei sentimenti e sulla comprensione delle difficoltà altrui.

L’opera è adatta ai lettori più giovani che si approcciano per la prima volta a una lettura di questo genere. La fiducia verso gli amici, la costruzione di rapporti di varia natura sono affrontati in modo delicato e mai aggressivo. Shirayuki si trova spesso in difficoltà, è quasi costantemente messa alla prova, ma trova sempre una soluzione, da sola o accettando l’aiuto delle persone a lei care.

Questo primo volume di Shirayuki dai capelli rossi, ha la capacità di guidare il lettore attraverso una storia leggera, piacevole e incantata. I disegni delicati e la dolcezza del racconto, in questo il mondo incantato, diventa il palcoscenico per una grande prospettiva di un proseguo interessante. L’opera offre molteplici spunti e crea aspettative verso una serie che promette di portarci lontano, volume dopo volume magari – speriamo – indirizzata verso un romantico “e vissero felici e contenti“.

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By Simona Gaza

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