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So I’m a spider, so what? – Recensione

In Italia, grazie all’editore J-POP Manga, arriva il nuovo isekai che ha fatto letteralmente impazzire tutto il Giappone. Stiamo parlando di: So I’m a spider, so what?.

Chi segue manga o anime (visto che l’opera in questione ha ispirato – anche – l’anime di prossima uscita nel 2021) come: Rising of the shield hero, Overlord, Sword art online, sa per certo che cadere nel banale è ormai facile. Soprattutto quando si parla di titoloni come quelli appena citati. Ma con So I’m a spider, so what? la storia cambia visto che sta spopolando nel Sol Levante e non solo, facendo innamorare migliaia di appassionati.

Un’improvvisa e misteriosa esplosione in un’aula scolastica porta gli studenti di un liceo a reincarnarsi in un mondo parallelo: l’Eroe e il Re dei demoni si sono scontrati in una battaglia epica le  cui ripercussioni sono giunte fino alla nostra realtà.

Per una studentessa di questa classe, però, la sorte ha riservato una ulteriore e macabra  sorpresa: non si ritroverà nel corpo di un essere umano bensì quello di un ragno, per giunta intrappolato in un pericolosissimo dungeon tra suoi simili cannibali e altre misteriose creature. 

Prima della reincarnazione la protagonista era una hikikomori: quando non era a scuola, passava il suo tempo a giocare online. Non vedeva mai i suoi genitori che, rincasando tardi, le lasciavano pasti pronti. Per lei comunicare direttamente con altri esseri umani era una gran scocciatura. Tra un’impresa e l’altra, infatti si fa largo un pensiero insano: e se per via della sua indole così scostante, le si addicesse più la vita da ragno che quella da umana? Armata solo della sua astuzia e delle sue conoscenze umane, la nostra sfortunata eroina si fa largo tra agguati di temibili mostri che popolano l’oscuro dungeon, in un’avventura ricca di colpi di scena, già dalle prime pagine.

“Mah, non posso che farmi coraggio e accettare la situazione… sono un ragno… ignorare la realtà non serve a nulla.” 

Come potrete dedurre è praticamente impossibile non rimanere affascinanti, dopo la lettura di quest’opera, dagli elementi classici dei videogiochi MMORPG che la caratterizzano. In aggiunta a questa peculiarità, che per ovvie ragioni affascina e immedesima, si aggiunge un’altro tassello univoco e indispensabile. Ovvero l’elemento dinamico di questa storia.

Infatti, vivere quest’avventura, con un adorabile ragnetto che strizza – stilisticamente semplice – un po’ l’occhio ai cartoni animati anni 90′, senza tanti ghirigori, tra sfondi disegnati magnificamente e mostri unici, è qualcosa che inaspettatamente vi stupirà.

Narrativamente parlando, bisogna lodare il lavoro svolto da Okina Baba. Ma, soffermiamoci un’attimo sul’aspetto tecnico. Pensare di rendere interessante una storia che segue da vicino un personaggio solitario come il nostro ragnetto, che svolge i propri compiti quotidiani che, in questo caso, uccide altri mostri per sopravvivere e crea – grazie alla ragnatela – case piccole e carine per salire di livello da sola, è cosa ardua.

Ma Baba ha la capacità di rendere ciclicamente questo aspetto sempre interessante e mai noioso, attraverso un susseguirsi di situazioni svolte in maniera originale, dal forte mordente narrativo e carico di picchi ti tensione, humor e tanta avventura dal forte filone fantasy.

Un’altro aspetto positivo è la scelta dell’autore che interessa la costruzione del mondo in cui il tutto avviene. Questo, sembrerebbe che, vienga volutamente lasciato più avanti nella serie, concentrando così tutta l’attenzione sulla piccola, simpatica e coraggiosa ragnetta.

I disegni di Asahiro Kakashi sono riconoscibili tra mille. Infatti, tra la semplicità delle line del nostro ragno, e tutte le caratterizzazione e i dettagli degli sfondo e di terzi personaggi, passa un oceano. Anche qui, trovo che questa scelta artistica sia parecchi azzeccata in quanto spinge, paradossalmente, il lettore a soffermarsi più sull’aspetto minimal del personaggio principale che risalta come fulcro d’attenzione in un contorno sublime.

L’edizione fisica è eccezionale. J-Pop ci regala un’opera contornata da una doppia sovraccoperta Glow In The Dark elegantissima e di un esclusivo segnalibro. Siamo sempre lì, qualità prezzo, TOP.

In conclusione, So I’m a spider, so what?, a prima occhiata, può dare l’illusione di essere quel tipo di lettura di cui, una volta letto uno, li hai letti tutti. Con questa, commettereste un errore madornale. Questa è un’opera dove non trovate una principessa bellissima e battagliera con scopi nobile oltre misura. Ma un adorabile ragnetto intenzionato a sopravvivere in un misterioso mondo fantasy.

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