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Sostanza densa – Recensione

Sostanza densa – Recensione

Il nome Eris edizioni da sempre è associata a una serie di interessanti iniziative che promuovono e premiano il lavoro degli autori.

Oltre a questo, Eris è famosa per la qualità dei suoi prodotti e dalla particolarità delle storie che decide di dare alle stampe.

È stata la prima casa editrice a tradurre e stampare i lavori di Jesse Jacobs, uno degli artisti più particolari presenti attualmente nel panorama fumettistico mondiale. Già solo questo dice molto sul suo modo di intendere il fumetto, scegliendo sempre i prodotti migliori nel panorama underground nazionale e internazionale.

Anche questa volta insomma, Eris Edizione ha fatto centro dando alle stampe uno dei lavori più allucinati, fantasiosi e incredibili mai letti. Lo ha fatto con cognizione di causa, visto la qualità dell’opera e il coinvolgimento emotivo che suscita.

Il lavoro in questione è Sostanza densa di Tommy Gun. Autore semi sconosciuto nel mondo fumettistico “regolare” ma piuttosto conosciuto agli amanti delle fanzine e dell”autoproduzione.

La storia è riassumibile in 4 righe ma comunque sarebbero fuorvianti per chiunque leggesse questa sinossi. Il lavoro di Tommy Gun è un trip psichedelico di pura perversione grafica e narrativa. Un concentrato di amore per la materia e il caos che Tommy ha saputo pazientemente mettere su carta per regalarci la visione di uno spaccato di abisso.

In Sostanza densa vedremo il mondo alle prese con un male bizzarro e misterioso. La materia densa del titolo è manifestazione delle paure e dei desideri delle persone.

Questo mostro orribile e onnipotente distrugge ogni cosa che tocca ma a pochi fortunati concede la possibilità di vedere realizzato un solo desiderio.

A differenza di quello che si possa credere, tuttavia, il protagonista di questa storia non è la materia densa, bensì le persone che popolano questo mondo. Come la presenza della creatura abbia cambiato completamente la loro percezione della vita, del mondo e dei valori.

La società è cambiata in funzione della creatura ma non come minaccia bensì come una sorta di biglietto della lotteria da sfruttare anche grazie alla presenza di Antenna, il supereroe che domina il mondo quantico.

Un’umanità che vuole credere che la strada facile sia anche la più appagante e crea culti religiosi e miti sulla figura del suo super eroe e della sua genesi, e spera che in futuro questi riesca a esaudire le richieste del mondo attraverso il potere della creatura.

Tommy Gun mischia in modo intelligente l’esistenzialismo, la critica sociale e i fumetti di super eroi per creare un’aberrazione che funziona e che ti lancia in pasto a alte riflessioni senza però perdere il gusto per l’intrattenimento.

La sua scrittura caotica diventa paradossalmente chiara e cristallina alla fine del volume, dove tutti i nodi che nessuno aveva visto, arrivano al pettine. A tenerti compagnia in questo trip deviato c’è l’umanità impazzita, per un motivo sconosciuto, che si comporta nei modi più bizzarri e pericolosi solo per ottenere una qualche forma soddisfazione in quello che sembra essere a tutti gli effetti la fine dei tempi.

Prima ho parlato di “effetto nostalgia” e questo perché aprendo il volume si viene travolti immediatamente dal Deja vu.

Il che è normale visto che la qualità del disegno si avvicina pericolosamente bene a quelle dell’ultimo periodo di Frigidaire.

Il tratto di Tommy Gun è una palese dichiarazione d’amore ai fumetti dei ragazzacci del male. In particolare alle punte di diamante di quel bellissimo periodo che è stato per il fumetto italiano gli anni 70.

Un misto tra Scozzari, Pazienza e Liberatore che su queste pagine scorrazzano liberamente come vandali in una città deserta, a braccetto con la colorazione “old school” che esalta le forme della carne dei personaggi e dei vestiti mostrando a pieno la bellezza delle mutazioni dei corpi, delle astrazioni delle menti e del disagio che colpisce le anime di tutti.

Insomma un capolavoro da non perdere per tutti gli amanti del fumetto Underground di un certo livello, ma anche per chi è abituato a roba mainstream ma ha voglia di farsi un giro, per una volta, sui sentieri dell’immaginazione pura e inebriarsi delle note di puro delirio che questo fumetto sa concedere.

Eris edizioni si è fatta valere ancora una volta, mantenendo fede alla sua bandiera. Regalando il lavoro di Tommy Gun al lettore come un dono scomodo ma necessario per capire davvero le capacità di un media che da sempre viene bistrattato o sfruttato in maniere vergognose.

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