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Sotto il sole di mezzanotte – Recensione

Sotto il sole di mezzanotte

Quali sono le caratteristiche del giallo perfetto? Personaggi inquietanti e affascinanti. Una storia con avvenimenti stupefacenti. Colpi di scena imprevedibili. Una vicenda misteriosa e mozzafiato o potremmo semplicemente dire: “Sotto il sole di mezzanotte”.

“Doveva essere un giorno di riposo per l’ispettore Sasagaki, invece è l’inizio di un caso inestricabile che finirà per ossessionarlo per molto, molto tempo. Il corpo di Yosuke Kirihara, stimato proprietario di un banco di pegni, viene rinvenuto in un edificio abbandonato. I sospetti ricadono di volta in volta sui familiari, poi sui clienti del negozio, infine su una presunta amante, ma più il cerchio si stringe più la polizia brancola nel buio: non ci sono prove schiaccianti e gli indiziati hanno alibi che si sostengono a vicenda. E, come una maledizione, tutti coloro che hanno a che fare con il caso Kirihara finiscono per morire in strane circostanze. Tutti tranne il figlio della vittima, Ryo e la figlia dell’amante di Kirihara, Yukiho, studentessa brillante e di una bellezza mozzafiato. Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, ma vent’anni sono davvero troppi, specialmente quando si tratta di un efferato omicidio. Riuscirà l’ispettore Sasagaki ad incastrare un colpevole che gli sfugge da decenni?”

Il maestro del thriller giapponese, Keigo Higashino ci accompagna in un viaggio negli aspetti più oscuri dell’anima. Vincitore del prestigioso premio “Edogawa Rampo” e del “Naoki Prize”, Higashino è conosciuto per i suoi bestellers da cui sono stati tratti film e serie TV.  “Sotto il sole di mezzanotte”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Giunti è diventato un vero e proprio caso editoriale. Un semplice giallo diviene una spirale di criminalità e violenza che nessuno può fermare. Una tragedia umana e sentimentale dal sapore epico.

L’ispettore Sasagaki non sa ancora che dal ritrovamento del corpo di Yosuke Kirihara, un rinomato proprietario di un banco dei pegni a Osaka, partirà un’indagine lunga quasi vent’anni (la vicenda si snoda in un arco di tempo che va dal 1973 al 1992). “Sotto il sole di mezzanotte” è un affresco eccezionale che ripercorre la storia del Giappone. Una società avanzata sotto tutti i punti di vista e desiderosa di Occidente ma saldamente ancorata alle antiche tradizioni.  Un’atmosfera urbana che appare spesso inquietante, avvolta da un’aurea imperscrutabile. L’autore restituisce in maniera reale i rumori, gli odori, il ritmo incessante della città.

L’ispettore giapponese instilla il dubbio attraverso semplici suggerimenti e, sfruttando deduzioni basilari, conduce alla scoperta della verità con una crescente consapevolezza. L’ispettore è un personaggio curioso ed essenziale. È come essere trascinati negli abissi della sua mente: lì troviamo dubbi, paure, preoccupazioni per un caso di cronaca che non sembra avere una conclusione.  Higashino, l’autore, non punta esclusivamente alla risoluzione del caso che sembra, inizialmente, cadere nel dimenticatoio e, infatti, solo a distanza di molti anni che viene rivelata la verità. Il reale scopo di questo giallo dal sapore Noir è raccontare la vita. La vita complessa e oscura di due personaggi: Yukiho e Ryoji. Nulla è come sembra.

“Sapeva solo che era un bambino chiuso e taciturno, il volto inespressivo e due biglie di vetro nere come la profondità della notte al posto delle pupille.”

Ryoji è un bambino introverso ed enigmatico. Attraverso i suoi occhi si coglie la chiave di volta di tutta la storia: si evolve in maniera sorprendente lasciando il posto ad un animo tormentato con una predilezione quasi naturale ad imbattersi in situazioni molto spesso contorte dalle quali riesce a tirarsi fuori con una impassibile lucidità.

Yukiho è una bambina taciturna e misteriosa. Fin da subito costretta a scontrarsi con una vita difficile e turbolenta ma che forgia il suo carattere rendendola sempre più cinica e indifferente. Un personaggio che esercita su chiunque un fascino fatale.

L’autore mette a confronto i due personaggi, generando scontri di idee, di emozioni e modi di affrontare situazioni in maniera differente ma con un’intesa perfetta. Attorno a Ryoji e Yukiho gravitano una serie di eventi e persone strettamente collegati che subiscono i loro caratteri così decisi, risoluti. Ne condividono le debolezze e le virtù restandone perdutamente ammaliati.  La straordinaria abilità dell’autore sull’introspezione permette al lettore di empatizzare con loro, persino quando, nel corso degli eventi, assumono comportamenti discutibili.  La condivisione del loro percorso di vita tormentato li avvolge e li soffoca. Si spingono sempre più in basso, senza mai fermarsi. Ubriachi di quel senso di pericolo che il fato sembra voler continuare a concedere loro. Man mano che il tempo passa la relazione fra i due ragazzi si fa morbosa, al limite della dipendenza psicologica.

“Poteva rinunciare all’orologio e mettere fine a quella storia. Ma stavolta no, stavolta era diverso.”

Per i molteplici temi trattati e per lo spessore filosofico che scaturisce dalla vicenda, “Sotto il sole di mezzanotte” è un romanzo che stimola la mente del lettore a ragionare su tematiche particolarmente vicine alla natura intrinseca dell’uomo. Dall’oppressione familiare allo sfruttamento, le ossessioni, l’alienazione di sé stessi, il valore del denaro. Higashino, inoltre, mette in discussione il ruolo del personaggio maschile in una società dove ancora la donna è considerata debole e fragile. L’autore ribalta abilmente le carte in tavola rappresentando i personaggi femminili estremamente forti e vitali. Leader silenziosi che cambiano le regole del gioco a proprio piacimento senza paura di rischiare la vita stessa. È infinito il resto dei personaggi che viene fuori dalla mente dell’autore ma non rende il racconto pesante o confuso. Immagini distorte dai molteplici significati in cui tutti i ruoli vengono stravolti. Le storie di ognuno si svolgono parallele e finiscono per intrecciarsi in un unicum conclusivo sorprendente. Omicidi, indagini, indizi, prove e tanto tanto mistero. La suspense, in questo giallo, si taglia con il coltello e rende inquieti e curiosi, pagina dopo pagina.

La copertina del romanzo è una fotografia dove traspare bellezza e malinconia. Ciglia lunghissime e seducenti di una donna arresa al sole accecante della mezzanotte, un sole rosso come il disco incandescente al centro della bandiera giapponese.  Un colore che simboleggia anche la realtà complessa e alienante del Giappone che viene descritto in maniera estremamente cruda, a tratti oscura. Un paese che si contrappone brutalmente all’immaginario armonioso e fiabesco tipico dell’antico folclore del Sol Levante. 

«Dentro regnava il buio. L’aria era pesante, sapeva di muffa e di stantio»

Si possono avere pareri contrastanti su questo romanzo? Assolutamente sì.
Il bene e il male non sono due cose distinte e scisse ma legate l’una dall’altra. Fin dove si spinge la libertà di una persona? Può estendersi fino al diritto di ucciderne un’altra? Chi ha il diritto di fare ciò? L’azione può essere “giustificabile”? Durante a lettura sembra proprio che nulla abbia in realtà un senso. Le azioni sono frutto del peccato e dell’avidità della cattiveria umana, e quindi se non c’è una morale chiara e limpida diviene inutile cercare un senso alla realtà, appellarsi a un qualche convincimento religioso o legislativo. Ognuno è libero di operare come meglio crede, a suo piacimento. L’angoscia, la desolazione e la solitudine che Higashino ci racconta è tangibile.
L’animo umano viene sviscerato e adagiato sotto al nostro naso. Questa è una storia reale e dal sapore amaro. Un amaro come il veleno che non può essere benefico. Non lasciatevi intimorire dalla mole del volume (690 pagine), poiché una volta intrapresa questa lunghissima avventura il tempo diviene un concetto relativo che vi permette di perdervi tra le pagine di quest’opera imprescindibile. Uno dei gialli più entusiasmanti di sempre.

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By Elettra Matano

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