Crea sito

Storia di una ladra di libri – Recensione

Storia di una ladra di libri

La bambina che salvava i libri, scritto nel 2005 da Markus Zusak e pubblicato nello stesso anno dalla casa editrice Frassinelli, in seguito alla trasposizione cinematografica nel 2014 il titolo è stato cambiato in Storia di una ladra di libri.

Siamo nella Germania del 1939. Adolf Hitler è riuscito ad ottenere il 90% dei consensi. Tuttavia in una città vicino Monaco un bambino ariano corre con la pelle cosparsa di carbone per imitare il corridore afroamericano Jesse Owens. Una ragazzina tedesca ruba libri ammaliata dal fascino delle parole. Un ebreo legge il Mein Kampf ritenendo si tratti del miglior libro che sia mai stato scritto.

Per finire La Morte ”curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona” assume la funzione di voce narrante per raccontarci una storia che Le è impossibile dimenticare.

‘’Ai tedeschi piaceva bruciare cose, negozi, sinagoghe, reichstag, case, effetti personali, persone assassinate e, naturalmente, libri’’

Durante il funerale del suo fratellino, Liesel Meminger afferra senza farsi notare un libro la cui copertina nera sbucava parzialmente nella neve. Nonostante Liesel non sappia né leggere né scrivere, questo libro diventa il simbolo dell’ultimo legame tra lei e suo fratello minore la cui anima è cullata nel dolce abbraccio della Morte. Giunta in seguito in una cittadina nei pressi di Monaco, la ragazzina è affidata ad una famiglia adottiva ed è costretta a dire addio alla sua vera madre.

Il suo nuovo papà si chiama Hans Huberman che rivela subito di possedere un carattere estremamente gentile e, con la sua fisarmonica e una sigaretta sporca di vernice in bocca, acquisisce un profondo legame con Liesel. Hans è spesso senza lavoro dal momento che non è iscritto al Partito Nazista e spende il suo tempo con la figlia adottiva, insegnandole a leggere e a scrivere. Ben presto nasce in Liesel un interesse quasi morboso per la lettura e ciò la porta a compiere altri furti di libri.

Dopo aver salvato da un rogo un libro che era stato fatto bruciare dai nazisti perchè giudicato ”pericoloso”, inizia a rubare anche nella biblioteca privata della moglie del sindaco. Cresce così il numero di libri da lei posseduti e le parole diventano sue compagne indispensabili nei momenti più bui. Le condizioni della famiglia di Liesel, già abbastanza precarie, si fanno ancora più complicate con l’arrivo di Max, un giovane ebreo in fuga da Stoccarda.

Gli Huberman lo accolgono e lo nascondono nella loro cantina e nessun altro, a parte loro, deve venire a conoscenza della presenza di Max. Cos’accadrebbe se ricevessero una visita a sorpresa da parte delle SS o se i vicini di casa iniziassero a nutrire sospetti? Questi dilemmi non cesseranno mai di irrompere tra i pensieri di Liesel e dei genitori adottivi fino all’avvicinarsi del momento più critico vissuto dalla popolazione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.

Storia di una ladra di libri e il paradiso

A dispetto dell’apparente prosperità nata sotto il regime di Hitler, la maggior parte dei tedeschi viveva in una condizione di estrema povertà. Gli Huberman abitano nella Himmelstrasse, una via il cui nome, tradotto dal tedesco, significa ‘’paradiso’’. In realtà si tratta di una delle più povere e desolate della città. Non è forse un caso che l’autore abbia voluto darle questo nome apparentemente così contraddittorio.

Nel Paradiso, infatti, Liesel ha incontrato degli angeli. Il primo è Hans che è incapace di provare odio verso chiunque ed in passato aveva cancellato con la vernice le stelle di David e gli insulti scritti sulle porte dei negozi gestiti da ebrei. Il secondo è Rudy Steiner, il ragazzino con i capelli color limone che vorrebbe più di ogni altra cosa al mondo, oltre ad ottenere un bacio dalla sua migliore amica Liesel, imitare il corridore afroamericano Jesse Owens. Degli angeli in un paradiso all’interno della Germania nazista.

La Himmelstrasse diventa anche teatro di numerose marce della morte, ovvero trasferimenti che dovevano compiere a piedi i prigionieri dei nazisti per raggiungere il campo di lavoro di Dachau.

‘’Le loro facce sparute erano contorte, tormentate. Si trascinavano avanti divorati dalla fame, alcuni fissando il suolo per evitare la gente sul ciglio della strada; altri guardavano imploranti chi era venuto ad assistere alla loro umiliazione, preludio della loro morte’’

Durante queste marce saranno proprio gli angeli della Himmelstrasse a mostrare segni di umanità in un periodo storico in cui il rispetto e la solidarietà sembrano essersi dissolti nel nulla.

Hans Huberman? Suona ancora la fisarmonica?

Il senso di umanità e di morale primeggiano in Hans Huberman, motivi per i quali è oggetto del disprezzo dei puritani dell’ideologia nazista. Hans non può provare odio per gli ebrei dal momento che durante la Prima Guerra Mondiale fu proprio un ebreo, il padre di Max, che gli salvò la vita. Ciò lo porta a non iscriversi al Partito Nazista e di conseguenza non avere quasi mai un lavoro.

‘’In vita mia ho commesso molti errori, ma non essermi mai iscritto al partito nazista non è tra quelli’’

In Storia di una ladra di libri non si fa solo riferimento alla ”minaccia ebraica”. Liesel è stata adottata da un’altra famiglia nonostante avesse già un madre. La ragione è esclusivamente politica: i genitori naturali della ragazzina erano comunisti e il padre, prima dell’inizio della narrazione, era stato portato via dalla Gestapo per non fare più ritorno. C’è così una grande somiglianza tra Max e Liesel: lui un ebreo tedesco, lei una tedesca figlia di un ”kommunist”. Entrambi fuggono dal Führer e sono giunti nella casa degli Huberman in uno stato di completo turbamento, vittime di costanti incubi notturni.

La Morte

‘’Nel corso degli anni ho visto tanti giovani che credono di correre gli uni verso gli altri. Non è così. È verso di me che corrono’’ 

La Morte come narratrice descrive l’ingiustizia e la crudeltà degli uomini con la mente avvelenata da ideali spietati, una follia che ha portato solo distruzione e terrore. Le persone percepiscono la presenza della Morte nelle cantine durante i bombardamenti e quest’ultima si lamenta del troppo lavoro aumentato proprio con l’inizio della guerra. Un gran numero di tedeschi veneravano la figura di Hitler eppure non tutti approvarono la sua ascesa al potere.

C’era chi aiutava di nascosto le persone perseguitate, chi non faceva nulla e si guardava bene dal non mostrare esplicitamente il proprio rifiuto nei confronti del regime nazista. La Morte non fa alcuna differenza di genere e razza. Abbraccia le anime di chiunque: chi perisce in un campo di concentramento, chi sotto le bombe lanciate dagli Alleati. ‘’Merita di morire? Era un fanatico di Hitler?’’ domande che non trovano risposta, solo il peso leggero di anime tra le sue braccia e le sue dita. A volte tende ad anticipare avvenimenti che accadranno verso la fine della narrazione.

Stile

E’ errato considerare Storia di una ladra di libri una piacevole lettura per alleggerire la mente. Non è una narrazione semplice e basta una minima distrazione per perdere il filo del discorso. Le descrizioni e le riflessioni della Morte sono poetiche, il suo stile narrativo evoca immagini, colori, odori e sensazioni che vi accompagneranno per tutto il libro.

Conclusione

Scritto dall’autore australiano Markus Zusak, Storia di una ladra di libri è stato al primo posto su Amazon e nella lista dei libri più letti del New York Times. Con quest’opera straziante Zakus si rivolge anche ad un pubblico più giovane, mostrando non solo gli orrori della guerra ma anche la crescita interiore della protagonista che trova nelle parole e nei libri l’unica via di fuga. Storia di una ladra di libri è un romanzo storico che ci mostra le terribili condizioni della Germania durante la Seconda Guerra Mondiale.

Continuate a seguire le nostre news, sulle pagine Social Facebook Instagram e Telegram per non perdervi mai nulla! Playhero