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Strange – Recensione

STRANGE

Yuruco Tsuyuki fa il suo debutto nell’editoria con Strange, un delizioso volume unico che racchiude all’interno 6 storie brevi. Nato inizialmente come autoproduzione, dopo pochissimi anni dalla sua pubblicazione nel Sol Levante giunge anche tra gli scaffali italiani targato Bao Publishing. Uno slice of life che apre una piccola finestra nelle vite di 6 coppie di uomini, raccontando con estrema dolcezza una parte della loro storia.

Strange

Kuma è “l’amico strambo” di Odeko: gay, ama vestirsi da donna e lavora in un locale come crossdresser, dove subisce spesso angherie. Odeko è invece uno studente che non riesce a trovare interessi, vivendo passivamente le sue giornate. Due vite diverse che si incrociano per caso, salvandosi inconsciamente a vicenda.

Connect

Chi ha detto che il colpo di fulmine vale solo amore? Per Ryoji è stato odio a prima vista con Honjo e i suoi sorrisi forzati, ma scoprire di avere una passione comune sarà l’occasione per non fermarsi alla prima impressione.

Bright

Yukiharu ha vissuto pensando soltanto alla sua unica figlia. La notizia che presto dovrà conoscere il futuro genero lo lascia di stucco: è il momento di lasciare andare la sua bambina, ormai adulta, e la sua vita perderà ogni senso. Lino, una guida locale che ascolta per caso la sua storia, si offre per un giorno di dimostrargli quante sorprese può riservare la vita, se solo ci si lascia andare.

Friend

È difficile per Otaki interagire con le persone e stringere amicizie, preferisce quindi la compagnia dei libri. Anche Kamitano, “la pecora nera” della scuola, ha non pochi problemi a socializzare e infatti a causa del suo aspetto da delinquente si trova spesso coinvolto in alcune risse. L’ultima persona che Otaki si aspetta di incontrare in biblioteca è proprio Kamitano, con cui inizia lentamente ad entrare in sintonia, tra molti alti e bassi…

Pretty

Tsuchiya è l’unico studente della scuola a conoscere il segreto del professore Hinoda e da quando l’ha scoperto il suo passatempo preferito è andare in aula professori per parlare con lui. Ma cosa succederebbe se qualcun altro scoprisse cosa nasconde Hinoda?

Move

La convivenza è mai facile, neanche se temporanea. Masumi si trova ospite per qualche giorno a casa dello zio che non vede da anni, ma non vuole avere nulla a che fare con lui. Quando però una sera suo zio tornerà a casa prima del previsto, un’inaspettata scoperta cambierà radicalmente il loro rapporto.

“Questo legame… inaspettatamente arricchisce le mie giornate.”

Sei storie, 12 uomini che si trovano ad incrociare le loro vite per volere del destino. Ognuno di loro, in maniera diversa, ha bisogno di essere salvato e accettato, o semplicemente di avere un’occasione per iniziare realmente a vivere. I protagonisti non solo sono molto diversi tra loro come personalità e carattere, ma sono veri e propri estranei: non si conoscono, non hanno apparentemente nulla in comune. Il titolo stesso dell’opera, che riprende il nome della prima storia, sembra sottolineare questo aspetto: “strano” (“strange” in inglese”) e “estraneo” hanno la stessa etimologia.

Pur nella loro brevità i racconti sono davvero piacevoli, complice il tratto delicato e semplice che rende leggera e scorrevole la lettura, accentuando la dolcezza delle storie. Non dispiacerebbe leggere qualche altra pagina di ogni storia, poter avvinarsi ancora di più ai protagonisti dei racconti. Purtroppo ci è permesso solo di osservare un piccolo spaccato delle loro vite da cui magari prendere insegnamenti e intravedere una morale. Ma analizziamo da vicino cosa vogliono dire le storie di Strange.

 Strange

Capitolo che dà anche il nome all’opera, è forse il racconto che più di tutti mette al centro l’accettazione, desiderio che porta sofferenza ma per cui si è disposti a sopportare, anche con la consapevolezza di essere visti come diversi, “strani”. La storia di Kuma non ci viene raccontata da lui in prima persona ma da Odeko, spettatore come il lettore della vita del nuovo amico. Una scelta singolare ma d’effetto che permette anche di comprendere meglio l’importanza che questo incontro ha per Odeko.

Connect

Se Odeko non si è fermato alla strana prima apparenza di Kuma, per Rioji è stato l’opposto con Honjo. In questa breve storia vengono introdotti diversi spunti di riflessione, come il bullismo, l’incapacità di comunicare, giudicare basandosi solo sulle impressioni esterne. Tutti elementi che purtroppo non hanno molto spazio per essere approfonditi, ma Yuruco Tsuyuki riesce comunque a lasciare un’importante morale. Anche qui torna l’elemento “strange”: Honjo è diverso, ma solo perché Rioji si è creato un’immagine di lui basata esclusivamente sulle apparenze. Un’interessante angolazione per trattare il tema della “diversità”.

Bright

Il tema del “diverso” questa volta non viene propriamente approfondito, tralasciando il fatto che i due uomini siano non solo due completi sconosciuti, ma appartenenti a due diversi continenti. È invece un dolce invito alla vita, a godere di ogni momento e accettare lo scorrere del tempo.

Friend

La storia di più ampio respiro, costituita da ben due capitoli. Lo spazio in più permette di caratterizzare meglio i due personaggi, di cui possiamo osservare una vera e propria crescita. Un’amicizia tra due emarginati, entrambi costantemente posti sotto il giudizio altrui. Ritroviamo alcuni degli elementi principali delle opere precedenti, come se fungessero da chiave di lettura: Otaki come Honjo è incapace a socializzare, Kamitano come Kuma viene giudicato per il proprio aspetto.

Pretty

Racconto forse con meno mordente rispetto ai restanti, i temi principali dell’opera non vengono ben risaltati. Resta comunque una storia piacevole da leggere, resa interessante grazie all’inserimento di una lieve gelosia.

Move

Pur avendo un legame di sangue, i due protagonisti sono difatti due completi sconosciuti che si trovano a convivere. A chiudere la serie, una storia di supporto, incoraggiamento e accettazione, che racchiude lo spirito di tutta la raccolta.

In conclusione, alcune storie risentono un po’ del poco spazio a disposizione, ma nel complesso è un’opera ben costruita, che riesce a tenere un saldo collegamento anche tra storie completamente indipendenti tra loro. È un’antologia che si lascia leggere con grande piacere, restando fresca e leggera pur toccando temi delicati e profondi.

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