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Cinque anni – Recensione

Terry Moore, fumettista americano classe 1954, è uno dei maggiori esponenti della nona arte indipendente. Ha debuttato con una miniserie auto-prodotta, Strangers in Paradise, nel 1993 con la quale da subito è riuscito a farsi riconoscere in questo vasto mondo del romanzo a disegni.
Con Cinque Anni, portato in Italia, come molte delle sue opere, da BAO Publishing, l’autore vuole far collidere in una storia i suoi racconti passati e personaggi, in modo di adempiere ad un suo desiderio nato nel 2018: creare un universo condiviso delle due opere, posizionate in un’unica continuity. Il Terryverse.

Un sogno destinato a realizzarsi

L’opera comincia con una tavola che, attraverso le parole, mette da subito in ginocchio il lettore con un racconto di falsa speranza di sopravvivenza alla morte. Quella di ripararsi sotto i banchi di scuola nelle esercitazioni di un attacco da parte di una bomba atomica. L’unica, insignificante difesa. Oggi è ancora così. Ci si ripara sotto i banchi durante le sparatorie.
Da subito sei costretto a fermarti e a pensare. La vita è così fragile. Una Nazione lo stesso. Hiroshima e Nagasaki ci ritornano alla memoria.

Si tratta solo di molecole che si uniscono in una maniera o nell’altra per formare gas e materia… e che possono essere distrutte facilmente.

Parte poi con la descrizione di ciò che le atomiche sul Giappone hanno comportato. Il cambiamento della composizione atmosferica, due nuovi elementi che ora sono ovunque. Nel mare, nel cibo, nel corpo dei nostri figli. E ti fa pensare. Siamo solo alla seconda pagina. E questo sarà ripreso in seguito, fondamentale per spiegare il perché di quel che vedremo nel corso del volume.

Mettere fine alla vita sul pianeta ormai è facile. Una bomba che può distruggere tutto l’idrogeno del pianeta e non solo. Pochi minuti e l’elemento base brucerebbe. E tutte le molecole… si spezzerebbero. Tutte. In una reazione a catena che porta alla fine e ad una morte orribile.

Ma era un sogno. Un sogno di una ragazza. Un sogno di ciò che accadrà.
Il lettore ora può tranquillizzarsi, testimone di un tipico, amorevole, momento di vita di una famiglia che si vuole bene. Che si ama e si protegge, si rilassa tra le risate.
Ma l’ombra della bomba che tra cinque anni sarà testata, sicuri di poterla controllare, non se n’è andata. Rimane in agguato.
In questo momento diverse nazioni la stanno progettando, consci del pericolo, consci di condannarsi con le proprie mani, ma il potere viene prima della vita.

Tutti per uno

Perché nella vita non ci sono solo molecole… C’è l’amore. E quello le bombe non possono ucciderlo.

I capitoli successivi ci presentano i vari giocatori in questa grande scacchiera, nel corso degli anni, pronti ad aiutarsi l’un l’altro per impedire la fine.
I personaggi in gioco sono le creazioni dell’autore qui riunite per una minaccia comune, prese da serie come Strangers in Paradise, Echo, Rachel Rising, Motor Girl, tutte pubblicate in Italia dalla BAO.
Ciò rende il tutto un vasto universo condiviso che, attraverso Cinque Anni, collidono in un unico punto.
A conferma di ciò è il riferimento ad avvenimenti passati che tornato alla mente dei personaggi attraverso il loro scambio di battute.

Una corsa contro il tempo in una storia adrenalinica per salvare il mondo. La speranza è riposta nelle mani di sette donne e una bambina in un racconto in cui l’azione è ad alta tensione, nella quale non mancano di certo scene forti. Una spy story che passa tra la fredda Russia, un Paese affascinante, dentro una sfera di neve, e l’egoista America.

Terry Moore con Cinque Anni ci regala un piccolo gioiello del fumetto. Una storia con una sceneggiatura solida, personaggi caratterizzati e resi al meglio, attraverso momenti di vita privata per farceli conoscere, renderli parte di noi e poter creare in questo modo un legame.
I disegni, in bianco e nero, sono resi attraverso tratti che appaiono essere stati realizzati rapidamente, ma estremamente dettagliati, con uno sfondo che si va a perdere tra le linee del fumettista.

Cinque anni è un’opera che merita di essere letta, anche se privi di basi sull’autore e sui suoi personaggi, qui riuniti. È una storia di amore e di speranza contro la malattia e la pericolosità rappresentata dall’umanità.

Un racconto che non può non far venire alla mente il capolavoro di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. La fine del mondo da parte dell’uomo. Pochi instanti prima dell’attimo conclusivo. E una piccola chicca che cita il Dr. Manhattan.
Ora, a voi la lettura.

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By Davide Zanella

Giovane appassionato del mondo nerd, ho iniziato ad immergermi in questo mondo un po' come tutti quelli della mia generazione. Catturato dai film Marvel dello scorso decennio sono passato alla controparte cartacea, finendo ad espandermi in altre realtà. Ora provo a far conoscere a più persone possibili la mia passione cercando di parlarne al meglio. Mi potete trovare anche su instagram in @riccidanerd

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