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The Paybacks: Eroi In Debito – Recensione

Ma quanto ci piacciono le storie sui supereroi? Diciamoci la verità, non potremmo farne a meno. Superforza, vista laser, teletrasporto, telecinesi, magia, un’attrezzatura all’avanguardia, tutto bellissimo. Chi non ha mai sognato di somigliare a Superman, o di possedere l’avanzato equipaggiamento di Batman o Iron Man? Direi che la risposta è scontata. Ottenere una buona attrezzatura però non è sempre semplice; i soldi sono importanti, senza di essi, per quanto si possa essere potenti, difficilmente si potrà perseguire una vita dedicata al mantenimento della pace. Ne sanno qualcosa i nostri protagonisti, i Paybacks (no, non stiamo parlando della rock band statunitense), che si indebitano, a volte pesantemente e con conseguenze tragiche, per ottenere l’armamentario necessario alle loro azioni eroiche. Dopo il successo di Buzzkill torna l’universo eroistico creato da Donny Cates, aiutato questa volta da Eliot Rahal e dai disegni di Geoff Shaw e Stephen Green. The Paybacks – Eroi in debito è un fumetto supereroistico atipico, improntato su un particolare stile tragicomico, che sbarca in Italia grazie alla casa editrice Saldapress.

La vita da supereroe è dura. Nel momento in cui si decide di agire per un bene superiore, servono le attrezzature adatte a tale scopo. Ottenerle non è semplice, occorrono soldi, tanti soldi. I Paybacks, gruppo di supereroi in bancarotta, si occupa di riscuotere i debiti dei loro fratelli e sorelle in calzamaglia.  Ma quando degli strani omicidi vedono coinvolti eroi debitori, i Paybacks dovranno capire chi li vuole morti e perché. Chi è questo assassino di supereroi? Cosa vuole? Si tratta di un alleato o di un nemico? Il tempo stringe, le morti aumentano e i nostri eroi sembrano arrivati alla fine.

Il mondo dei supereroi viene ribaltato

The Paybacks – Eroi in debito si presenta come una storia parodistica dell’universo eroistico a cui siamo abituati. Donny Cates, già all’attivo nel panorama Marvel con lavori su personaggi come Venom, Thanos, Doctor Strange e tanti altri, rivolta e reinterpreta la concezione di supereroe. Non è di certo il primo a compiere un atto del genere; basti pensare a The Boys di Garth Ennis e Darick Robertson, dove un gruppo di antieroi si mobilita per scongiurare una delle minacce peggiori del pianeta: i supereroi.

The Paybacks si colloca tra il classico fumetto supereroistico e quello rappresentato da The boys e affini. Nel fumetto classico l’elemento centrale della storia è la continua salvezza di qualcosa/qualcuno minacciato da un nemico; la storia tende a svilupparsi e coinvolgere un microcosmo e/o ampliarsi (come il più delle volte accade) fino a toccare un macrocosmo. L’oggetto da proteggere e salvare diviene una realtà cittadina; arriva a toccare il pianeta Terra fino a, poi, comprendere l’intero Universo. Le dinamiche tendono ad essere sempre le stesse: origine dell’eroe, nemico da combattere, salvezza e pace finale.

Con il fumetto in stile The Boys, diversamente, il nemico diviene lo stesso supereroe, in particolare nel momento in cui eccede e va oltre quelli che sono i suoi limiti. In questo filone l’integerrimo e incorruttibile supereroe nasconde lati oscuri: da una parte è l’eroe splendente nel suo costume pronto a fare di tutto per proteggere gli innocenti; dall’altra è un essere moralmente corrotto capace di compiere anche gesti mostruosi. L’antieroe diventa il protagonista della storia e, con la continua lettura e scoperta di quelli che sono gli aspetti negativi del supereroe, arriviamo a empatizzare e comprendere il comportamento del non classico protagonista eroico.

The Paybacks unisce le due realtà fumettistiche, dando però importanza ad altri elementi della storia. Scompare il concetto di “salvezza generale” del fumetto classico o meglio, l’elemento rimane ma non coinvolge le diverse realtà che abbiamo analizzato sopra, quanto più il personaggio stesso. I Paybacks devono salvare il loro gruppo, e gli altri eroi, da: un destino beffardo che li vede lavorare alle dipendenze del loro “benefattore”, poiché incapaci di ripagare completamente i loro debiti; un assassino spietato che non vede di buon grado questa organizzazione di eroi. Non viene dato spazio all’origine dell’eroe. Il lettore non conosce quasi nulla del cammino svolto dall’uomo e dalla donna che veste i panni del paladino della giustizia; le informazioni sono molto vaghe e riguardano giusto 1-2 personaggi. Essi sono inseriti nella storia, ricoprono un ruolo, agiscono intorno ad un contesto definito e questo è quanto. La storia è stata impostata secondo questo schema e così dobbiamo farcela andare bene.

La difficile classificazione di un personaggio

In che fazione si collocano i Paybacks nella storia? Sono eroi, antieroi, nemici o vittime? I nostri protagonisti, dall’animo nobile e altruista, che vogliono solo difendere le strade della propria città, chiedono denaro in prestito per poter attuare la loro vigilanza. Incapaci di ripagare il debito, vengono assoldati dal loro creditore per dare la caccia ad altri come loro. Ci si chiede perché non si ribellino a questa situazione. Due sono le ragioni: l’eroe si ritroverebbe a lottare contro troppi suoi simili, dove le chances di vittoria sono praticamente nulle; una volta assoldati nei Paybacks vengono dotati di un bracciale che rileva sia le loro posizioni che l’ammontare del debito, e la ribellione porterebbe il bracciale a esplodere. L’unico modo per avere salva la vita è azzerare il contatore dell’ammontare del debito. Quindi i Paybacks si mettono al servizio di un creditore dalle tendenze malsane e crudeli, capace di piegare al suo volere anche l’essere più potente. Sottostanno alla crudeltà di un personaggio che rimane nell’ombra (almeno in gran parte della storia) e compiono azioni “malvage” per continuare a vivere, senza essere realmente malvagi. Diventano le vittime; vittime che dovrebbero essere salvate.

Da sempre ogni debito va pagato. Se un supereroe è impossibilitato a farlo e fugge da questa responsabilità diventa il cattivo della situazione? Non compie atti malvagi, continua lo stesso a fare del bene, allora perché non cercare di risolvere la spinosa questione del mancato pagamento? Un’azione del genere verrebbe etichettata come non propriamente buona, quindi i Paybacks non fanno nulla di male a dargli la caccia, riprendendosi tutta l’attrezzatura investita. Ma se nel corso della caccia i membri di ambo i lati perdessero la vita, in questo caso, di chi sarebbe la responsabilità dell’accaduto? Dei Paybacks o dell’eroe indebitato? Da che mondo è mondo un’azione negativa porta la persona che la compie ad essere etichettata come poco affidabile. Un cattivo però nella storia esiste già: l’assassino.

Cosa serve, quindi, a definire un personaggio come positivo, negativo o a metà tra i due estremi? La differenza sta nel grado di crudeltà dell’azione compiuta, nelle motivazioni che la portano avanti e nel valicare o meno il confine morale e umano tracciato. Le tre fazioni in gioco (Paybacks, eroi perseguitati, assassino) assumono gli stessi ruoli, interscambiabili, di eroe, antieroe, nemico e vittima.

Per quanto si possa dire i personaggi sono comunque esseri umani, e gli esseri umani sono conosciuti per il loro grado di imprevedibilità e imperfezione che li contraddistingue. Se una macchina super efficiente può arrivare a sbagliare e commettere degli errori, gli uomini possono fare anche peggio, poiché guidati dalle emozioni. Possiamo quindi comprendere i punti di vista di tutti i personaggi, essere in parte d’accordo con le loro motivazioni. Non sembrerebbe esserci né un reale cattivo, né un reale eroe ma, poiché i Paybacks sono i primi personaggi ad essere presentati nonché i protagonisti del fumetto, arriveremo comunque a patteggiare sempre per loro.

Tra parodia e citazione

Così descritto potrebbe tanto sembrare un fumetto cupo e tragico; non è così che stanno le cose. Come già detto, The Paybacks – eroi in debito vuole essere una parodia del mondo dei supereroi; è un fumetto sostanzialmente comico, dove la tragicità è secondaria ma comunque presente e soprattutto immediata; ti colpisce quando meno te lo aspetti. Questa è un’ottima capacità di gestione dell’effetto sorpresa. L’elemento parodico sta nel rappresentare i protagonisti come una via di mezzo tra i supereroi che noi tutti conosciamo perfettamente, già noti (Marvel e DC), e caratteristiche di diversi personaggi unite per creare una singola personalità. Vediamo alcuni esempi.

La prima vignette vede quattro dei Paybacks, Emory Rains, Bloodpunch, Skisquatch e Soviet Nunchuck, rappresentati come un mix tra gli X-Men e i membri della Suicide Squad; il Dottor Blaqk è una chiara versione comica, strafatta e fricchettona del Doctor Strange; il primo debitore, Night Knight (chiaro l’intento comico del nome) somiglia in tutto a Batman, maggiordomo compreso.

Parodistico è anche il personaggio, se così lo vogliamo chiamare, del furgone. Viene presentato tra le prime vignette come un semplice mezzo, nulla di speciale; ma ecco che al suo interno si nasconde un intero mondo, luogo di rifugio dei Paybacks con annessi collegamenti ad altri universi. Figo vero? Sembra tanto l’immagine della borsa magica di Mary Poppins o della tenda della famiglia Weasley nel quarto libro della saga. Driver, colui che lo guida, alla continua affermazione degli altri di trattarsi di un semplice furgone, risponde dicendo che “non è un furgone”. In effetti è così se ci pensiamo; è solo uno strumento che serve a nascondere e camuffare una realtà talmente tanto immensa da non poterla quasi spiegare. Se nel classico fumetto eroistico i diversi Universi sono spesso realtà lontane che entrano in contatto con la nostra, in Paybacks tutto questo ha un ruolo talmente tanto effimero da essere quasi irrilevante. Viene inserito nella storia per far capire che “sì, esistono altri universi, ma torniamo a cosa sta accadendo ai nostri”.

Citazioni ed easter eggs dominano tutta la narrazione, non solo al mondo fumettistico generale, ma anche al cinema, alle serie tv, ai libri. Vista la natura bizzarra dei nostri eroi, le continue battute e le vignette a sfondo comico non minano il racconto ma lo rendono sia leggero che spassoso. Il disegno dalle linee dure e spezzate e i colori sgargianti delle vignette sono il perfetto mix che serve a rappresentare una storia dai tratti tragicomici.

L’unione fa la forza

La cosa bella di questa storia bizzarra è il legame che si viene a creare tra tutti i membri dei Paybacks. Sono uomini e donne che condividono lo stesso destino. Sono un gruppo accozzato di persone con principi e idee, sogni e motivazioni diverse, legati da un filo invisibile che li porta ad essere una combriccola coesa e imbattibile nel momento in cui decidono di unire le forze per un bene superiore: la loro salvezza. Per quanto dotati di poteri non daresti loro un soldo bucato. Questo perché Cates gioca molto sul lato comico. Se con le altre storie di Supereroi doveva mantenere comunque una parvenza di serietà, con Paybacks dà libero sfogo alla tamarraggine e alla freschezza di un gruppo di persone che vogliono solamente fare gli eroi.

Difetto o pregio della storia?

La narrazione scorre molto velocemente; probabilmente è uno dei piccoli difetti della storia, ma questo non ne mina la buona riuscita. 224 pagine sembrerebbero un numero ottimo per dare il tempo al lettore di godersi la storia e cercare di capire e analizzare ogni punto. In parte è così, ma è chiaro l’intento dell’autore di non volersi soffermare troppo su una trama complicata ma di scegliere un racconto che possa scorrere con tranquillità e che possa far appassionare.

Il ruolo del narratore è molto interessante. Sin dall’inizio della storia sembra non intervenire nello svolgimento della trama. Il suo unico compito è quello di presentare la situazione, i personaggi e i vari cambi di contesto. Nulla di strano in questo, se non che, ad un certo punto, prende il sopravvento e inizia a dare giudizi sia sullo svolgimento dell’azione che a commentare il tutto, prendendo le sembianze di uno dei personaggi. Penso sia una piccola genialata questa. Come noi commentiamo una determinata situazione, lui ci accompagna in questo cammino. Il narratore è un personaggio della storia ma è anche il portavoce dei nostri pensieri. Lui è noi e noi siamo lui.

Probabilmente abbiamo parlato e scritto troppo. Lasciamo ai lettori, che non hanno ancora goduto di questa opera, di ricercare quelle che sono le tante citazioni e gli easter eggs presenti. Edita da Saldapress, The Paybacks – eroi in debito è un’opera che non vuole prendersi sul serio. I momenti di tensione non mancano e le battute sono all’ordine del giorno. Vi innamorerete di ogni personaggio.

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By Erika Sbarra

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