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The Prism Vol. 1 Burn! – Recensione

The Prism

Matteo De Longis, classe 1979, si immerge per la prima volta come autore completo, impegnandosi quindi alla scrittura della storia, con il nuovo progetto, denominato The Prism. Pubblicato dall’etichetta BAO Publishing, questo fumetto, che si preannuncia da subito un mix onirico di colori e musica nelle vastità del cosmo per salvare una Terra in pericolo, “The Prism – Burn!” non è altro che il primo passo di questo viaggio che si presenta già con ben sette volumi. Questi usciranno con una cadenza di uno ogni due anni. Ciascuno sarà leggibile a sé, ma, nel loro insieme, daranno vita alla più grande impresa della storia dell’umanità.

Matteo De Longis si è fatto conoscere grazie alla sua arte. Un’arte in cui i colori non sono semplici risposte della retina alla riflessione della luce, ma sono emozione ed impatto. Entrato nel mondo del fumetto e dell’arte visiva non si è limitato a intraprendere una sola strada, un solo percorso. Fin da subito ha mescolato lo stile orientale ed occidentale, appoggiandosi a diverse discipline. Oltre a prendere parte nella realizzazione di fumetti ha lavorato come designer e illustratore grafico.

Come diversi autori italiani, ha iniziano a far conoscere il proprio nome in Francia, per poi sbarcare oltreoceano realizzando, per lo più, cover ed illustrazioni per Marvel Comics, ma anche, in patria, per Sergio Bonelli Editore. Inoltre non mancano concept-art per videogame come Overwatch e League Of Legends.

La musica può salvare il mondo?

“La vita sulla Terra è minacciata da un nuovo disastro ecologico: una particolare forma di inquinamento acustico denominata S.O.T.W. (Smoke On The Water) sta devastando il pianeta.
La più grande mega-azienda mondiale finanzia un progetto folle per invertire il fenomeno: mandare nello spazio una super-band musicale per farle registrare l’album i cui suoni saranno capaci di far arretrare il fenomeno e salvare il pianeta.
Matteo De Longis, alla sua prima prova con una lunga saga, racconta un’appassionante avventura nello spazio al ritmo di rock’n’roll.
Questo volume è impreziosito da una postfazione del divulgatore scientifico, attore e scrittore Adrian Fartade, che è anche un personaggio della storia.”

Un’avvertenza prima di proseguire con la lettura. De Longis è chiaro fin dall’inizio. I suoni, le onomatopee, provenienti dall’ambiente e dalla natura, in questo fumetto non si leggono. Ma si sentono. Musica e suoni sono effetti sonori della stessa natura. Le onomatopee non hanno un significato, ma sono state raffigurate attraverso segni grafici e simboli. Lo è per esempio un miagolio di un gatto. Non si legge come siamo ormai abituati, ma viene, per l’appunto, raffigurato attraverso un segno. E così tutti i suoni all’interno di queste pagine. Una scelta che rende certamente ancor più originale il fumetto realizzato dal geniale Matteo De Longis.

L’impresa di salvare la Terra attraverso la musica

“Se vuoi capire i segreti dell’universo pensa in termini di energia, frequenza e vibrazione”

Il mondo sta soffrendo. Non ci sono più uccelli in volo in diverse terre del pianeta. Capidogli spiaggiati con filamenti di S.O.T.W., una forma di inquinamento acustico che sta dando vita ad uno dei più grandi disastri ecologici della storia. In risposta un’azienda dopo più di 10 anni di lavoro sul progetto The Prism attua la prima mossa. Una piccola parte per provare a risolvere il problema viene affidata nelle mani di una rock band. Inizia così l’impresa per salvare la vita sulla Terra, a cui però non possono mancare gli aspetti economici dei profitti che conseguiranno nel più grande evento live della storia. Il 9 novembre 2059 la superband partirà per un tour del sistema solare.

“Sono sempre le convenienze economiche che muovono le cose. Rovinare o curare il pianeta fa poca differenza”

A rendere la storia ancora più particolare di quel che già è sono le relazioni tra i membri della band. Il come sono stati scelti ed inseriti nel programma. Per evitare rivelazioni non verrà detto alcunché, ma la scelta narrativa ha reso più difficile la gestione, non semplificando di certo le cose, ma funziona. Rende il fatto più reale ed umano.

La musica come una scienza

A fondamento del racconto c’è un passato alle spalle, che viene costruito, reso noto e consolidato man mano che si procede con la lettura. Si scorge, per esempio, la nascita del primo filamento dello Smoke On The Water apparso nel mare e di come l’umanità si è condannata con le proprie mani, come oramai siamo abituati a fare.
Ci viene rilevato, in parte, la storia fino al fatidico 2059, anno in cui si svolge il fumetto e anno della missione. Ci vengono mostrati i sogni di grandezza dell’uomo e l’obiettivo di lucro delle multinazionali. E sotto questo aspetto tra chi crede nel progetto, che lo aspetta con trepida attesa, c’è chi lo ripudia. Il complottista che giudica The Prism come l’ennesima arma di distrazione di massa ed uno spreco di risorse a favore delle aziende.

Ciò rende quest’opera saldamente ancorata all’attualità, seguendo una linea che potrebbe realmente essere un nostro futuro. A dar ragione a come il fumetto si fa sentire come un qualcosa di vero è l’inserimento, interessante e gradito, al passo coi tempi, di un personaggio di cui non conosciamo l’identità sessuale tra i membri della band. Questo è sottolineato quando parla di sé, o terze persone lo nominano. Matteo De Longis non utilizza un asterisco, ma una cosa comunque che arriva allo stesso obiettivo.

Il primo lavoro ad una sceneggiatura da parte di Matteo si concretizza in un lavoro solido e ben strutturato. La presentazione dei personaggi, le meccaniche che incastrano i vari eventi, le diramazioni che la storia prende, regalando anche qualcosa dalle atmosfere disturbanti. La meticolosa descrizione di come la musica è una scienza, di come funzionano gli elementi scientifici, è curata e non annoia. Perché lo fa a piccole dosi. A chiudere alla perfezione è il colpo di scena finale.

La musica nella grafica del fumetto

I disegni sono letteralmente uno spettacolo per gli occhi, e l’enfatizzazione data dai colori è la ciliegina sulla torta. Come scritto precedentemente, il suo stile, che mescola occidente ed oriente, è percepibile percorrendo le pagine di questo fumetto. Il tratto, il lineamento del volto, le forme del corpo dei personaggi prendono molto dallo stile orientale, lo si avverte. O meglio, lo si sente. Il tutto inserito in un contesto futuristico la cui mano di De Longis si sposa alla perfezione.

Il dettaglio non è da meno, estremamente curato, come, rimanendo in tema sui personaggi, le affascinanti lentiggini di un membro dell’equipaggio. Più in generale la stessa attenzione verso le luci e le ombre fa’ sì che il lettore si fermi per del tempo a contemplare tutto ciò, per poi proseguire nella storia.

La dinamicità del racconto è resa attraverso il tratto dell’autore come una cosa viva. Le emozioni ed in sentimenti ti entrano dentro. Un primo piano, in particolare, che si concentra totalmente sull’occhio di uno dei protagonisti, nel contesto in cui è stato inserito, è davvero toccante. Come il gesto della mano, di uno dei personaggi, che gioca con un pupazzo a gravità zero. Trasmette sensazioni. Appare come se fosse vivo. Questa è la prova della bravura di Matteo. Una prova, come se ce ne fosse stato il bisogno, della sua arte.

I disegni sono geniali. Da come cattura dei momenti quotidiani, solitamente invisibili, di cui non ci si fa caso, inserendoli in primo piano nelle vignette, andando ad occupare il posto di chi avrebbe il ruolo principale all’interno della tavola. Il come, poi, continua ad osare, rimanendo su quella strada, fa sorridere, alleggerisce il racconto e funziona. Ma anche il solo aspetto che ha l’astronave che darà il via alla missione.

Matteo in The Prism mette tutto sé stesso. Sensuale, futuristico, emozionante, rievocativo ma anche disturbante. Aspettatevi, infine, nel corso della lettura una chicca presa direttamente dal film di fantascienza per antonomasia, che ha lanciato il genere nel secolo scorso. Una sorpresa che farà balzare dalla sedia.

Lo spazio e la musica, dalla realtà al fumetto

Questa storia non è poi così distante da quello che anche il nostro pianeta sta vivendo. Un progredire di un sempre più grande inquinamento che sempre più voracemente sta distruggendo gli ecosistemi. Anche qui, molto probabilmente, l’umanità ha risposto, ai danni da essa stessa commessi, forse troppo tardi arrivando già al punto di non ritorno.

Guardando al fulcro del racconto, il suono e le vibrazioni sono fondamentali anche per diverse ricerche scientifiche. Il come Matteo ha voluto in The Prism andare oltre unendo immaginazione e scienza è qualcosa di geniale.

Nella postfazione è presente un intervento di Adrian Fartade, personaggio che, come anticipato, è presente anche all’interno del fumetto. Oltre ad essere un rinomato divulgatore scientifico è anche amico di Matteo e con lui ha visto crescere The Prism. Farà presente di come i diversi elementi presenti nella sceneggiatura siano stati ricercati con attenzione, come la fattibilità della dimensione dell’astronave, il precipitare dallo spazio in un palcoscenico sulla superficie della Terra. Tutto è stato inserito rendendolo il più verosimile possibile.

Questa storia è un primo atto di amore verso il cosmo e la musica. Un fumetto che è una critica alla nostra società: egoistica e manipolabile. Ma è anche un opera di fantasia che farà divertire e meravigliare il lettore. Un viaggio trascendente grazie al lavoro ai disegni ed ai colori dell’autore.

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