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Thor #2: Nelle mani di Galactus – Recensione

Oggi noi di Playhero.it vi parleremo di Thor #2, nuovo arco narrativo sul Dio del Tuono, diretto da Donny Cates ed edito in italia da Panini Comics.

Il secondo spillato dell’edizione italiana contiene la seconda parte di “Fulmini e Fame”, appartenente alla storia “Il Re Divoratore”. Come abbiamo visto nel precedente numero 1 (per la recensione clicca qui) non c’è tregua per il Dio del Tuono dopo la Guerra dei Regni.

Divenuto sovrano di un Asgard ancora più selvaggia e primordiale, e conseguentemente nuovo “Padre di Tutti”, un’altra minaccia si staglia nell’orizzonte del dio norreno.

E’ stato Galactus, con un ingresso a dir poco teatrale, ad annunciare direttamente a Thor l’arrivo dell’Inverno Nero, ovvero quella pestilenza cosmica che già una volta ha distrutto il precedente universo e di cui lo stesso Divoratore di Mondi ne è stato testimone.

Cosa farai quando giungerà la fine?
Quando il tuo passato e il tuo futuro si dissolveranno?
Quando la totalità di ciò che sei e di ciò che sarai diventa irrilevante nel gelo
silenzioso e indifferente che si abbatterà sul tuo universo?

Ma c’è ancora una speranza. Galactus dovrà cibarsi di 5 pianeti di rara energia, in modo da accrescere esponenzialmente il suo potere. Ma il Distruttore di mondi avrà bisogno dell’aiuto di Thor per questa missione disperata, il quale, seppur restio, accetta.

Dopo aver risposto alla chiamata ed essere diventato il nuovo araldo di Galactus, con tanto di acquisizione di nuovi poteri cosmici, il Thor di Donny Cates risulta evidentemente cambiato solo nell’aspetto, ma non nello spirito. Nonostante Thor sia infatti diventato il suo araldo, l’indole austera di quest’ultimo cozzerà, come ci è dato capire già dalle primissime pagine, con la personalità e le “esigenze” di Galactus.

Thor #2 di Donny Cates, conferma che qualcosa di veramente grosso bolle in pentola!

Ma Cates fa di più. Riesce infatti a creare un evento talmente letale, da risultare inevitabile non sono per gli eroi dell’intero Universo Marvel, ma neanche per quelli appartenenti alla Distinta Concorrenza!

Non mancheranno gli attriti e scontri verbali e non. Cates, li introduce nel vivo quasi nell’immediato senza tralasciare la splendida caratterizzazione. Del resto, non potrebbe essere altrimenti! Se prima, il Dio del Tuono era riconosciuto come il protettore della vita dei 9 regni, ora viene etichettato come portatore di morte e distruzione. Questo a scapito della sua “immagine”, per un bene superiore: La salvezza dell’Universo.

Se da un lato la scrittura di Cates non ci risparmia eventi interessanti, divertenti e accattivanti, dall’altro l’autore invita il lettore a porgere l’attenzione sia su tematiche etiche, che su tematiche socio politiche.

Su Thor #2, troverete la divertente frecciatina all’altra major fumettistica. Evidentissima, quasi a voler paventare un’ipotetica connessione tra i due mondi fumettistici.I disegni di Nic Klein ben si sposano con il tenore dell’intera narrazione, orientato generalmente al conflitto e allo scontro. Una menzione particolare merita la espressività dei volti, soprattutto di quello del Divoratore di Mondi, realizzata con toni estremamente realistici e drammatici.

Complice di tali disegni espressivi e dinamici è l’azzeccatissima colorazione di M. Wilson, che esalta maggiormente lo svolgimento dell’azione e l’incedere della storia. Similmente al primo numero, nell’ultima pagina vi è un colpo di scena che lascerà sgomento il lettore, e sul quale ovviamente non diremo nulla!

In definitiva, in Thor #2, affermiamo che Cates, sin da subito, sta preparando grandi aspettative sulle vicende “cosmiche” di un personaggio così “tradizionale” come Thor. Il consiglio è quello di continuare a seguire la gestione di Cates sul personaggio. 

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