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Thor n. 3: Mjolnir vs Stormbreaker – Recensione

Thor 3

Oggi noi di Playhero.it vi parleremo del numero 3 di Thor di Donny Cates, edito in italia da Panini Comics

Se, come abbiamo visto nella recensione del numero due (qui), vi era aria di bufera tra Galactus e il Dio del Tuono, nel terzo numero entreremo nel vivo della tempesta.

La decisione di divenire un Araldo di Galactus non è stata accolta con molto favore da Beta Ray Bill, alieno korbinita. Giova ricordare che quest’ultimo è recentemente apparso sulla testata de “I guardiani della Galassia” diretta dallo stesso Cates.

Prima di procedere con la recensione dello spillato occorre fare una breve premessa sul personaggio di Beta Ray Bill.
Nelle pagine di Thor n. 337 del 1983, un alieno dalla faccia equina faceva la sua apparizione ad Asgard mostrando l’incredibile capacità di sollevare Mjolnir.
Dopo dei battibecchi di rito con Thor, per provare il vero valore dell’Alieno, Odino decideva di far scontrare quest’ultimo con suo figlio. Sebbene lo scontro si fosse concluso alla pari, Odino volle donare un nuovo martello di uru all’Alieno.
Fu così che nacque Stormbreaker.
Dopo quell’evento, Beta Ray Bill sarebbe diventato uno degli alleati più capaci e fidati di Thor. Nel tempo il legame tra i due divenne così forte tanto da chiamarsi l’un l’altro con l’appellativo di “fratello”.

Lo scontro che vedremo nel terzo numero, come annunciato dal sottotitolo italiano dello spillato, è rievocativo proprio di quello scontro di quasi quarantanni fa.

Se da un lato avremo Thor, più che mai cinico e deciso ad aiutare il Divoratore di Mondi per la salvezza dell’intero Universo, dall’altro avremo Beta Ray Bill, campione di tutti coloro che una casa non ce l’hanno più.


“Si è preso la casa del mio popolo… non prenderà anche te!”

Se infatti il lettore generalmente fa il tifo per Thor, in questo numero la sua posizione verrà messa un po in crisi.

Questi non potrà fare a meno di empatizzare con Beta Ray Bill e il suo intento disperato di fare in un certo modo rinsavire il nuovo Re di Asgard.

A tutto ciò si aggiunga che Cates riesce a permeare l’epicità dello scontro,e quindi dell’intero numero, su due livelli.
Il primo poggia le basi sulle didascalie ad effetto, brevi e solenni, con cui l’Autore narra i fatti con tono omerico.

“ E là, cacofonico nella burrascosa desolazione di un mondo, il “dio” dei miscredenti sorge… con il suono del tuono”.

Il secondo livello si compone di dialoghi ed eventi diretti molto coinvolgenti, in cui i colpi di scena sicuramente non si risparmiano.

Ancora più evidente è la caratterizzazione di Thor: adesso austero araldo di Galactus deciso a qualsiasi costo nel portare a termine la sua missione.
Non importa se sarà necessario combattere gli alleati di un’intera esistenza!

A far l’occhiolino all’epicità di questo numero ci sono i disegni di Klein, ottimi ad esprimere la brutalità e la drammaticità dell’intero scontro.
Senza volere anticipare nulla, nel numero è presente una doppia splash page che mozzerà il fiato al lettore. Pertanto vi consigliamo la massima cautela nello sfogliare lo spillato.

Il Thor di Donnie Cates crea molte aspettative. Aspettative che sicuramente un autore di questo calibro non disattenderà. Sicuramente la nuova testata sul Dio del Tuono è un buon titolo da tenere in considerazione. Laddove non lo abbiate già fatto, il consiglio è quello di recuperarla e di non perdere nemmeno un numero.

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