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Thunderhead – Recensione

Thunderhead è l’atteso secondo volume della trilogia distopica scritta da Neal Shusterman. Mondadori Oscarvault, per la loro collana Oscar Fantastica ha portato anche Falce, primo libro della Trilogia della Falce.

E’ passato quasi un anno dall’ultimo Conclave delle Falci e la vita di Citra, ora Madame Anastasia e Rowan ha preso una piega molto diversa. Giovane ma compassionevole, Madame Anastasia è attualmente una Falce promettente che ha deciso di spigolare con giustizia.

I suoi modi non sono però visti molto bene dalla Compagnia che, nonostante la morte di Maestro Goddard, è ancora in preda a faide interne.

Al contrario Rowan, il fuggitivo, agisce nell’ombra spigolando tutte quelle Falci che stanno abusando in maniera scorretta del potere che hanno. La sua immunità sta però per finire e la Compagnia è disposta a tutto per fermarlo.

Un improvviso attentato alla vita di Citra e Madame Curie mette le due Falci in allerta. Anche se il nemico principale è stato eliminato, le forze che agiscono nell’ombra per conquistare il potere sono ancora forti.

Il Thunderhead, la grande intelligenza artificiale che regola le leggi di questo mondo, non può intervenire negli affari delle Falci ma può mettere sulla loro strada il giovane Greyson Tolliver che sarà disposto a tutto per aiutare le due donne.

Madame Anastasia e Rowan si ritroveranno insieme alla resa dei conti ma stavolta la salvezza sembra essere impossibile da raggiungere.

“Traggono piacere dall’illusione di essere, all’esterno, profondamente scontenti del loro scontento. Sarebbe stato crudele da parte mia negarglielo.”

Ci troviamo quasi un anno dopo la fine del precedente libro. Rowan adesso è un fuggitivo che si cela sotto un mantello nero e il nome di Maestro Lucifero per eliminare tutte quelle Falci che sfruttano in maniera imparziale il loro potere per spigolare.

Assistiamo ad alcuni momenti in cui il giovane si pone delle domande su quello che sta facendo, se sia giusto o sbagliato ergersi a giudice supremo, togliendo definitivamente la vita a Falci corrotte. Considerando però la via che ha deciso di intraprendere Rowan e tutte le conseguenze sulla psiche che le sue decisioni comportano, sarebbe stato interessante avere più momenti di riflessione.

Citra, ora Madame Anastasia, è invece diventata ufficialmente una Falce e da un anno spigola con giustizia e criterio concedendo un mese di tempo a tutte le persone per permettere di sistemare le loro questioni in sospeso. Questo suo modo di agire non è però visto di buon occhio dalla vecchia guardia del Consiglio delle Falci. Consiglio che è ancora preda di corruzione e lotte di potere.

L’attentato che subiscono Anastasia e la sua mentore Madame Curie innescherà una serie di cause ed effetto che rimetteranno in bilico tutto il Consiglio delle Falci e l’ordine mondiale. Attentato sfumato grazie al provvidenziale intervento di Greyson Tolliver, giovane ragazzo messo sulla strada delle due, in maniera indiretta dal Thunderhead stesso.

Il vero protagonista di questo secondo volume è infatti senza dubbio proprio la misteriosa intelligenza artificiale che regola il mondo. Nel primo volume ne sentiamo parlare ma non conosciamo quasi nulla di lui. Invece, nel libro che porta il suo nome, abbiamo modo di comprenderlo maggiormente.

Prima dell’inizio di un nuovo capitolo abbiamo infatti una pagina dedicata ad una determinata riflessione che il Thunderhead fa su se stessa, la sua esistenza o il mondo. Pastore amorevole che guida la sue pecorelle verso una valle sicura o implacabile dittatore che governa in solitaria il mondo. La linea sottile che divide le due cose è sempre più sottile.

Lo vediamo porsi delle domande sul suo operato e su tutto quello che ha fatto, sta facendo e dovrà fare per la stabilità e l’equilibrio del pianeta. Pianeta in cui tutto è regolato da lui che è riuscito a sconfiggere persino la morte stessa. Osservatore onnisciente dello scorrere del tempo e dello spazio lo vediamo però anche “provare” sentimenti quasi umani che si scontrano con la sua natura cibernetica.

Come da lui stabilito non può intromettersi nelle decisione prese dal Consiglio e dalle Falci stesse ma sa che alcune di loro sono importanti per il futuro. Per questo, attraverso vie alternative, mette sulla loro strada persone come Greyson che lo hanno sempre temuto e rispettato.

E’ proprio grazie al coraggio di questo giovane ragazzo, che ha totale fiducia nel Thunderhead, che gli attentati alle vite di Madame Anastasia e Madame Curie vengono prontamente disinnescati. Anche se il prezzo che dovrà pagare per questo sarà molto elevato.

Nel frattempo Rowan verrà messo davanti al suo passato e a quello che ha fatto. Un pericoloso e scaltro nemico si riaffaccia nella sua vita privandolo del suo amico e cercando di smontarlo pezzo per pezzo. Riuniti su Endura, un isola galleggiante governata dalle più alte cariche delle Falci, i destini dei due ragazzi finiscono per scontrarsi nuovamente. Il finale di questo secondo volume lascerà i lettori senza fiato.

Interessante è scoprire come, in questo mondo distopico apparentemente perfetto, i problemi  della vita quotidiana vengono percepiti in maniera nettamente diversa. Le preoccupazioni, i dubbi per un futuro incerto, la paura della morte, sono tematiche superate grazie alla vigilanza del Thunderhead. Persino la religione è vista come un qualcosa di inutile e futile. Questo mondo e i suoi abitanti non ne hanno più bisogno.

L’autore fa nuovamente riflettere il lettore sulla tematica della morte e di come venga così poco considerata. Il numero delle persone spigolate definitivamente è molto basso e la popolazione non avverte la morte come una compagna di vita.

Tutto questo rende le persone prive di quel brivido che rende la vita fugace ma intensa. Le stesse relazioni, di amicizia o di amore, rimangono superficiali e non si va mai nel profondo. Il disastro non è un’eventualità contemplata grazie all’immensa saggezza del Thunderhead. E’ lui a risolvere i problemi privando i cittadini di quel minimo di responsabilità che li rende tali.

Lo stile di scrittura dell’autore è semplice e scorrevole. Le descrizioni del mondo in cui ci troviamo non sono però particolarmente dettagliate. La pecca riscontrata anche nel primo libro è la poca caratterizzazione dei personaggi. Per quanto in Thunderhead lo sviluppo di Citra e Rowan sia più netto, non lo è abbastanza. Considerando il fatto che stiamo parlando di adolescenti, i turbamenti, le domande morali, i crolli psicologici dovuti alla situazione non sono quasi presi in considerazione.

Per concludere Thunderhead è un buon secondo libro che fa riflettere il lettore su tematiche legate alla morte e ad una vita vissuta in maniera effimera. Tutte le responsabilità dell’individuo vengono infatti assorbite e elaborate da un’entità superiore.

Che vita è se la viviamo sicuri e certi senza timori né paure ?

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