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Tower of God Vol.1 – Recensione

In cima alla torre si può ottenere tutto ciò che si desidera, gloria, poteri, immortalità, vendetta e risposte. Molti sono quelli che provano a salire ma pochi ci riescono veramente. Bam per ritrovare Rachel, la sua stella, deciderà di salire fino in cima. Edizioni Star Comics arrichisce il suo catalogo manhwa, portando uno dei webcomic più famosi e acclamati al mondo: Tower of God di SIU.

In occasione dell’uscita italiana, durante gli Star Days, Star Comics ha reso disponibile il primo volume con doppia sovraccoperta realizzata e firmata da Giacomo Bevilacqua, solo in preordine. Un’edizione brossurata interamente a colori che comprende ben 12 capitoli del webcomic.

Un ragazzo entra nella torre in cerca di una persona per lui molto importante, e la torre lo mette alla prova. Cosa lo attende al suo interno?

Se vuole trovare delle risposte, se vuole trovare la ragazza si diriga in alto.

Gli irregolari sono esseri che deviano dalle regole della torre, hanno la capacità di entrarvi all’interno e di partecipare alla scalata senza essere stati scelti; Bam, il venticinquesimo, è uno di loro. Quando Rachel lo abbandona per scalare la torre, lui in maniera misteriosa riesce ad aprire da solo le porte della torre e ad entrare così nel primo piano. Headon, l’amministratore del piano più basso della torre, gli spiega le regole della torre nonostante Bam sia un irregolare e lo sottoporrà alla prima prova.

La fortuna strizza l’occhio a Bam. Incuriosita dalle voci dell’arrivo di un irregolare, la principessa Yuri farà la sua comparsa aiutandolo a superare la prova prestandogli Marzo Nero, una delle armi della serie dei tredici mesi. Da questo momento inizia la sua scalata nella torre, ma riuscirà a raggiungere Rachel?

Dimenticami affinché io possa nascere di nuovo.

Tu cosa faresti per ottenere tutto ciò che hai sempre desiderato? Tower of God parla proprio di questo: di poter realizzare i propri sogni e desideri, ma soprattutto, avere una seconda possibilità, di rinascita. Ognuno ha un preciso motivo per ascendere sulla torre, e pur di riuscirci sono disposti a tutto, anche uccidere senza esitazione. La selezione può ricordare Hunger Games o Battle Royale, ma con questi Tower of God c’entra ben poco, perché lo scopo non è quello di avere un unico vincitore. Quelli che riescono nell’impresa sono pochi proprio perché le prove sono estremamente difficili.

Leggendo ci si accorge che SIU ha palesemente preso spunto per la Torre di Dio dalla Torre di Babele, modificandola e riadattandola in uno stile moderno ed estremamente tecnologico ma allo stesso tempo mantenendo degli elementi fiabeschi. Se la Torre di Babele viene utilizzata come simbolo di distinzione e superiorità dell’uomo rispetto agli altri esseri, la Torre di Dio diventa simbolo di inclusività delle varie culture e popolazioni che vi vivono all’interno. Al suo interno, infatti, vivono una gran quantità di esseri. Questi si suddividono in tre macro gruppi: specie umanoidi, animalesche e insolite. Tutti convivono nella torre, e nonostante ognuno abbia la propria lingua, possono comunicare grazie a delle sfere chiamate pocket. Questa tecnologia avanzata aiuta a comunicare l’uno con l’altro abbattendo la barriera linguistica, il contrario di ciò che avviene nel mito della Torre di Babele.

Nell’oscurità più nera lei era la mia stella.

Bam non conosce nulla di questo mondo, è nato e cresciuto nell’oscurità, in completa solitudine. L’arrivo di Rachel per lui è stato essenziale perché lei, come una stella, ha portato la luce nella sua vita. Gli ha insegnato nuove cose come ad esempio parlare e scrivere, raccontandogli del mondo esterno; gli ha insegnato anche a provare il calore umano. Bam è anche simbolo di purezza perché, come una gemma preziosa nascosta agli occhi di tutti, non ha mai provato sentimenti come l’odio o l’invidia. Non riesce a vedere il male nelle persone perché non l’ha mai conosciuto.

Ogni personaggio che incontrerete non è lasciato al caso, tutti sono importanti e ognuno ha un ruolo ben preciso che si incastra perfettamente nella narrazione. A maggior ragione è importante collaborare per scalare la torre, ma di chi ci si può fidare veramente? Bisogna ricordare che in questo gioco si è pronti a tutto per far avverare il proprio desiderio.

Il world building è geniale e strepitoso, la caratterizzazione è unica. L’ambientazione è in bilico tra il biblico e il fantascientifico, in cui elementi come antiche armi sacre, shinsu e tecnologie all’avanguardia coesistono in una narrazione che funziona. La trama non ripete stereotipi del genere fantasy, Bam sa di essere debole ma la sua determinazione è così forte da spingerlo ad affrontare un’impresa apparentemente impossibile. Il disegno riprende le linee spigolose tipiche dei manhwa anche se lo stile dell’autore è acerbo, ma che migliora nettamente andando avanti con l’opera. Le tavole a colori e la trama vanno a colmare ampiamente questo elemento, coinvolgendo il lettore senza rendersene conto.

Leggendo Tower of God vi renderete conto di avere tra le mani un’opera unica nel suo genere, in cui ogni elemento è studiato nei minimi dettagli al fine di stupire il lettore con colpi di scena inaspettati. SIU è riuscito a trasformare un racconto biblico in un’opera che riesce ad incantare il lettore più pretenzioso, creando un mondo ed un sistema unici nel genere fantasy.

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By Aurora Gotti

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