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Trese – Recensione

Quando le indagini si fanno complicate e il razionale cede il posto al sovrannaturale, ecco comparire Alexandra Trese. Affascinante quanto impeccabile detective specializzata nell’occulto, che si muove con familiarità tra terrificanti creature che appartengono a quell’intrigante e misteriosa sfera della tradizione culturale filippina. Edizioni Star Comics porta in Italia il fumetto filippino, scommettendo su Trese, uscito il 22 Settembre, che riprende le storie tipiche della mitologia di questa terra, reinterpretate in chiave moderna. È possibile trovare il primo volume anche in una bellissima cover variant limited edition con sovraccoperta con effetti cold foil ed embossed.

Quando il sole tramonta nella città di Manila, è meglio non sbagliare strada, rischiando di finire in quel lato poco illuminato, tra aswang succhiasangue, giganteschi kapre ed engkanto magici. Se un crimine è atipico, la polizia chiama Alexandra Trese, infallibile detective specializzata in sovrannaturale.

Tradizione e modernità

La mitologia filippina è una tradizione orale che viene tramandata dai genitori ai figli e ancora oggi esistono persone che credono in tali entità. Proprio da questi presupposti nasce Trese. Per ammissione dello stesso autore, Budjette Tan, la sua infanzia è stata caratterizzata da storie di fantasmi e racconti di Aswang. Con queste premesse non poteva che mettere in scena storie eccitanti come quelle raccontate nel fumetto. Alexandra Trese rappresenta quella linea di equilibrio tra il mondo umano e quello sovrannaturale. Su questa linea ci passeggia con naturalezza come se queste creature le conoscesse profondamente. Un’eredità paterna dalla quale la ragazza sembra prendere le distanze. Da qui si snodano numerose domande, alle quali però non è data risposta. Chi era il padre? Qual era il loro rapporto?

Il fumetto è di natura horror/mistery, un poliziesco di struttura episodica. Al centro di ogni vicenda la protagonista altera, quasi algida, con sfrontatezza e una sicurezza quasi irritante, si destreggia a risolvere i casi che la polizia ritiene fuori dalla sua portata. Impareremo a conoscere creature ignote ma allo stesso tempo così familiari, che stuzzicheranno la vostra fantasia. Forse tireranno fuori qualche recondita paura oppure la sicurezza di Alexandra Trese vi farà fare pace con la vostra parte bambina che aveva ancora paura dei fantasmi.

“Sai, ogni volta che tuo padre parlava degli “inferi” mi faceva venire i brividi e mi sforzavo di non fare domande”

Trese prende il folklore e lo contamina con elementi di modernità legati alla cultura pop. Il volume è realizzato graficamente in uno stile che richiama i fumetti anni 80′. Ai più appassionati, potrà sembrare di riconoscere il mood di un Dylan Dog in gonnella. Il primo volume introduce il lettore in una Manila brulicante di cupe minacce. L’intelligenza narrativa sta nel non lasciare chi legge a brancolare nel buio, in un groviglio di nomi e esseri sovrannaturali così lontani dalla nostra cultura. Ma riesce a prendere il lettore per mano, intervallando ogni storia con interessanti schede di approfondimento.

Il ritmo è stranamente rilassato per essere un volume horror. Ma ciò non deve trarre in inganno, rilassato non equivale a noioso. In un gioco di contrasti, la protagonista è talmente a proprio agio nel bel mezzo di situazioni atipiche da far entrare il lettore in uno stato di calma apparente, in contrapposizione alla ruvidezza dei disegni in bianco e nero. KaJo Baldisimo gioca coi contrasti, volti chiarissimi e inchiostrature nero pece che danno al volume quella ambientazione noir che si sposa perfettamente con le storie. I disegni che prendono ispirazione in alcuni momenti dai comics americani sembrano realizzati a penna, finemente tratteggiati. In alcune tavole sfiorano il realismo, specialmente nella realizzazione dei volti.

I punti a favore di Trese sono molti, ma quello che colpisce maggiormente l’attenzione è la protagonista. Scaltra e sicura di sé, non ha paura di sfidare gli Inferi. Dimostra di essere totalmente padrona della situazione soprattutto quando si mescola alle creature sovrannaturali che di contro le dimostrano un rispetto inaspettato. Quello di cui il fumetto è un po’ carente è la storia. Non si sa niente della protagonista e del suo passato. Qualche elemento è intuibile andando avanti con la lettura, ma poco per saziare la curiosità del lettore.

Da fumetto ad anime di Successo

Dal fumetto Netflix ha tratto una serie animata di successo che indubbiamente ha contribuito a spingere anche la versione cartacea a livello Internazionale. I fumetti filippini infatti sono per la maggior parte autoproduzioni. Avrà il fumetto lo stesso successo dell’anime? Staremo a vedere. Le carte giuste per ottenerlo non gli mancano. Alla fine del volume è inoltre possibile trovare un interessante approfondimento sui fumetti filippini e una postfazione realizzata dall’autore Budjette Tan. Ora non vi resta altro che prendere coraggio e addentrarvi nelle suggestive credenze della cultura filippina.

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By Filomena Addivinola

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