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Tristerio e Vanglorio – Recensione

Tristerio e Vanglorio

Federico Fabbri e Francesco Catelani trasportano i lettori in una sconosciuta regione di un lontano e fantastico mondo, dove il medioevo, la cultura pop, l’allucinazione e, tra le righe, lo steampunk si fondono e creano qualcosa di nuovo e bislacco: si parla, oggi, di Tristerio e Vanglorio, opera targata Edizioni BD.

Un cavaliere esperto e un giovane scudiero vagano per un mondo fantastico salvando principesse, conquistando tesori e cercando di far rispettare la giustizia… o almeno ci provano. I due vanno infatti in cerca della fama, ma l’obiettivo non sarà affatto facile da conquistare. Sulla loro strada si porranno altri contendenti spietati, inquietanti mostri e soprattutto sventure di ogni tipo! Il libro a fumetti di debutto di Francesco Catelani e Federico Fabbri è un concentrato di comicità surreale e fantasy allucinato. I due giovani autori mixano con audacia influenze che vanno dai Masters of the Universe a L’armata Brancaleone, passando per il primo fumetto in rima di inizio Novecento. Mostrano così uno spirito tanto goliardico quanto visionario e un occhio attento alla tradizione della letteratura cavalleresca, che si manifesta nella creazione di un linguaggio originale e intrigante.

Questo recita la quarta di copertina che, per onestà intellettuale, deve essere definita come molto generalizzante. Tristerio e Vanglorio è, infatti, molto più di questo.

Sviluppo della trama e dei personaggi

Si tratta di una trama apparentemente semplice, che segue le linee guida del romanzo cavalleresco, dove i personaggi sembrano un susseguirsi di comparse. Al lettore critico, però, non si nasconderà la vera natura di analisi dei personaggi: un’umanità profonda e a tutto tondo, segnata e piegata inevitabilmente da una società che non li accetta. Seguire (o inseguire) le orme della Fama, rappresentata come mostruosa creatura a metà tra il terrificante e il divino, è il primo scopo del protagonista, Ser Tristerio.

Questo obiettivo, però, si dispiegherà, prendendo multiple sfaccettature nel corso delle pagine. Se all’inizio la missione è recapitare un messaggio, il messaggio stesso diventa un mezzo di analisi sociale e personale alla fine del racconto. La particolare presenza di una moltitudine di giovani e bambini, sia tra i personaggi principali che tra le comparse, è un mezzo dell’autore per sottolineare lo stacco dato dall’età di Tristerio, ormai anziano e pieno di insegnamenti, baluardo della cavalleria medievale.

Egli, visto apparentemente come vetusto e anacronistico, si scontra con la spavalderia delle nuove generazioni di cavalieri dal petto gonfio e dall’ego smisurato, bramose anch’esse di incontrare la Fama. I bambini, spesso rappresentati come lumi di contemporaneità, sono il mezzo per cui il lettore entra nella storia, un buco della serratura, un occhio critico spesso non considerato, dal quale trovare soluzioni. Queste possono però essere trovate se e solo se i “grandi” ripongono fiducia nelle menti giovanissime.

La critica sociale e il gioco col lettore

Come detto poc’anzi, la condizione della contemporaneità è riportata nello sgangherato universo di Tristerio e Vanglorio. Un po’ seguendo le orme di La Fontaine, Federico Fabbri e Francesco Catelani mascherano grandi mali del nostro mondo con volti (se non di animali) bizzarri e considerati “estranei”. Così, tra le righe, si sviluppa un’aspra critica sociale, che spazia incredibilmente tra i temi scottanti di oggi. Dalla fame di popolarità (rappresentata dai giovani cavalieri e dalla figura mitica di Vanglorio), passando per il ruolo delle giovani generazioni, costrette obtorto collo a seguire anacronistici canoni per colmare le aspettative degli adulti, arrivando alla saggezza spesso non considerata degli anziani. Ma non è tutto qui. Ogni volta che si cercherà di rileggere l’opera, questa regalerà nuove prospettive, nuove analisi, nuove critiche. Non sarà mai una noiosa, anzi, coinvolgerà il lettore in una caccia al tesoro alla ricerca di temi, sottotesti e collegamenti metaletterari.

I disegni

I disegni di Tristerio e Vanglorio sono psichedelici, coloratissimi e dalle espressioni esagerate. I cambi di palette o la compresenza di tantissime sfumature cromatiche differenti, hanno sempre un messaggio alle spalle, celano sempre qualche significato nascosto, in linea con il senso dell’opera cui si faceva poco prima riferimento. Per quanto concerne le griglie, sono tendenzialmente regolari e rendono ordinate anche le pagine più colorate.

Tristerio e Vanglorio è un’opera pubblicata da Edizioni BD, realizzata da Federico Fabbri e Francesco Catelani, che porta i giovani adulti a riflettere sulla vita, sull’esperienza e sulla condizione in cui versa la società contemporanea. Strizzando l’occhio alla cultura pop e immedesimando il lettore in un mondo bizzarro e al limite dell’assurdo, quest’opera è consigliata per una lettura (e rilettura) mai scontata.

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By Alessia Ferri

Nero profondo, angoscia esistenziale, letteratura e autoironia, fusi insieme per creare l'essere imperfetto più impeccabile. Ascoltatrice di musica, divoratrice di libri, fumetti e, al bisogno, anime innocenti. Intellettuale per scherzo, cresciuta a pane, pc distrutti e cartoni degli anni '70/'80; sollevatrice di polemiche, ricercatrice di senso nel no-sense, accanita sostenitrice dello splatter, studentessa di Lettere Moderne a tempo perso.

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