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Troppo Facile Amarti in Vacanza – Recensione

Troppo Facile Amarti in Vacanza, di Giacomo Keison Bevilacqua, segna il grande ritorno del fumettista italiano classe ‘83 già noto per il suo A Panda Piace (2008).

Importante non dimenticare dei numerosi riconoscimenti ottenuti da questo artista, come il Premio Micheluzzi per il miglior fumetto online, il “Premio lettori Feltrinelli” ai Gran Guinigi del Lucca Comics 2017 per “Il Suono del Mondo a Memoria” o il premio Gran Guinigi come Miglior Serie a Lucca Comics 2020 per Attica.

Lo scorso 13 maggio Bevilacqua ha pubblicato la sua seconda graphic novel intitolata “Troppo Facile Amarti in Vacanza”, edita da BAO Publishing in un formato cartonato 17×23.

In quest’opera potremo osservare una realtà distopica, descritta attraverso gli occhi di Linda, protagonista del fumetto, che porterà il lettore ad immergersi in un viaggio di rivelazioni in bilico tra storie del passato confuse con la realtà moderna.

Il tratto leggero e morbido che delinea i personaggi trasmette un messaggio al lettore molto più intenso e profondo rispetto alle parole stesse che ci troveremo a leggere. Si riesce perfettamente ad intuire il tipo di personaggio che abbiamo di fronte osservandone le fattezze, e questo lo dobbiamo ad una grande capacità da parte di Bevilacqua.

Il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle

Le prime pagine che intercorrono nel primissimo capitolo sono dei tesori per gli occhi di tutti gli estimatori della città Eterna, nelle quali possiamo godere appieno dei meravigliosi paesaggi romani. Si passa da queste splendide sequenze cittadine a quelle casalinghe dove Linda, seguita dalla sua fedele amica Follia, una cagnolona tenerissima e molto intelligente, decidono di intraprendere un viaggio zaino in spalla per l’Italia abbandonando una vita apparentemente normale e flat. Ciò che spinge Linda ad intraprendere questo percorso è una ricerca di sé stessa, un sé più intimo, più profondo, che la catapulterà in realtà a lei sconosciute e all’apparenza misteriose e talvolta più oscure rispetto a ciò che già conosce. Il coraggio di questa ragazza nell’iniziare quest’avventura è il tema principale e solo partendo da questo sarà possibile comprendere al meglio l’evoluzione di questo splendido personaggio.

Affiancata da una guida spirituale interna e facente parte del suo passato, Linda farà leva sui suoi sentimenti più puri e sereni, cercando di abbattere quelle barriere retrograde e disumanizzanti che hanno reso il mondo di Linda un posto dal quale scappare.

“Trova il bello, prima che il brutto trovi te.”

Abbandonare la via e smarrirsi in una città… oscura

Il mondo agli occhi di Linda appare spoglio, vuoto, quasi inabitato, un luogo brutto dove ogni traccia di bontà e umanità sembra essere stata totalmente spazzata via. A pochi chilometri di distanza dal Lazio, Linda arriverà nella meravigliosa Toscana, la culla del Rinascimento e del cibo, ma ciò che troverà lì non assomiglia neanche lontanamente alla regione rigogliosa e ridente che tutti conosciamo. Gli abitanti infatti, o meglio, quei pochi che rimangono sembrano essere usciti da un qualche girone infernale Dantesco, imbruttiti da fame ed ignoranza, vedono Linda e Follia come due estranee da riprovare e disdegnare. Un luogo inghiottito da credi bigotti ed obsoleti è la perfetta cornice di una città fantasma dove i suoi abitanti sono nient’altro che persone vecchie e malvagie, corrotte dalla crudeltà e dalla discriminazione che faranno da apripista ad una serie di situazioni paradossali nelle quali Linda si imbatterà.

Le poche parole che intercorrono da un capitolo all’altro lasciano quel silenzio riflessivo tanto pesante quanto le depravazioni e le distorsioni dell’animo umano che vengono mostrate. L’artista, attraverso le gambe di Linda, accompagna il lettore in un viaggio fatto di degrado ed impoverimento non tanto in senso economico, quanto in senso intellettuale, sociale e politico, derivante da una immoralità della condizione umana.

Le apparenze ingannano

Troppo Facile Amarti in Vacanza è una graphic novel che da una parte denuncia la discriminazione di genere ma soprattutto mette in luce quello che è uno dei fenomeni più controversi del nostro secolo: i social.

L’arma letale del social network, messo in mano all’animale “sociale-parlante” quale l’uomo, risalta il più delle volte l’effimerità dell’essenza interna delle persone, ambendo all’apparire esteticamente perfette piuttosto che intellettualmente di sostanza. Linda, in un passaggio cruciale della sua avventura, testerà con mano la superficialità di questo apparire affrontando esseri avidi ed ingordi di potere, che si imbellettano della vuotezza di chi sceglie le apparenze. Troppo Facile Amarti in Vacanza è anche questo, un attacco al consumismo odierno in quanto realtà sulla quale identificarcisi.

Chi troppo vuole nulla stringe

Tra le tante figure che appaiono in Troppo Facile Amarti in Vacanza, Linda scopre sempre di più la mostruosità degli esseri umani, sperimentando su sé stessa il risultato di essa attraverso personaggi avari, ricchi presuntuosi di poter comprare tutto e tutti, egoisti e lussuriosi, che fanno della loro cupidigia una caratteristica vitale che per altro spesso gli si ritorcerà contro in ogni modo.

Il viaggio di Linda culminerà con un plot twist che porrà il lettore a farsi delle domande alle quali solo cogliendo quegli sprazzi di luce passata, pura e candida, riusciranno a trovare una risposta.

Dove le parole finiscono, inizia la musica

Questo è un racconto che prende forma anche grazie alla scelta musicale che Bevilacqua aggiunge ad ogni suo capitolo, utilizzando le hit musicali italiane più in voga del momento, perché in fondo questo viaggio di scoperta è anche il nostro. Passando da autori come La Rappresentante di Lista a Le Luci della Centrale Elettrica, Bevilacqua ci porta a conoscere anche un suo gusto personale, condividendo con i suoi lettori un genere musicale di nicchia e ricercato.

Non solo Linda e Follia partono alla volta di un’avventura che scardinerà tutte le loro certezze finora, ma è un viaggio che riesce a raccontare la disillusione e l’amarezza attraverso il coraggio di urlare al mondo una rabbia che soffochiamo internamente da troppo tempo. In questo senso la musica fa da supporto a questo grido di rabbia, e che, presente in ogni occasione, accompagna gli esseri umani da secoli.

Conclusione: E come Dante perso per una selva oscura, anche Linda si perderà, in un vortice di emozioni e situazioni dalle quali la nostra beniamina proverà ad uscirne più forte, più consapevole.

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By Maria Carlotta Sotgia

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