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Trovautore 2021

Si è da poco conclusa nella città termale di Fiuggi, Trovautore 2021, la VI Rassegna letteraria della piccola e media editoria, una fiera del libro che può permettersi di vantare la presenza di un gran numero di case editrici, dimostrandosi così un evento di grandi dimensioni la cui presenza va a coinvolgere anche amanti della lettura provenienti da tutte le altre zone della Ciociaria. Coprendo per intero i giorni 16, 17 e 18 luglio 2021, l’evento di Trovautore si svolge infatti sempre durante il periodo estivo, favorendo il coinvolgimento di più persone nell’uscire di casa durante il fine settimana e passeggiare per Parco Helmstedt nei pressi della famosa Fonte Bonifacio, luogo in cui sono posizionati infatti alcuni dei numerosi stand delle case editrici partecipanti, il cui numero aumenta di anno in anno e che in questa edizione del 2021 sono state ben 35.

Sfortunatamente durante queste tre giornate appena trascorse il tempo atmosferico non ha giocato a favore della rassegna letteraria: il maltempo ha comportato come conseguenza anche l’annullamento della presentazione di un libro durante la sera di venerdì 16 luglio. Durante la giornata di domenica, tuttavia, il sole ha fatto capolino tra le nuvole abbracciando e accogliendo la gran quantità di turisti giunti appositamente in città per curiosare ed acquistare nei vari stand libri da portare a casa.

Misure di sicurezza

Ormai diventate parte integrante della vita quotidiana sono le norme anti-Covid, specialmente trattandosi di un evento come Trovautore 2021 che ha richiamato a sé molte persone. Opportuno da sottolineare è l’efficienza che i giovani membri dello staff di Trovautore e gli stessi venditori hanno mostrato al fine di favorire il mantenimento della sicurezza all’interno di ogni stand, in relazione alla distanza e l’utilizzo delle mascherine indossate dagli ospiti e clienti e, nel caso richiedessero di voler sfogliare i libri o fumetti esposti, venivano invitati a disinfettarsi le mani utilizzando gli appositi contenitori di gel disinfettante messi a disposizione all’interno di ogni singolo stand.

I componenti dello staff sono stati particolarmente attenti anche nei riguardi di chi volesse presenziare agli appuntamenti letterari con gli autori e editor, misurando loro la temperatura con un termometro frontale all’ingresso, in uno spazio separato dagli stand di libri. Le presentazioni sono infatti avvenute all’interno della Fonte Bonifacio stessa, in un gazebo la cui larghezza ha permesso di contenere un gran numero di spettatori senza andare contro le norme di sicurezza anti-Covid in quanto a distanza, con la conseguente sanificazione di sedie e microfoni a fine di ogni presentazione. La struttura ha avuto la sua efficacia come riparo dal vento e dalla pioggia per gli ospiti, soprattutto se si considera che in questi tre giorni di maltempo la funzione di scudo contro le gocce d’acqua è stata sicuramente molto utile.

Presentazioni letterarie

Quest’anno molti sono stati gli autori che si sono presentati per esporre le proprie pubblicazioni, con l’obiettivo di esplicare meglio le idee, impressioni e motivazioni che li hanno spinti a dare loro voce attraverso carta e penna. Può quasi trapelare una sorta di correlazione tra alcuni di questi libri, un legame costruitosi sulla base degli elementi chiave che ne fanno da collante. Prendendo come primo esempio la presentazione de I segreti della Ciociaria, una raccolta di racconti edita da Idrovolante edizioni e da Rudis edizioni, la cui composizione è stata il frutto di un contest letterario organizzato con l’obiettivo di riscoprire il territorio ciociaro. Sono stati infine scelti più autori, i quali si sono cimentati nel realizzare una serie di aneddoti, storie molto brevi legate alla terra della Ciociaria, al suo passato, alle sue credenze, a ciò che è stato e che ora non è più.

Allo stesso modo per Come eravamo, romanzo edito da Francesco Brioschi Editore e scritto da Maria Rosaria Valentini. Qui l’autrice si sofferma su di un aspetto storico assai sconosciuto ma di notevole importanza e che va a legare proprio la terra ciociara. Un elemento connesso all’arte, alla pittura che ha condotto molte giovani contadine ciociare ad abbandonare la loro quotidianità, il loro nido sicuro per seguire i pittori che le richiamavano a sé in qualità di modelle, non solo in città italiane ma anche europee come Londra e Parigi in un periodo che va a cavallo tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900. La bellezza arcaica delle due giovani protagoniste del romanzo sarà il motivo culminante che le porterà ad abbandonare la loro vita legata alla campagna nella Valle del Comino per seguire il pittore che le ha scelte come modelle da ritrarre nella lontana e sconosciuta capitale francese. Perché i romanzi servono anche ad ampliare le proprie conoscenze relativamente ad argomenti storicamente accaduti ma quasi del tutto sconosciuti al giorno d’oggi, scoprire ma anche ricordare eventi ormai passati.

L’importanza del ricordo permette un confronto generazionale non solo con epoche più lontane come in Come eravamo, ma anche più vicine: è il caso Nani di borgata, scritta da Giuseppe Baccaro per Aporema Edizioni, che sposta l’attenzione sulla Roma degli anni’50, una città che si sta lentamente riprendendo dagli orrori e le difficoltà della guerra e nella quale i bambini, i nani appunto, vivono spensierati.

Nel suo romanzo Giuseppe Baccaro, attraverso i ricordi del protagonista Peppepippa, pone l’accento su molti aspetti dell’infanzia, su come vivevano quei bambini che non possedevano nulla se non una fervida immaginazione. Nessuno aveva giocattoli veri se non creati con le loro stesse mani e attraverso l’infallibile mezzo della fantasia. Non era percepita la mancanza di qualcosa, bastava l’immaginazione per essere felici. Da Nani di borgata trapela una grande nostalgia per il passato, per gli anni giovanili passati in un periodo così diverso da quello attuale dove c’è tutto ad eccezione dell’immaginario. Quei ricordi tuttavia scaldano il cuore, rendono felice l’autore e il suo stesso personaggio perché non c’è niente di negativo nel lasciarsi andare alle sensazioni vissute in un’epoca conclusa da tempo.

Ciò non toglie quanto sia altrettanto interessante accogliere la presentazione di un’opera che va a focalizzarsi su questioni odierne ed è il caso di Piovono bombe, quarto libro del giornalista Stefano Iannaccone e pubblicato da Les Flaneurs Edizioni. Oltre a dimostrarsi un romanzo che va a sottolineare l’amore e anche la contrapposizione tra i due fratelli protagonisti, la storia è anche un modo per raccontare della guerra in Siria visto come elemento presente ma non dominante perché non si tratta di un libro sulla guerra in Siria e lo stesso titolo potrebbe trarre in inganno visto che non è stato ideato dall’autore per collegarlo al tema del conflitto armato. L’opera è volta comunque a instillare la curiosità nella mente del lettore relativamente ad un fatto attuale di cronaca ancora in corso.

“Era una terra di piaceri intorpiditi, di sogni ondeggianti dinanzi agli occhi semichiusi”

La particolarità di Trovautore 2021 sta tuttavia nella presentazione di argomenti capaci di esprimere più forme d’arte, elementi assai variegati e che quindi non sono portati a ricoprire esclusivamente la sfera legata alla letteratura ma vanno a coinvolgere anche quella del fumetto e della poesia. Il caso di Versi Vegetali, un’antologia poetica edita da Homo Scrivens Edizioni e scritta da più autori, alcuni dei quali presenti durante la presentazione. Il rumore leggero della pioggia che cadeva con delicatezza sull’erba durante la lettura di Versi Vegetali, accoglieva gli spettatori all’interno di uno spazio senza tempo, in cui si poteva respirare un’atmosfera quasi dannunziana favorita dalle gocce d’acqua che quasi accompagnavano le parole presenti nei versi, pronunciate con sentimento dai giovani autori.

Realizzata dalla giovane scrittrice e illustratrice Diana Daniela Gallese è inoltre La leggenda di Sleepy Hollow edita da Milena Libri, una piccola realtà indipendente. Trattasi di una graphic novel la cui trama si basa sulla leggenda folkloristica di Sleepy Hollow che negli anni ha subìto diverse interpretazioni come ad esempio il film prodotto da Tim Burton. Diana Daniela Gallese ha avuto esperienze anche relativamente a libri per l’infanzia ma qui ha deciso di focalizzarsi riguardo un racconto e uno stile illustrativo più per adulti, studiato come se si trattasse di una fiaba ma con temi macabri e oscuri e risultato di un’intensa ricerca di miti legati alla storia stessa di Sleepy Hollow. Attraverso le tavole realizzate a carboncino e acquarello, gli spettatori sono stati immersi nell’ambiente oscuro della storia con immagini metaforiche ed elementi di stregoneria.

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By Claudia Onorati

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