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Undiscovered Country Vol. 1 e 2 – Recensione

Negli ultimi mesi del 2020, quasi per rendere meno amara la situazione che si sta vivendo, Saldapress ha pubblicato in Italia il primo volume di Undiscovered Country, intitolato Destino. Questo dopo una forte campagna pubblicitaria, partita già dai primi mesi dello scorso anno, a cui lo stesso Robert Kirkman (Invincible, The Walking Dead) ha dato voce, arrivando a porre un delicato paragone. L’opera ideata da Scott Snyder e Charles Soule ha tutto il potenziale per divenire l’erede di The Walking Dead, che ricordiamo essere arrivato alla parola fine, dopo quindici anni ininterrotti di pubblicazione, proprio verso la fine di quell’estate. Sicuramente si tratta di una grande responsabilità, ma che ha sicuramente amplificato l’interesse e le aspettative per il progetto.

Si arriverà a percepire la stessa profondità? Anche con le sole relazioni tra i personaggi? Questo solo il tempo potrà dirlo. Ma, nel frattempo, con l’uscita questo aprile anche del secondo volume, Undiscovered Country Unità, si possono tirare le prime somme.

Entrambi i volumi sono disponibili con una copertina regular e due variant cover. Nel primo volume siamo stati omaggiati dalla splendida variant, in rilievo, come ci vizia Saldapress, di Greg Capullo. Per quanto riguarda il secondo cartonato è il connazionale Matteo Scalera a regalarci una splendida e terrificante copertina.
Infine, nello shop online ufficiale di Saldapress è possibile reperire un’edizione limitata a 500 copie con allegate delle rievocative cartoline delle maggiori città di quel che è la nuova America.

Un muro non è mai la soluzione

“Comincia un viaggio in una regione sconosciuta un tempo chiamata Stati Uniti d’America, ora avvolta nel mistero e letteralmente chiusa dietro un muro. La cosiddetta terra delle libertà ha infatti scelto di isolarsi dal resto del mondo che ora, però, è stato colpito da un virus terribile che causa migliaia di morti ogni giorno e ha alterato la vita sulla Terra per sempre. 
Forse dietro quel muro è stata trovata una cura… Un gruppo di scienziati, soldati e diplomatici cercano di penetrare il muro che impedisce ogni contatto con gli Stati Uniti. Impegnati a sopravvivere in questa strana e pericolosa terra inesplorata, i membri della spedizione capiranno come una missione tanto importante possa cambiare per sempre le loro vite e quelle dell’intera specie umana.”

Un team ricco, dalle fondamenta italiane

Il team al lavoro non ha certamente bisogno di presentazioni. L’idea del progetto nasce dalla volontà di Scott Snyder e Charles Soule. Un’idea nata attraverso la loro amicizia, sviluppata nel corso degli anni e infine concretizzata. Un’idea folle, la cui nascita era costantemente rimandata a causa dei rispettivi impegni con altri progetti ed editori.

Scott Snyder è un fumettista ormai acclamato ed autore di diversi cicli di storie sul Cavaliere Oscuro. Charles Soule non n’è da meno. Ai disegni l’italiano Giuseppe Camuncoli (Swamp Thing, Hellblazzer, Dylan Dog Color Fest, The Amazing Spider-Man) a cui collaborano per la rifinitura i giovani Daniele Orlandini e Leonardo Marcello Grassi.

Ad ultimare il tutto, il fondamentale lavoro alla colorazione di Matt Wilson, uno dei più richiesti nel suo campo. Una scelta precisa e giustificata dal lavoro finale. Il suo stile si sposa perfettamente a quello che il racconto vuole trasmettere.

Una storia riscritta

Undiscovered Country si presenta con un primo numero, Destino, che presenta un mondo ricco d’elementi e variegato. La storia dell’umanità ha preso una strada diversa da quella che conosciamo. È stata riscritta. Una delle prove è in un fatto storico stravolto scritto alla fine del volume Unità.

In appendice ai volumi viene riprodotta una linea del tempo che riporta e descrive gli eventi che hanno portato all’isolamento e le conseguenze di esso. La ridistribuzione della popolazione, la creazione delle zone e dei nuovi muri, scoprendo la causa del cambiamento ecosistemico.

In questo universo narrativo il pianeta è sopravvissuto ad ulteriori due Guerre Mondiali e si ritrova diviso in due imperi che, ora, alla fine di tutto, dovranno coalizzarsi per impedire la caduta del cielo sulla superficie. L’incipit è chiaro e tragico. All’umanità restano solamente una manciata di mesi prima dell’estinzione. Una pandemia, causata dal virus Sky, sta decimando la popolazione. A ciò non esiste cura, se non eliminare i contagiati per una speranza di rallentarne la diffusione.

Quello di Undiscovered Country non è un mondo troppo diverso dal nostro. L’uscita è capitata a pennello con la situazione pandemica che stiamo attraversando. Ma sono anche le numerose metafore ed elementi simbolici inseriti nella storia che rappresentano, attraverso uno specchio distorto, il nostro mondo. Basti pensare ai muri eretti per non consentire il passaggio a nessuno. Quanti ce ne sono ancora? Qui sono proprio gli Stati Uniti, la Terra della Libertà e delle Opportunità, a chiudersi dietro ad una barriera invalicabile.

La speranza è nell’Aurora

Un’umanità prossima all’estinzione, un Paese isolato da più di trent’anni dal resto del mondo ed una possibile cura, al virus, nel cuore dell’America che sembra aver dato le spalle a tutti. Quel cuore ha contattato il mondo al di fuori del muro. Ha consentito l’ingresso ad un gruppo prestabilito per fornire la soluzione a tutti i problemi. Quel cuore ha un nome… ed è Aurora. Ma chi, o cosa è Aurora?

“Le guerre, i vostri due Imperi, l’Alleanza Euroafricana e la Zona di Prosperità Pas-Asiatica… Alleati e zonali, freak e zoppi. Abbiamo visto tutto… anche la malattia che state affrontando”

…ma il tempo è il fulcro

Con questa lunga introduzione ha inizio l’opera di Scott Snyder e Charles Soule con una squadra, riunita per l’occasione, scelta da una misteriosa profezia, viene portata al di là del muro. Ma tutto non è che una scommessa. Non c’è alcuna prova sulla fattibilità, anche se l’obiettivo, nella teoria, è semplice. In fondo hanno ricevuto un invito. Ma non può mai esserci qualcosa di facile. Soprattutto se al tutto vengono aggiunti e sommati un susseguirsi di intrighi, doppi giochi, celati da una moltitudine di segreti.

“…negli ultimi trent’anni, l’America sia regredita in… lascia le legga le tue stesse parole… una terra aliena, divisa in zone differenti, ognuna con una sua flora e fauna completamente indipendenti dalla normale ecologia. Nuove creature, nuove strutture sociali, una nuova geografia.”

Dietro la struttura di cemento e acciaio che percorre per intero l’ex Stato Federale le cose hanno preso una piega inaspettata. L’evoluzione ha preso una strada nuova ed inesplorata. In Undiscovered Country gli Stati Uniti non esistono più e sono ora divisi in diverse zone, collegate da una spirale che coinvolge nel centro. Un’atmosfera che potrebbe ricordare, per i fan Marvel, le Terre Desolate (Mark Millar Old Man Logan).

Ma non è solo quel che si cela all’interno ad essere anomalo. Come si scoprirà fin da subito, lo è anche lo scorrere del tempo. Fuori possono essere passati tre decenni, ma dentro… dentro ne sono trascorsi molto di più. È il tempo uno dei fulcri della storia. Il countdown alla fine della razza umana. Il portare a compimento la missione il più in fretta possibile per ottenere la cura. Lo scorrere stesso della quarta dimensione. Se fosse la stessa spirale a determinare la velocità del tempo? Una base col potenziale di anni di storie. E si tratta solo della punta di un iceberg.

Il sogno americano non può morire

“Il personaggio dello Zio Sam è stato creato durante la guerra civile. E fu stranamente adottato da entrambe le fazioni. Decisamente una personalità conflittuale.”

Dopo che il primo volume ha presentato, quasi freneticamente, un’ambientazione confusionaria, il secondo cartonato inizia a fornire, in piccole dosi, risposte a quel che è accaduto. Diversi flashback mostrano la struttura sociale che si era creata a seguito dell’isolamento, la nuova divisione dei territori nelle 13 colonie originali del Nuovo Mondo e l’attuale spirale. Ogni territorio si fonda sui suoi principi ed ognuno lavora a supporto delle altre zone, per un bene comune. Ma, anche dietro un fine positivo, l’umanità non conosce altro che muri.

Questo recente passato è ben lontano del presente di cui leggeremo. Cosa ha portato all’accelerazione che ha cambiato il volto degli Stati Uniti? Una cosa è certa. Quel che è stato è ancorato a quel che ora è. Relazioni che sembravano morte trent’anni fa sono più vive che mai. Ma il vero scopo dell’isolamento, nell’intento della creazione della Soluzione, ha subito degli intoppi. C’è qualcuno che trama alle spalle? È qualcosa da tenere in considerazione osservando gli sviluppi di questi primi due volumi. Ma la risposta è ancora molto lontana.

L’America delle Terre Selvagge di Undiscovered Country

Dopo aver attraversato le terre Destino il gruppo entra nella zona Unità. Come prevedibile l’ecosistema, l’ambientazione, è completamente diversa. Dalla barbarie e selvaggia zona Destino, vivace e colorata, quanto pericolosa, si passa ad un luogo in cui è la tecnologia a dominare, in un paesaggio scolorito, spento, bianco. In cui tutto è collegato, in nome dell’unità. Nulla è come ce lo si aspetta. Nulla è prevedibile. Ed è tutto perfetto. Fin troppo.

“Una città? Mi lasci indovinare. È una città ricavata dentro il Monte Rushmore, le teste dei presidenti, però, sono state sostituite da aragoste giganti. Sbaglio? E dobbiamo sconfiggere Davy Crockett e rubargli il cappello con la coda di castoro per aprire una porta segreta nascosta nel buco del culo di Abraham Lincoln.”

In questo percorso nella spirale, che può esser vista come una strada nella pazzia, i protagonisti ironizzeranno per non cadere nella follia. Questo viaggio sembra una sorta di rivisitazione dell’Inferno di Dante, con il gruppo affiancato dal proprio accompagnatore, lo Zio Sam è quel che fu Virgilio per il poeta.

Proseguendo il tragitto, i personaggi subiranno un’importante crescita personale, una consapevolezza di sé stessi e del loro scopo nella loro non vita che stavano vivendo fino a poco prima. Che sia un finto giornalismo o la vana possibilità di una cura. Qui, ora, in questa Nuova America, in questo luogo, hanno l’occasione di cambiare. Ma, soprattutto, di scegliere.
La scelta ed il cambiamento sono la base, invece, del secondo volume, in una sorta di accettazione all’unità, vista in un modo inquietante ed orrorifico.

Undiscovered Country è una storia tetra e matura, in cui dietro ad ogni angolo si cela qualcosa di più grande ed imprevedibile. Doppi giochi, segreti nuovi e segreti provenienti dal pre-isolamento che hanno influenzato fin dall’inizio.

Un mix vincente

Undiscovered Country ci presenta un’ambientazione vasta, che non ammette confini all’immaginazione. Porta con sé un po’ di quel dispotico prodotto che è Mad Max Fury Road (George Miller – 2015), forte degli stessi colori, vivacità ed estetica, almeno per quanto riguarda terra Destino. Ma anche di Macchine mortali (Christian Rivers – 2018) e del recente Love and Monsters (Michael Matthews – 2020), il tutto condito con un pizzico di attualità.

La serie porta avanti un’idea nata, consolidata, ma ormai superata, di quel che rappresenta l’America. Fatti che ad oggi fanno sorridere, anche se è tutt’altro che positivo. La terra dello Zio Sam come un grande paese, che pensa sempre agli altri, che non abbandona nessuno, che salva il mondo. Una Terra di libertà, sogni e libertà di stampa. Ciò nasconde una forte critica sociale a quel che davvero, ad oggi, questo paese è realmente.

Fondamentale è l’approccio alla lettura. Non ci si può domandare com’è possibile una determinata situazione, bisogna aprire la propria mente e lasciarsi travolgere dalla follia di cui si sarà testimoni. Occorre accettarlo per quel che è. Bisogna sentirlo, non capirlo. Poi il tutto verrà da sé.

Un viaggio in un’America selvaggia, con un costante susseguirsi di colpi di scena e risvolti narrativi. Le creature, la fauna e la flora, che vi vivono, che si sono sviluppati in questo Nuovo Mondo, sono da gustare con gli occhi, grazie anche ai colori di Wilson. Paesaggi strani e trasformati, popolata di personaggi che hanno catturato da subito l’interesse. Un’avventura frenetica, che non accetta pause, saldamente ancorata a paure concrete. L’opera è un insieme di così tante cose, incastrate assieme, che risulta complicato parlarne troppo liberamente.

La rappresentazione del Nuovo Mondo in Undiscovered Country

La sceneggiatura realizzata da Snyder e Soule porta con sé tanto materiale, condensato fin dalle prime pagine. Ma il tutto non crea problemi, la notevole dose di elementi ed informazioni sono dosate con maestria. Una trama solida ed intricata costruita con basi solide. Se la storia è ricca e contorta, con una potenza tale da incantare e incatenare il lettore alle pagine, il lato artistico non è da meno.

L’italiano Giuseppe Camuncoli ha il compito di concretizzare su carta le fantasie dei due autori e ne esce a testa alta. Grazie ai disegni, i personaggi riescono a trasmette la loro caratterizzazione, delle volte la loro pazzia od i loro sogni, la disperazione, soprattutto attraverso gli occhi. Il tratto di Camuncoli è vivo e rende concreto il caos dell’ambientazione dando sfogo alla propria creatività realizzando le creature che dimorano in questi territori. È vincente anche nella rappresentazione degli spazi aperti e delle immense strutture, dando una profondità al tutto.

Alle pagine 98 e 99 del primo volume è, però, presente un errore, che lo stesso Giuseppe Camuncoli conferma. Uno dei personaggi è presente in due situazioni discordanti. Allo stesso tempo è libero e ancora imprigionato. Un dettaglio che si scova solo con un’attenta lettura, che non influisce nel risultato finale. In ogni caso, l’artista ha annunciato che, almeno per l’America, le ristampe saranno corrette. Cosa che non è stato possibile fare, a causa delle tempistiche, nella prima edizione italiana.

Undiscovered Country è un fumetto consigliato a chi ama la follia, la riscrittura della storia, ed il genere utopistico condensato con una buona dose di immaginazione.

Saldapress in conclusione al primo volume riporta un’intervista agli autori che ci introducono le origini del progetto fumettistico. Dalla nascita del seme dell’idea alla concretizzazione di essa. Nelle ultime pagine, infine, sono riportate le diverse cover ai capitoli del fumetto con vari schizzi e bozze al design dei personaggi, e non solo, a cui lo stesso Camuncoli ha accompagnato con personali e minuziosi appunti.

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