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Urlo – Nel Buio – Recensione

Urlo - Nel buio

Avete mai pensato a come potrebbe essere rappresentato un incubo? Ebbene, grazie all’angosciante graphic novel Urlo – Nel buio di Luca Conca e Gloria Ciapponi edita da SaldaPress, potreste vedere come un incubo diviene realtà. Come fosse un olio su tela Urlo è un indie horror che promette inquietanti emozioni ricche di ansia e paura.

Un uomo terrorizzato corre attraverso i boschi. Un’inquietante creatura lo insegue, liberata da un gruppo di balordi che organizzano un gioco assurdo e mortale sulla pelle dei malcapitati che periodicamente catturano. Una sfida per sopravvivere a un incubo che si muove tra capannoni abbandonati, cantieri dismessi e viadotti deserti, spazi popolati da un’umanità che segue logiche di inumana violenza e terrore.

Incubo o realtà?

Gli incubi sono dei sogni dal contenuto terrifico che vengono accompagnati da sentimenti di paura e ansia. Esattamente come fosse in uno di essi, il lettore che si appresta a mettere i suoi occhi su Urlo – Nel buio vivrà, tavola dopo tavola, queste emozioni. Seppur l’opera sia quasi muta, i disegni di Luca Conca trasmettono parole in abbondanza. Sono sensazioni che si sentono sulla pelle e rimbombano nelle orecchie quelle che si vivono guardando, sfogliando e leggendo l’opera.

L’inizio di Urlo – Nel buio vede protagoniste delle tavole colorate che inquadrano una natura pressoché selvaggia e primordiale, molto ricca, che cela al suo interno l’ombra di creature sicuramente pericolose. I colori lasciano poi il passo a un bianco nero come fosse un tratteggio di penna. I neri sono scuri e pieni e nell’insieme danno un senso di oscurità e ansia.

“Questo è un incubo…”

Luca Conca attraverso la frenesia della sua arte fa esplodere nella testa del lettore le urla del protagonista malcapitato. L’uomo si trova disperso, cammina attraverso strade selvagge che celano inganni e pericoli. Catturato con l’inganno e dato come premio/preda ad una creatura mostruosa. Si troverà a scappare fino a spezzare i propri polmoni. Una corsa frenetica resa ancora più palpitante, viva e disperata dal tratto furioso dell’artista.

Incubo o realtà? Vivrete con il protagonista una fuga attraverso campi, boschi e capannoni per scampare dall’enorme bestia che lo insegue. Una corsa contro il tempo, contro le proprie forze, contro una natura apparentemente riluttante verso l‘umanità. Una natura che nasconde le proprie creature agli occhi indiscreti e che da man forte ad esse. Come volesse quasi ribellarsi a tutto ciò che la osteggia.

Istinto o emozione?

Secondo la psicologia del senso comune, il comportamento animale è basato essenzialmente sugli istinti, i quali consentono loro la sopravvivenza attraverso la soddisfazione dei bisogni primari. Il comportamento umano sarebbe, invece, solo in minima parte istintivo, perché guidato dalla coscienza e modellato da fattori sociali e culturali. Ma quando ci si trova davanti ad un grande pericolo, l’istinto come viene guidato? Come porta ad avere una reazione di paura?

Una delle prime teorie sistematiche degli istinti fu esposta da William McDougall nella sua “psicologia ormica”, in cui scinde l’istinto animale, dettato semplicemente da impulsi, da quello umano, in cui interagiscono più componenti. Un aspetto importante della sua teoria è la corrispondenza tra stati emotivi ed istinti: ad ogni istinto descritto nel comportamento animale corrisponde un’emozione provata dagli esseri umani. Come ad esempio l’istinto di fuga e l’emozione della paura.

La paura è, appunto, un’emozione primaria, presente fin dagli albori sia nel genere umano che nel regno animale. Come tutte le emozioni spiacevoli o minacciose ha una funzione adattiva, avvisa decodificando delle situazioni interpretabili come minacciose, rispondendo con comportamenti atti a proteggere l’individuo di fronte a un pericolo o a una minaccia. Sulla base di questa teoria il protagonista di Urlo, reagisce. Scappando, cercando di fuggire a volte dalla realtà, o affrontando addirittura il pericolo. Le emozioni e l’istinto primordiale che caratterizzano ogni personaggio (umano e non) sono esperienze reali anche per il lettore.

“Devo riposarmi … Dove mi posso fermare?”

La graphic novel è un Urlo costante che trasmette molti sentimenti contrastanti. La storia è come un sogno infinito che si snocciola attraverso paure e orrore. Una umanità crudele che non esprime nessun tipo di sentimento positivo se non malvagità e crudeltà. Una creatura, molto simile in alcune sue parti al mostro del film The Host, al demogorgone di Stranger Thing e lo Xenomorfo di Alien, usata per i propri scopi ludici che infine dimostra quasi più sentimenti degli umani.

Un senso di dispersione che attraverso questa storia horror/indie il lettore si trova a vivere tavola dopo tavola. Una paura che non è solo verso la creatura che insegue il malcapitato, ma anche verso l’uomo. L’orrore dentro e fuori di noi. Chiunque si appresti ad aprire questo fumetto non potrà di certo distogliere lo sguardo dal racconto che scorre sotto i propri occhi. Un immagine graffiante che si incolla come una seconda pelle al fortunato spettatore che poserà il suo sguardo su questa immensa opera targata Saldapress.

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By Maria V.

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