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Utsubora – Recensione

utsubora coconico press

Ci sono puzzle che non sono così immediati da comporre. Non importa se il giocattolaio ti dà 100, 200, 1000, 1500 pezzi, ti trovi comunque lì a montare e rimontare tratti di cielo plumbei, dove si può andare solo per tentativi. Utsubora è così, un manga seinen di genere mistery, edito da Coconino Press per la collana Doku, che richiede un’elevata soglia di attenzione e un buona attitudine investigativa. Sembra di essere in una nube e navigare alla cieca. Utsubora non ha una trama lineare: l’autrice Asumiko Nakamura, famosa per lo più in Italia per il boys’ love Compagni di classe, gioca con la tua mente, tra flashback da interpretare, sensualità obnubilante e tragico desiderio.

Tutto inizia con un suicidio

Una splendida ragazza dalla silhouette filiforme e dalla chioma lunga e corvina, saluta il mondo dei vivi suicidandosi, buttandosi da un palazzo. Il suo viso rimane sfigurato, e, per il riconoscimento, la polizia manda a chiamare le uniche due persone presenti nella rubrica telefonica della ragazza. Il veterano scrittore Jun Mizorogi, il primo tra i contatti e protagonista, sta sistemando il suo ultimo successo a puntate Utsubora, per un mensile di letteratura. Ad un certo punto riceve la telefonata e si fionda all’ospedale.

Una volta arrivato riscontra che il cadavere è di Aki Fujino, una fan che aveva incontrato in precedenza a una festa della casa editrice. Al tempo stesso, fuori dall’obitorio, c’è lei, il secondo contatto della rubrica, Miki Sakura, una giovane donna che somiglia terribilmente ad Aki e che afferma di essere la gemella della ragazza defunta. Le due sarebbero state divise dai genitori alla nascita e avrebbero iniziato a frequentarsi solo recentemente. I dubbi enormi della polizia portano i due agenti a continuare le indagini e a non trattare il caso come il classico suicidio, piaga di lunga data in terra nipponica. Non ci sono indizi di sorta sul passato di Aki, non ci sono tracce sulla sua fisionomia e il sopralluogo della sua casa non ha rivelato nulla.

Sarà la scomparsa di un’altra giovane ragazza, Akiyama Fujiko, che aprirà le porte a una nuova pista e porterà alla soluzione il caso mostrando i legami tra i tanti personaggi coinvolti. Tra questi anche una pletora di secondari: il collega scrittore Yataba, veterano e dandy, amico e competitor di Jun. Tsuji, l’editor dei due scrittori, dipendente della casa editrice con il compito di fare da custode e guardiano del lavoro, in modo tale che Jun rispetti le scadenze. E infine Koyomi, la nipote di Jun, che studia a Tokyo e fa da governante allo zio a cui è molto legata.

Storia di uno scrittore

Story of a novelist è il sottotitolo di quest’opera eppure del Jun romanziere è rimasta solo l’ombra, s’intravede più un uomo in preda alla frustrazione, dovuta a un blocco. Eppure il suo nuovo racconto Utsubora continua a essere pubblicato. Aleggia infatti l’accusa di presunto plagio che infonde dubbi e vizia i rapporti tra i personaggi. Viene spontaneo chiedersi, da dove arriva questo testo, chi lo sta scrivendo? Le risposte stanno tra le righe ma non sono dirette, Nakamura te le sussurra, te le suggerisce ma si devono voltare quasi tutte le pagine per scoprire la verità. La stessa sensazione eterea, infusa in tutta l’opera, risulta anche dal continuo sospetto scambio d’identità su cui la polizia indaga. Cosa che ti fissa nella mente convinzioni che l’autrice sfata e conferma in modo confuso e alternato, lasciandoti con gli occhi sbarrati e con l’impressione di non aver capito nulla.

Un finale sorprendente

E se un po’ di curiosità ti distingue, allora sì che la tua tendenza a cercare risposte, ti renderà più partecipe. Ne risulta un coinvolgimento che spinge a voler cercare risposte a un suicidio che pare inspiegabile. Grazie a una regia e a una cura del dettaglio estrema, Nakamura ci regala un finale dove tutti i nodi vengono al pettine. Tutti i fili della trama vengono tirati e Utsubora si guadagna una degna conclusione. Un finale che può deludere i più appassionati dei gialli, ma provocare grande amore negli amanti dell’Oriente e della sua enorme calma zen.

Utsubora è un manga intriso di sessualità esplicita ma mai esagerata che in sottofondo fa da collante alle intenzioni dei protagonisti. Non è un’arma di passione, è tutto tranne che volgare e maschilista. La donna è preponderante, protagonista, tiene le redini di atti osceni in luogo privato con uomini affogati nel loro brodo primordiale.

Utsubora – Aspetto tecnico

Un tratto minimale ma molto morbido e tutto curve quello della Nakamura. In generale tutte le corporature sono molto snelle e slanciate, i colli molto lunghi. Gli uomini sono altissimi e dall’indole protettiva, le donne minute e bassine ma con una sensualità esplosiva, soprattutto quando ritratte di schiena.

L’approfondimento su biografia e opere dell’autrice a cura di Paolo La Marca, a fine volume, vale il prezzo del biglietto.
L’edizione Coconino Press in due volumi brossurati è di ottima qualità ma anche molto fragile come tutte le uscite della Collana Doku. In particolare la doppia copertina è decisamente a rischio spiegazzamenti.

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By Massimiliano D'ostilio

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