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Va tutto bene: even if I can’t use magic – Recensione

Va tutto bene even if I can’t use magic

Va tutto bene: even if I can’t use magic è un volume unico di Kanna Kii, mangaka conosciuta già per altri titoli. Grazie a J-Pop Manga, oggi, è possibile gustarlo anche nel nostro Bel Paese.

Un ragazzo che di punto in bianco lascia il suo lavoro in uno studio di animazione, un gatto animato da una volontà insondabile, due ragazze in gita scolastica che finiscono a un concerto di Idol… Al centro della lente della fumettista ci sono le giornate di un gruppo di amici e di altre persone (e strani animali) che ne incrociano la strada, raccontate con uno stile slice of life surreale e un po’ di magia.

Un giorno, Kishi incontra un gatto molto particolare. Gatto che, in qualche modo, si affeziona al ragazzo perché quest’ultimo, in un certo senso, se ne prende cura. Da questo incipit, inizieranno alcune dinamiche irresistibilmente umane ma dal tono surreale che porteranno, le strade dei nostri personaggi, ad incrociarsi.

Personaggi che, in Va tutto bene, son ben caratterizzati. Da Kishi, che lavora presso uno studio di animazione ma si ritrova in uno status professionale poco appagante e con pochissima voglia di lavorare, alla collega Chiyo, la ragazza per cui ha una cotta.

Poi c’è Tama con il sogno di diventare un musicista professionista. Un sognatore ad occhi aperti che spesso ricorda gli anni più belli e spensierati passati al liceo e Chiyo con il quale ancora ancora oggi, dopo svariati anni, c’è un rapporto d’amicizia molto particolare.

Poi c’è la storia delle compagne di scuole, Mayu e Kiki che decidono, durante una gita a Tokio, di andare a spasso alla scoperta della città. Anche se, quest’ultima è molto più a se come storia rispetto al triangolo; lui, lei e l’altro.

Come detto, ad un certo punto, Kishi, Chiyo, Tama, si “incontreranno casualmente” e scopriranno di avere un legame molto più profondo e importate in comune rispetto a quello che può sembrare.

Kanna Kii conferisce all’opera uno stile narrativo molto piacevole. Infatti, riesce ad intrecciare le storie di questi personaggi capitolo dopo capitolo. Se inizialmente potreste fare fatica a seguire, andando avanti con la lettura, sarà tutto più chiaro. Sicuramente, questo, è il grande pregio della mangaka. Ma la Kii non si ferma al solo convogliare i vari flussi di conoscenza così che il tutto si incroci e convinca il lettore. In Va tutto bene troverete una forte rappresentanza dei sogni e le varie difficoltà nel raggiungere quegli obbiettivi.

Del resto, ogni persona in questo mondo ha un sogno che desidererebbe realizzare. Sfortunatamente, molte si vedono “incapaci” a compierlo per qualsiasi tipo di fattore: hanno paura, non hanno fiducia in se stessi, il destino e la sfortuna. E se da una parte troviamo Tama, caratterizzato in maniera molto propositiva rispetto alle scarse possibilità, dall’altra troviamo Kishi, eterno indeciso e insoddisfatto. Ma attenzione, non fate l’errore di pensare che questa sia un’opera di formazione, per ragazzi. Anzi, proprio l’opposto.

Lo stile del disegno di questo manga è adorabile. Il tratto di Kanna Kii è sempre un piacere visivo non da poco. Le line sottili, la dolcezza, la delicatezza, la genuinità nei volti, la spensieratezza e i momenti di riflessione, sono alcuni dei tanti sentimenti e sensazioni che quest’opera trasuda. Tutto il comparto artistico è meraviglioso.

In conclusione, Va tutto bene: even if I can’t use magic è un’opera che si legge con piacere. Sicuramente non è la punta di diamante della mangaka, ma è un’occasione, un modo gioviale, per conoscere un’altra sua sfaccettatura artistica dove l’ordinario diventa insolito, dove quel pizzico di magia rende l’opera incantevole.

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