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Vacanze – Recensione

Vacanze, di Valentina Basso in arte Mordiccevale, è un fumetto autoprodotto che parla di vita quotidiana, di dubbi, incertezze, abbreviazione, slang, birra, paura, accettazione, amore, rabbia, tristezza, rivalsa, appagamento, distruzione e tanto scazzo. Insomma, delle tipiche giornate di merda!

Quando siete in preda al pessimismo, guardate una rosa. (Albert Samain)

Nella vita tutto è lecito? Beh, non proprio. Diciamo che questa è la giustificazione che si è soliti darsi quando – a fronte di tante prove ed errori e voglia di farsi accettare e piacere – si è disposti a fingere di essere qualcun altro. La maschera, come diceva Pirandello, può essere anche quell’identità che ogni individuo sceglie e nelle quali si immedesima per poter interpretare il suo corretto ruolo all’interno della società. Eppure noi tutti con una maschera ci nasciamo… per esempio l’epidermide sul nostro viso, fondamentale per la nostra sopravvivenza, è una maschera.

Questo è uno dei temi trattati in Vacanze. Dove possiamo arrivare e quanto possiamo sopportare pur di far parte di una certa cricca? Il continuo sforzo nel mostrarsi diversi, l’impossibilità di smettere di fingere – a conti fatti – ci fa perdere come persone, come ad una svendita di super-io, citando Freud. Lo stress provocato da ciò che può portare a depressione, ansia e disturbi del comportamento alimentare.

Vacanze di certo non è un fumetto facile da interpretare. Questo perché nasconde, velatamente, tutte le problematiche che qualsiasi giovane possa vivere. I dubbi e le paure attanaglieranno indirettamente il personaggio principale, ovvero un’oca, colpendola come un destro ben piazzato su uno stomaco che non mangia né beve da giorni. Le reazioni per mascherare un dolore vengono introdotte infatti tramite situazioni comuni a molti noi, come ad esempio andare a fare un aperitivo con gli amici, una birra, una chiacchierata tramite whatsapp, Skype o semplicemente una telefonata. Questo ripercorrere – in un certo senso – i meandri della routine sarà forte tra le pagine colorate dell’opera.

Quanto male puo fare una spina in un occhio?

L’arte di Mordiccevale è molto particolare e stilizzata, a volte a mo’ (quasi) di caricatura psichedelica. Un rovescio della medaglia quello dei personaggi animali che prendono a tutti gli effetti il posto di noi esseri umani mixando le filosofie sociali, civiche e comportamentali. Una prospettiva che rappresenta un comportamento umano ma anche animale con riferimenti chiari non a dottori, ma veterinari, ad un “cattivo” messo lì a rimprovero di un cane che ha fatto il monello. Le colorazioni piene non smorzano la tensione palpabile nell’apparente normalità dell’opera. Una grande quantità di due colori nello specifico: arancione e verde.

Il primo che potrebbe rappresentare la creatività, l’armonia ma anche l’espansione e l’ambizione, il secondo è associato al quarto chakra, il chakra del cuore e rappresenta l’amore puro, quello incondizionato. Stimola i sentimenti più nobili e porta amore laddove viene usato. Sempre quest’ultimo infonde calma ed è utilissimo per ridurre lo stress mentale e diminuire l’attività cerebrale accelerata. Ma queste sono solo supposizioni che volevamo osare aggiungere alla nostra rassegna!

In conclusione, Vacanze di Valentina Basso, in arte Mordiccevale, è un fumetto sicuramente non per tutti… o per lo meno adatto a persone con una certa intelligenza e capacità di vedere tra le righe laddove un semplice vuoto può turbare l’anima. La storia, che potrebbe risultarvi illogica e no sense, in realtà nasconde più livelli e più significati. Un opera che indubbiamente lascia il segno.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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