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Vietnam Horror, Cuore di tenebra – Recensione

Terminato nel 1975 con la liberazione di Saigon, il conflitto ha rappresentato la prima grande sconfitta militare degli Stati Uniti. L’anniversario, che nel Vietnam è divenuto una giornata di festa nazionale, viene oggi ricordato con esibizioni e commemorazioni online. Secondo le stime nella guerra del Vietnam hanno perso la vita 58.220 soldati statunitensi, 250mila militari sudvietnamiti e oltre tre milioni di soldati e civili nordvietnamiti. Tantissime anime perse, tantissimo sangue versato su un terreno ormai impregnato dal colore rosso. Sicuramente questa è stata una delle guerre più controverse della storia di cui ahimè sembrerebbe essersi detto tutto tra film, libri e quant’altro. Fortunatamente non è così vero, e grazie alla casa editrice Leviathan Labs abbiamo la possibilità di leggere un comics che dà una prospettiva diversa della storia. Stiamo parlando di Vietnam Horror, Cuore di tenebra di Massimo Rosi e Vito Coppola.

Il terrore e la paranoia serpeggiano nei campi di battaglia ma qualcos’altro sconvolge un plotone in piena guerra del Vietnam. Un’eclissi, ombre oscure che si allungano fuori dalla boscaglia, lo stesso sogno per tutti. Cosa si nasconde sotto la montagna è un mistero la cui scoperta avrò un prezzo molto caro. Nessuno sarà più lo stesso.

Sensibile – Top Secret. Non Distruggere!

Effettivamente la guerra del Vietnam ha sconvolto molte vite e chi l’ha vissuta in prima persona è davvero cambiato. Errori immensi, orrori indicibili e tanto altro attanagliavano le menti dei soldati di entrambe le parti e quelle della popolazione. Ma attorno a questo periodo storico così particolare si aggirano molte curiosità. Per esempio molti non sanno che più di 20,000 Pathet soldati e sostenitori laotiani vivevano nelle grotte di Viengxay, una rete di quasi 500 cunicoli e caverne nel Laos nord-orientale. Le grotte hanno fornito un riparo essenziale durante il pesante bombardamento aereo americano dei primi anni ’70. Queste contenevano scuola, ospedale, panetterie, uffici e negozi.

Vietnam Horror, Cuore di tenebra, in un certo senso si avvicina proprio a questo concetto di “nascosto”. Gli ingredienti in questo horror sono abbasta semplici ed efficaci: un male si cela sotto una montagna, un segno, una ferita molto particolare. Venire a conoscenza del mistero dietro a tutto ciò porterà alla luce scoperte a dir poco raccapriccianti. Ma come ormai è solito fare Massimo Rosi ama sfidare sé stesso in ogni opera in cui mette mano.

Anche qui l’autore non si limita a fare il compitino ma va ben oltre, inserendo all’interno un filone quasi pulp che conferisce caratura alla narrazione d’orrore. Nonostante ciò mantiene le atmosfere tipiche del Vietnam di allora, e quindi rappresenta un inferno a cielo aperto invivibile dal punto di vista atmosferico e di fauna, e allo stesso tempo consolida l’essenza del dolore vissuto dai soldati costretti a polarizzarsi delle immagini disumane, impresse – ormai – in maniera indelebile nelle loro menti.

Il ritmo dell’opera è incalzante. Questo perché l’autore inserisce alcuni colpi di scena in maniera minuziosa che portano ognuno a un “compromesso” tra storia e lettore, incuriosendolo e quindi mantenendo alta la sua attenzione. La caratterizzazione dei personaggi viene ripresa da quello che potremmo definire il topos classico del soldato americano. Per alcuni di questi, che non hanno niente da perdere, la guerra è tutto quello che resta. Per altri, che ormai hanno accantonato il patriottismo, è solo uno schifo. L’utilizzo di queste figure vengono però arricchite da Rosi grazie al loro vissuto, rendendoli così tutti interessanti e sempre avvolti da un alone di mistero che invoglia a conoscere di più della loro storia.

“Lo sapevamo che sarebbe andata così! Che la gente sarebbe morta ogni giorno…”

Artisticamente l’opera è totalmente in bianco e nero. Nonostante questo, però, Vito Coppola fa uno straordinario lavoro. Lo stile dell’artista, prettamente realistico con influenze chiare verso il comics americano, risulta essere vincente e riesce a dare caratura alla storia. I momenti salienti e quelli orrorifici vengono realizzati in maniera sublime, quasi ad inserire non solo il colpo di scena per quanto concerne il racconto ma anche sotto un punto di vista artistico. Insomma, non potreste mai aspettarvi di trovare il disegno di una testa dentro ad un piccolo tunnel dove un uomo striscia come un verme realizzato così meravigliosamente. Anche per quanto riguarda la dinamicità nei momenti d’azione e l’utilizzo delle celle, moderne e in “tinta” con lo stile americano, Vito Coppola ha fatto un lavoro magistrale.

Leviathan Labs, per quanto concerne l’edizione, continua a viziarci. Un brossurato bello rigido (senza alette questa volta) e l’ottima scelta della carta fanno sì che il risultato, nel suo insieme, risulti di prestigio, confortevole e di qualità.

In conclusione, Vietnam Horror, Cuore di tenebra di Rosi e Coppola è una pulp horror d’azione che prende pieghe davvero interessanti, in un periodo storico molto particolare capace – da sempre – di ammaliare e affascinare. La storia vi porterà, grazie ad un lessico scorrevole, a risvolti da shock. Ad aumentare questo c’è l’impatto artistico che vi farà immergere totalmente in un Vietnam ancora più spietato di quello che conoscete.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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