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Watch Dogs Legion – Recensione

In questo periodo, che più di transizione non potrebbe essere, è uscito Watch Dogs Legion, quasi come se nessuno lo stesse aspettando, perché troppo occupati a interessarsi solo della next-gen. Eppure Legion è qui e Ubisoft questa volta ha saputo stupire. Fin dal suo reveal all’E3 dello scorso anno, questo nuovo titolo della saga Watch Dogs, ha impressionato per la libertà di gameplay che sembrava potesse dare al giocatore.

E così è, Watch Dogs Legion prende le idee dei suoi precedenti e li espande in maniera esponenziale. L’aspetto principale del gameplay è la possibilità di assoldare nella legione pressoché chiunque, nonché di controllare in prima persona l’NPC. L’approccio di Legion più improntato allo scontro è una novità del franchise e seppur notevole, è ammirevole, a volte pecca nel messaggio di unità che vuole trasmettere Questo nonostante il forte e profondo messaggio di speranza che lo caratterizza.

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Londra, l’ambientazione perfetta

La Londra del gioco, ambientazione di questo capitolo, è quanto più esagerata e avanzata possibile. Tuttavia questa interpretazione non si distacca molto dalla Londra di questi anni, nonostante con un atmosfera e un’estetica decisamente più distopica. I più famosi punti di interesse della capitale britannica diventano lo scenario ideale per il futurismo più puro: le macchine che si guidano da sole, circondate da droni per consegnare pacchi o pubblicità olografiche sparse per Camden Town o Buckingham Palace sono solo alcuni esempi. Tutta questa tecnologia si sposa alla perfezione con le abilità di hackeraggio che molti dei personaggi possiedono e che possono sfruttare per i loro scopi.

In un gioco del genere, con molti personaggi diversi giocabili, Londra è l’unica costante. La City è divisa in otto distretti, ognuno con le sue caratteristiche culturali ed etniche diverse, proprio per questo esplorarla è un’esperienza divertente ed unica. La cura nei dettagli usata per ricreare Londra è apprezzabile; è sbalorditivo vedere come la Torre di Londra sia stata ricreata in modo accurato e assolutamente reale. Nel titolo vediamo la cultura e la storia di Londra contrapposta alla banalità malvagia degli Albion, la fazione nemica che si deve combattere.

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La storia, un excursus sociale della civiltà odierna

Alcune atmosfere che si respirano nella Londra di Legion riflettono fortemente quelle odierne. La lenta caduta della popolazione nel caos, dopo le ultime vicende politiche e le inevitabili ideologie estreme che vengono accolte con sbagliato ma “obbligato” entusiasmo. La storia principale racconta proprio di questo, il nazionalismo che vede le altre etnie come inferiori e l’eterna lotta tra le caste. A volte è assurdo come questi temi da condannare riflettono purtroppo una realtà (mal) radicata nella nostra filosofia. Su tutti il modo in cui si trattano gli immigrati e gli stranieri in generale. Questo racconto può risultare pesante, seppur quanto mai attuale. E questo è sicuramente un punto a favore di Ubisoft, non è facile descrivere questo tipo di realtà e metterle in un videogioco.

La storia si svolge anche indirettamente attraverso messaggi, podcast e altri mezzi. Alcuni messaggi rivelano che Albion, a tutti gli effetti una forza di polizia, maltratta e vessa i cittadini a cielo aperto. Tutto questo succede mentre vagando per la città puoi vedere con i tuoi occhi che purtroppo è tutto vero. Oppure alla radio si prendono in giro gli estremisti di destra, che potrebbero sembrare ridicoli lì per lì, ma non sono altro che una rappresentazione di qualcosa che viviamo anche noi ogni giorno.

Essendo un gioco, non ci si può aspettare che queste tematiche siano approfondite in maniera puntuale ed esaustiva. Tuttavia i parallelismi sono lì e sono piuttosto palesi. Nell’arco narrativo principale vengono trattati anche piuttosto duramente ma la struttura open world del gioco ne fa perdere la loro accuratezza. Infatti quando c’è un vasto mondo da poter esplorare, in qualche modo si perde di vista il focus più importante che vuole trasmettere la storia. Molto lo fanno le missioni secondarie che supportano in modo esemplare quelle principali, espandendo il contesto narrativo e le sue sfumature.

Gameplay rivoluzionario ma ripetitivo

Come negli altri due Watch Dogs, il gameplay ad un certo punto va in loop e si basa principalmente su questo. Eventi in-game, esplorazione e combat system (stealth incluso) formano questo loop, spezzato a volte dalle abilità di hacking, che in questo capitolo puntano di più alla manipolazione delle relazioni sociali per raggiungere i propri obiettivi. Grazie a queste skill e alle possibilità che offre Legion (telecamere, telefoni, computer, droni e altre macchine hackerabili) spesso si riesce a completare le missioni senza neanche doversi muovere, dando al giocatore una sensazione di superiorità tattica non indifferente.

watch dogs legion simulazione

Watch Dogs Legion raggiunge il suo apice negli elementi simulativi, molte scelte, in modo realistico, portano a conseguenze a cascata che ci permettono di raggiungere il risultato desiderato. Il saper hackerare vari dispositivi è l’aspetto fondamentale del gameplay e apre numerose e astute strade per l’approccio all’obiettivo. Con i droni infatti si possono studiare gli avamposti nemici e ci si può infiltrare in una base anche solo attraverso l’uso delle telecamere: ci penserà la tecnologia a fare il resto. Il tutto affiancato ai giocatori giocabili completamente casuali, rende l’esperienza sempre nuova e diversa per ognuno che lo proverà.

I cittadini comuni, protagonisti di una storia fuori dal comune

I veri protagonisti di Legion sono i cittadini di Londra, ognuno generato in modo casuale. Questo caso, tuttavia, si basa su varie professioni, etnie e alcuni dettagli personalizzati. Ogni informazione che possiamo conoscere sui cittadini servono al giocatore per scegliere chi arruolare e chi no. A seconda di ciò che facciamo, alcune potenziali reclute possono sviluppare una sorta di disprezzo verso DedSec e declinare il nostro approcio all’arruolamento. DedSec è un collettivo segreto di Hacker, nemico pubblico numero uno degli Albion.

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Nonostante le molteplici possibilità di reclutamento, è molto probabile che si punterà sui soliti personaggi che si ritengono affidabili per completare le missioni. Ma in questo Legion stupisce, perché la persona ideale per raggiungere l’obiettivo magari è in giro e per caso la incrociamo durante un’esplorazione randomica. Inoltre, più si avanza nel gioco, più gli NPC partono da un livello maggiore e con più abilità uniche. Anche in questo l'”esplorazione”, seppur attraverso i vari cittadini, può aiutare a superare ostacoli all’apparenza insormontabili.

Basta una solo scelta sbagliata per mandare tutto a monte e ritrovarsi circondati da nemici in tenuta d’assalto pronti a sterminarci. Ciò si aggiunge al fatto che ogni membro del team che va incontro alla morte sarà morto per sempre. Ad aumentare lo “stress” che porta Legion sono le missioni di reclutamento: il loro fallimento porterà ad un lavoro maggiore per riportare il cittadino nelle vostre grazie. Comunque, anche senza permadeath, anche il solo fallire le missioni porterà i vostri agenti ad una pausa forzata dalle missioni.

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Possibilità di scelta, un bene o un male?

Questo flusso costante di opportunità che si presentano al giocatore nella ricerca, a volte esasperata, dell’agente perfetto porta anche ad una ripetizione di dialoghi, che alla lunga si ripetono con un doppiaggio diverso. Tutta questa ridondanza fa apparire Londra più piccola di quanto non sia. E tutto questo vagare alla ricerca delle reclute porta a porzioni di gioco senza un obiettivo chiaro e strutturato.

L’incredibile opzione di scelta porta anche a momenti che spezzano il tono e l’atmosfera. Infatti la possibilità di poter reclutare anche personaggi molto eccentrici e usarli in missioni stride con alcune tematiche profonde, quali lo sfruttamento dell’immigrazione. Il tutto però è smorzato dal gameplay magistrale e dalla piega che prende la storia nella seconda metà della narrazione. Con le varie email e i vari messaggi tra i membri della DedSec che stroncano gli argomenti duri da digerire. In un mix eccellente, Watch Dogs Legion tenta di affrontare tematiche importanti mantenendo un tono divertente.

Ubisoft ha sempre provato in passato a “sfruttare” gli eventi che succedono nella nostra realtà e ad inserirli nei loro videogiochi. E con Legion in questo riescono alla perfezione: mette l’accento sulle nuove tecnologie che portano a galla vecchie paure e odi che si pensavano ormai assopiti. Mette alla gogna chi fa del male alla luce del giorno e lo contrappone alla voglia delle persone comuni di contrastare questo male.

Watch Dogs Legion è un gioco contro le ingiustizie sociali e lo fa con determinazione. Inoltre rafforza e aggiunge nuove idee ad un gameplay già affermato che offre una creatività sempre maggiore. Uno dei messaggi più importanti del gioco ci fa capire cosa vuol dire essere un vero londinese. A fine gioco vi ritroverete con un team DedSec formato dai più diversi e disparati cittadini, con abilità e caratteristiche culturali, etniche ed economiche diverse, tutte con l’obiettivo di ridare un senso di “normalità” alla propria Londra. Se non altro questo è un messaggio quanto più potente possibile.

Voto Globale

Grafica

Gameplay

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