Crea sito

Yona: La principessa scarlatta – Recensione

Sarà capitato ad alcuni di voi di desiderare di fare i bagagli, chiudere la propria vita in un cassetto e ricominciare da zero, altrove. È un’immagine che conforta, il pensiero di avere la possibilità di ricostruire sé stessi quando la vita intorno a noi comincia a frantumarsi o diventa troppo pesante. Yona, la giovane protagonista del manga Yona: La principessa scarlatta, famosa in tutto il regno per i suoi capelli dal colore infuocato dell’alba, non ha la possibilità di scegliere: è obbligata a ripartire da zero, a ricostruirsi un’identità cominciando dalle basi, perché semplicemente tutto ciò che conosceva non esiste più.

“La stella rossa sta per sorgere”

Yona: La principessa scarlatta è un manga shōjo scritto e disegnato da Mizuho Kusanagi. Serie ancora in corso in patria, in Italia è pubblicato da Star Comics, e attualmente conta 23 volumi. Yona è la figlia del sovrano del regno di Koka, cresciuta al sicuro tra le mura del castello di Hiryu, sotto lo sguardo amorevole di suo padre, definito da molti un re fin troppo morbido nel governare.

La più grande preoccupazione della ragazza, invece di curarsi del suo popolo, sembra essere la massa indomabile dei suoi capelli rossi: dovrebbero essere perfetti, cosicché suo cugino Suwon finalmente possa accorgersi di lei, e invece continuano a ribellarsi alla sua padrona, rovinando tutti i suoi sforzi per apparire al meglio. A nulla servono i complimenti di suo padre, né le frecciatine di Hak, la sua guardia del corpo, cresciuto insieme a lei e all’oggetto del suo amore.

Finalmente arriva il giorno del suo sedicesimo compleanno: Suwon è semplicemente bellissimo, con lo sguardo imbarazzato e un regalo di compleanno tra le mani. Yona, in preda all’entusiasmo, decide di parlare con il re del loro futuro: lei sposerà Suwon, così potrà averlo al suo fianco per tutta la vita. Un piano perfetto, a cui però il sovrano si oppone senza indugi. Proprio lui, che le ha sempre concesso ogni cosa, ora è così irremovibile nella sua decisione.

Yona è disperata: quel rifiuto secco le sembra un ostacolo insormontabile, la cosa peggiore che le potesse capitare. Senonché, quella stessa notte, il re Il viene ucciso brutalmente davanti ai suoi occhi, e la principessa realizza che l’aspetta la stessa tragica fine. Con l’aiuto di Hak, suo fedele servitore, riesce a scappare, abbandonando il regno di Koka, ed è costretta a rinunciare a tutto ciò che ha, e a tutto ciò che è stata. Con il cuore a pezzi e senza più certezze, Yona decide di mettersi alla ricerca dei leggendari Quattro Draghi, figure mitologiche in possesso di una forza straordinaria.

La leggenda narra che i Quattro Draghi diedero il loro sangue a dei guerrieri rendendoli potentissimi, per consentire loro di combattere al fianco del Drago Rosso, che aveva scelto di vivere tra gli umani ed era diventato il primo monarca di Koka. Per sopravvivere in mezzo a così tanti nemici, e soprattutto per assicurarsi che Hak non perisca nel tentare di proteggerla, Yona capisce di aver bisogno di alleati: la sua unica speranza potrebbero essere proprio i Draghi, che alla morte del sovrano avevano preso strade diverse, nascondendosi per il regno.

Scoprirà che c’è un intero mondo, oltre alle mura del suo palazzo, un mondo in rivolta, sconvolto dalla fame e dai giochi politici, una realtà che lei non aveva mai considerato e che ora non ha più la possibilità di difendere.

“Da quando ha iniziato ad avere quello sguardo?”

Come accade per alcune persone, ci sono manga che hanno bisogno di tempo per essere apprezzati appieno. All’inizio è difficile empatizzare con la protagonista, che appare agli occhi del lettore come fin troppo viziata e chiaramente focalizzata sulle cose sbagliate. È questo che attrae maggiormente di Yona: l’autrice offre, pagina dopo pagina, volume dopo volume, la possibilità di crescere insieme a lei. Vi ritroverete a pensare che, in fondo, non siete molto diversa dalla ragazzina che si scruta con occhio attento allo specchio.

Nei primi capitoli, Yona è proprio come noi, se fossimo costretti a scappare di casa e a cavarcela da soli in un bosco pieno di pericoli e avversità. Soli. Persi. Confusi. Pian piano, ricostruisce se stessa, azzerando gran parte dei suoi difetti per scoprirsi migliore. Impara il valore dei piccoli gesti. L’importanza delle persone.

La difficoltà nel chiedere aiuto, la ricchezza personale che invece dona il semplice fatto di prestare soccorso a qualcun altro. Passo dopo passo, aiutata e accompagnata da personaggi complessi e sorprendenti, quella ragazzina sprovveduta impara cosa significhi tenere davvero a qualcuno. Non potendolo più essere, capisce cosa significhi davvero essere una principessa e guidare un popolo verso cui ha delle responsabilità.

“I capelli scarlatti della giovane e fragile principessa parevano fiamme che la stavano divorando”

Ne Yona: La principessa scarlatta l’autrice, Mizuho Kusanagi, disegna tavole traboccanti di emozioni. Capace di alternare efficacemente serietà e ironia, riesce a incanalare in uno sguardo o in un dettaglio della postura veri e propri combattimenti interiori. Leggendolo, rimarrete incantati dai suoi paesaggi, in un mondo fantasy ispirato al periodo dei Tre Regni di Corea. Verrete catturati dalle dinamiche politiche che si srotolano tra i volumi, dai fragilissimi equilibri tra le tribù che popolano il Regno di Koka.

Insieme ai protagonisti, capaci di mostrare al lettore il mondo in cui vivono con sguardi molto diversi tra loro, scoprirete quante difficoltà e complicazioni possono nascondersi dietro a una realtà apparentemente perfetta. Ogni personaggio ha una storia a sé e specifiche caratteristiche, distillate con sapienza in uno show don’t tell centellinato e gradevole. Hak, pur essendo solo un ragazzo, pare quasi una creatura soprannaturale per la sua forza e determinazione, tanto da venire definito da molti come Raijū, Bestia del fulmine.

Allo stesso modo, i Draghi riescono ad essere incredibilmente umani nei loro comportamenti, nonostante possiedano delle capacità straordinarie. Uno dei temi centrali è sicuramente la linea sottile che esiste tra giusto e sbagliato, e come questa si sposti a seconda dei valori di ciascuno. Il sovrano Il ha sempre cercato di essere un re giusto, pacifico, per non trascinare il popolo che amava nello stress e nelle atrocità di una guerra; ma quello stesso popolo è insoddisfatto, preoccupato dalle pressioni dei territori circostanti, e non riesce a comprendere la buona fede dietro questa mancanza di azione. Agogna un re deciso, militarmente impegnato, senza realizzare appieno cosa comportino certe scelte.

Uno degli aspetti più apprezzabili di quest’opera è il concetto di famiglia che lega gran parte delle dinamiche interpersonali tra i personaggi. Ho sempre pensato che, crescendo, la famiglia di ciascuno di noi smetta di essere quel vincolo di sangue che ti lega ad altre persone e cominci ad essere una serie di legami affettivi completamente scissi dal luogo di appartenenza o dal ceto sociale. Tra le pagine di questo manga si respira un’aria familiare, un senso di appartenenza a qualcosa che è più forte del sangue, più forte del tuo nome, più forte di tutto.

Continuate a seguire le nostre news sulle pagine Social Facebook, Instagram e Telegram per non perdervi mai nulla! Playhero. Potete seguirci anche su Youtube e Twitch!